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Visualizzazione dei post da Aprile, 2017

I Love Books: 140. Quando lei era buona

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Quando Philip Roth era giovane. Eppure scriveva già per tagliare e incalzare il lettore e lo faceva benissimo, con bellezza distruttiva e talento violento.

Quando lei era buona è il romanzo di Roth più triste che abbia letto (fra i letti finora), quello più simile ad una tragedia greca, con il dramma prima in nuce e poi in crescendo e il finale come acme devastante.
Si ha bisogno di essere medicati a fine lettura.

I Love Books: 139. Mobili di famiglia

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Con Alice Munro ho instaurato un rapporto in crescendo: siamo partite male con In fuga, ci siamo messe d'accordo con Chi ti credi di essere?, ci siamo perfino amate con Mobili di famiglia.
24 racconti dal 1995 al 2014, quasi 800 pagine, summa fatta di selezione accurata, di evoluzione stilistica e fermezza di contenuti.

Il mio parere su Jackie

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Se sul dizionario ci fosse la voce Natalie Portman, il significato sarebbe questo: attrice di bellezza folgorante. Predisposta geneticamente ad incarnarsi nei suoi personaggi. Rigorosa e fulgida stella del cinema di qualità. Studiosa della mimesi e della credibilità di essa. Mostro sacro. Laureata ad Harvard in Psicologia. Ineccepibile.

Il suo volto deformato dal dolore, ogni volta di diverso tipo, è una delle energie più forti che arrivano dallo schermo da un po' di anni a questa parte. Ne parliamo e ce ne ricordiamo per sempre.