martedì 24 dicembre 2013

Buon Natale!

"Natale non sarà Natale senza regali", borbottò Jo, stesa sul tappeto.


...E aggiungo che non sarà Natale nemmeno senza un po' di tepore domestico, un buon albero a luminosità intermittente, una cena e un pranzo notevoli, almeno un libro e una sciarpa ricevuti in dono, una bella giocata a carte, uno sbadiglio da tombola, tanto baccano da parentela numerosa, un pizzico di malinconia da festa già arrivata e consumata, una voglia serale di pigiama, plaid e film scaldacuore.
Situazioni vagamente stereotipate, ma tutte indispensabili per la grande, necessaria, benefica illusione del Natale. L'atmosfera, anche solo mentale, è la vera bellezza di questi giorni.
Auguri miei cari e a presto!

lunedì 9 dicembre 2013

3° compleanno!


Oggi NullaDiPreciso compie 3 anni!
I blog sono creature, vivono di parole, pensieri, commenti, scambi di idee, trasferimenti di stati d'animo, di passioni, scoperte.
Ed è per questa loro natura quasi umana che vanno celebrati e che la loro crescita va ricordata.
Anche quest'anno vi offro un pasticcino virtuale e vi ringrazio tutti e 260 per l'aiuto che avete dato nello sviluppo e nella concretezza di questo blog, nato per caso e senza un progetto preciso e diventato ormai un pezzetto del mio cuore.

Ps: Mi scuso per la frequenza più bassa di post e per l'apparente stato di semi-abbandono del blog, ma ci sono ancora e tornerò ad esserci di più ;)

domenica 8 dicembre 2013

Il mio parere su Blue Jasmine



I soliti peculiari titoli di testa bianco su nero accompagnati dal canonico motivetto jazz hanno avuto un istantaneo effetto rassicurante su di me mentre iniziava Blue Jasmine; mi sono abbandonata sulla poltrona pronta a godermi un nuovo tête-a-tête con il mio beniamino.

Subito però qualcosa è cambiato e tale cambiamento si è mantenuto per tutto il film: la dose di allenismo standard è diminuita drasticamente, la leggerezza si è travestita perfettamente da cupezza, l'ironia è diventata disperazione e il risultato di tutto ciò è un dramma psicologico, un Woody Allen più amaro e cinico e meno Woody Allen-macchietta che mai.

Personalmente preferisco l'Allen comico-romantico a quello drammatico, quello autoironico a quello bergmaniano; se su un'isola deserta dovessi portare con me un solo dvd, porterei Io e Annie e non Match Point.
Ma lo stile è sempre quello, la raffinatezza, l'armonia di musica, dialoghi e immagini, la capacità critica e priva di retorica, che sia un film comico o uno tragico, rimangono punti fermi e godibili se si ama Woody Allen tout court.
Ed è per questo che Blue Jasmine è un Allen diverso, ma grandioso e migliore dell'ultimo Allen.

In Blue Jasmine l'elemento sociale prevale su quello intellettuale; non ci sono scrittori, registi, sceneggiatori, newyorkers acculturati e nevrotici con la loro sofisticata dipendenza dalla psicanalisi, ma una donna al verde che ha perso il suo status elitario in società, i suoi status symbols e il suo autocontrollo.

La nevrosi di Jasmine non è quella autodivertita dei soliti personaggi benestanti di Allen, ma è quella del benessere perduto, di una rovinosa caduta dall'oro sonante al nulla, da Park Avenue ad una San Francisco grossolana; il suo esaurimento non è intellettuale-esistenziale e autocompiaciuto, ma disperatamente concreto.
Ed è questa la novità. Se prima si rideva delle ridicole paranoie di soggetti dalla vita agiata e finto-problematica, adesso si prova pena, ci si aggira nell'ambito del patetico (non in senso dispregiativo).

Non appena si entra in sintonia con il mood disperato del film e ci si abitua alla sorpresa (o riscoperta) del non-allenismo (personalmente ho impiegato un po' di tempo a cercare una battuta, un siparietto, un delirio comico alleniano, ma invano e con tardiva resa finale), si gode di un film interessante, ma sopra ogni cosa di un'attrice enorme.

Cate Blanchett è il film nella sua interezza, nella sua bellezza.
Le sue performance sono deliranti, ma mai grottesche, i suoi monologhi/sproloqui da esaurimento nervoso sono da antologia del cinema, il suo volto quasi sempre sfatto, sudato e col trucco sciolto è disperato, ma mai esasperato.
La sua è una figura femminile  a tutto tondo, scritta e resa con profondità, con attenzione. Jasmine è una delle più riuscite creature alleniane di sempre.

Molto brava anche Sally Hawkins (di cui mi sono innamorata a vita dopo aver visto Happy-Go-Lucky): l'antitesi estetica e sociale delle due sorellastre (e delle due città a cui appartengono) è riuscitissima e insieme sono una coppia memorabile.

Se dovessi darvi un motivo per vedere questo film (se mai ce ne fosse bisogno) vi direi: andate a vederlo perché Cate Blanchett è stupefacente.
Solo come seconda motivazione direi andate a vederlo perchè è un film di Woody Allen. (Ma questo perché sono troppo legata ad una certa idea classica di Allen e al cliché della sua comicità a base di irresistibile goffaggine e adorabili complessi. Non c'è niente da fare, è lui il mio Allen del cuore).