martedì 2 agosto 2011

I Love Books: 13. Bel-Ami


Quando si dice un capolavoro!
Ho letto questo romanzo di Maupassant con passione e divertimento e oggi, che sono arrivata alla fine con il sommo dispiacere di dover lasciare il protagonista Georges Duroy, mi sento di dire che è uno dei libri più belli che abbia mai letto.
Scorrevole, brillante, scritto superbamente, con descrizioni fotografiche e dettagliate che immergono nello spirito e nella vita parigina ottocentesca, moderno e tutt'altro che ingessato, il romanzo si fa divorare che è un piacere.
Protagonista assoluto è Georges Duroy, un giovane provincialotto che si trasferisce a Parigi in cerca di fortuna e che, grazie soprattutto al suo fascino e al successo straordinario con le donne (che lo chiamano affettuosamente Bel-Ami), riesce in breve a diventare un giornalista di grido e a scalare vette sociali ed economiche impensabili. Un arrampicatore sociale senza limiti e moralità, un irresistibile e sfrenato don Giovanni, che ha una vanità e una leggerezza di tipo contemporaneo e che, nonostante la discutibile condotta e l'egoismo, risulta attraente e vincente agli occhi del lettore. Ho sempre tifato per lui e sperato che riuscisse nei suoi intenti giornalistici e amorosi sempre di tipo un po' disonesto e furbastro, e mi sono sentita come lui nei momenti di riflessione e di paura legate al pensiero orrendo dello scorrere della vita e della morte.
Quello che mi ha colpito di più del romanzo è la sua brillantezza, lo spirito vivace che lo anima, la malizia sottile che lo condisce e che ne fa un libro tutt'altro che timido e "ottocentesco" ma audace e coraggioso.
Particolare leva su di me ha fatto poi, per ovvie ragioni, l'ambientazione giornalistica, la descrizione della vita redazionale del giornale per cui Georges scrive, gli echi di un ambiente frenetico e affascinante, odoroso di "cuoio d'imbottiture, tabacco freddo e stampa", ricco di rivalità e intrighi, di ispirazioni molto poco pure e autentiche.
Se a ciò aggiungiamo Parigi, dove "è meglio non avere un letto che non avere un abito adatto", l'800, cene e feste in belle case d'epoca, donne in abiti pomposi e merlettati, uomini in alta uniforme, tresche e matrimoni, carrozze e cocchieri, ne viene fuori un romanzo ideale, il mio romanzo ideale!
Vi ordino di leggerlo!