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Visualizzazione dei post da Marzo, 2017

I Love Books: 138. Hygge - La via danese alla felicità

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Per una volta non mi esprimo su un libro di letteratura, ma su un piccolo volumetto (che sta spopolando) graficamente nordico ed esteticamente riposante che consiglio a chiunque creda nel potere benefico delle piccole cose.

Se siete dei soggetti con tendenze alla megalomania, cercatori di felicità legate ad attività estreme e cose plateali, se pensate sempre in termini di massimo e non di minimo questo libro non fa per voi, siete troppo cinici e rampanti per l'hygge.

Il mio parere su Moonlight

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Moonlight ha vinto l'Oscar come miglior film, definitivamente, dopo la vittoria durata qualche secondo del nostro amato La La Land che tanto davamo per certa (e vera).
Come ciò sia possibile rimane per me un mistero e se è vero che Trump, la sua politica da uomo delle caverne e l'ondata di risentimento intellettuale per il suo razzismo-sessismo-maschilismo e altre cose da ominide assai poco evoluto c'entrano qualcosa, non posso credere che l'atto politico abbia avuto la meglio su quello artistico.

Il mio parere su Manchester by the Sea

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Manchester by the Sea è un drammone, una di quelle storie in cui la vita dà il peggio di sé e la morte esagera a manifestarsi, in cui la tristezza non è stato d'animo passeggero, ma rottura definitiva e totale, radice profondissima e inestirpabile.

La grazia di narrare le disgrazie non è da tutti, normalmente ci si tuffa nel pathos enfatico, nell'automatismo compiaciuto della tragedia, nel sentimentale lacrimoso.

Ma Manchester by the Sea e Kenneth Lonergan che ne è il regista hanno questa grazia.

Manchester by the Sea è diverso dagli altri film drammatici, è una delicata sinfonia del dolore ed ha perfino la forza di far sorridere lo spettatore. Stupefacente per la sofferenza di cui parla, eppure normale, colmo di bellissima dignità.

I Love Books: 137. Eccomi

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Provo a dividere il mio parere su questo vulcano magmatico detto per convenzione "romanzo" in due sezioni: ciò che mi è piaciuto e ciò che non mi è piaciuto.
L'elenco mi servirà a fare chiarezza, a mettere in prospettiva un orizzonte vasto e forse anche un po' disorganico. Ma bellissimo. E anche pesantissimo.

Cose che mi sono piaciute:

Il mio parere su È solo la fine del mondo

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Le famiglie di Xavier Dolan mi ammazzano sempre un po' e allo stesso tempo mi fanno rinascere.

La capacità d questo regista più giovane di me di trattare il disagio, la distorsione, la difficoltà relazionale fra consanguinei, sollevandoli dalla tetraggine attraverso l'ironia musicale, il parossismo grottesco, il ridicolo liberatorio è qualcosa di prodigioso.
Dolan è un enfant prodige, sappiatelo se non lo sapete già o guardate questo film per averne conferma.

Assisti al dolore e al malessere, ma li aggiri insieme a lui e al suo stile personalissimo e sorridi mentre ti piange il cuore.