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Visualizzazione dei post da 2012

Buon anno!

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Buon conto alla rovescia miei cari!
Io ho messo i glitter dorati sullo smalto rosso e ho delle belle scarpe nuove a pois pronte a farmi fare i primi passi nel nuovo anno...E anche se molto probabilmente mi ridurrò al solito giro in centro con gli amici, indecisa tra lo spirito da party girl e quello da pigiama girl, dentro di me cercherò di sentirmi nuova e rinnovata e mi darò con fiducia al 2013! Che lo show del capodanno abbia inizio! Fuck you 2012.
Vi abbraccio forte, buon cenone,
Marghe

Buon Natale!

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...Vado di fretta, ma non potevo saltare il classico rito degli auguri dal blog, è da stamattina che ci/vi penso!
E allora buona vigilia a tutti: accendete le luci dell'albero, scartate bei regali e fatevi avvolgere dal tepore glitterato del Natale! Vi abbraccio,
Marghe

WOODY ALLENamento: 7. Io e Annie

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Io e Annie (Annie Hall, di Woody Allen, 1977) è per me il meglio della filmografia alleniana, mi sento di dire che è il mio film preferito, un classico che amo vedere e rivedere e che esercita uno straordinario potere euforizzante e confortante su di me; è un balsamo più che un semplice film, una qualche mistura alchemica di belle sensazioni e divertite introspezioni, uno specchio clemente in cui mi vedo con più autoironia e leggerezza. Non è un film esilarante e comico come i precedenti, ha anzi una malinconia quasi nichilista di fondo e un afflato in qualche modo depresso, ma è così elegante e bello da vedere che mette di buon umore come non mai.

Io e Annie è per me l'esatta spiegazione dell'amore, una novella ipernewyorkese e seventy sul sentimento più strambo e irregolare che l'uomo è in grado di provare, su quell'assurda e tragicomica centrifuga di stati d'animo, umori, abitudini sessuali, sintonie, incomprensioni, esaltazioni e depressioni che è l'Amore.

Al…

Il mio parere su Ruby Sparks

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Che meraviglia, non vedevo un film così in stato di grazia da tempo! Ruby Sparks (di Jonathan Dayton e Valerie Faris, 2012) è, in ordine sparso: adorabile, elegante, romantico, divertente, geniale, poetico, malinconico..In una parola semplice e rigorosamente al superlativo: bellissimo.

Sono sempre stata affascinata dai film su scrittori, scribacchini, aspiranti romanzieri, letterati e cultori della macchina da scrivere, sia essa vintage o sotto forma di Mac, e questo film è un trionfo di romanzesco e ars scriptoria e di tutto ciò che concerne l'affascinante atto della creazione, il mondo dell'idea da mettere su carta che spesso richiede parti lenti e sofferti, ma che in alcuni casi diventa pura euforia.
C'è forse qualcosa di più incantevole? Per me no.
La seduzione esercitata da Ruby Sparks è così forte che viene voglia di essere creativi dopo aver visto il film, di scrivere romanzi o sceneggiature, si viene colti da un entusiasmo grafomane romantico e fortissimo.
E poi …

Il mio parere su Moonrise Kingdom

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Boh, che dire di Moonrise Kingdom (di Wes Anderson, 2012), non ho capito se mi è piaciuto o meno, mi ha affascinato esteticamente ed infastidito umanamente, l'ho trovato bellissimo e vuotissimo, estremamente indie nello stile e indigente nello spessore.

Tutto giocoso, colorato tipo cartonato, fortemente iconico e ironico dentro questo film, tutta la riconoscibile e divertente hipsteria di Wes Anderson, quella che mi ha fatto amare i suoi precedenti film, ma questa bella confezione retrò e fiabesca, se provo a sfondarla con l'immaginazione, mi sembra non abbia nulla dentro o al massimo un animo striminzito e scialbo.

In sostanza - non mi odiate per questo- mi è sembrato un film superficiale, o meglio scioccherello. Mi sono sforzata di leggerci un significato più profondo e colto, ho cercato di associare la fuga dei due ragazzini alla sublime fuga musicale dell'overture senza ricavarne un senso di soddisfazione e sentendomi anzi un po' scema e priva degli strumenti cult…

Il 2° compleanno di NullaDiPreciso

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Oggi è il 2° compleanno di NullaDiPreciso!!!
Nato nel 2010, durante la mia imprecisa condizione esistenziale da post-laurea e in un periodo di confortante atmosfera pre-natalizia, gli ho voluto bene fin dal primo post e continuo a volergliene, perché mi permette di fissare in post it virtuali tutto ciò che vedo, leggo, penso senza farlo volare via, e perché mi dà la possibilità di interagire con voi, 214 amabili followers che mi piacerebbe conoscere uno per uno di persona.
Vi ringrazio di cuore!
Vado a comprare dei pasticcini :)

Torno subito

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Scusate se sarò discontinua e latitante dal blog per un po' di giorni, ma è un periodo di impegno full time.
Spero di riuscire a scrivere qualche post lo stesso, ho tanti film vecchi e nuovi da vedere, cose di cui parlare con voi ed euforia natalizia da incanalare...
Baci, a prestissimo,
Marghe

WOODY ALLENamento: 6. Amore e guerra

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Questa sorta di rubrica da fanatica di cui immagino potreste benissimo fare a meno (coraggio mancano solo un'altra quarantina di film!!!) richiama il concetto di allenamento e in fondo è un po' così: ogni mercoledì sera, cascasse il mondo, io e il mio ragazzo ci facciamo un'ora e mezza di esercizio alla risata e di stretching alla mascella guardando un film del nostro beniamino Woody Allen (seguendo un ordine rigorosamente cronologico).
Sono film che nella maggior parte dei casi abbiamo già visto, ma rivederli è sempre salutare.

Ieri è toccato ad Amore e Guerra (Love and Death, di Woody Allen, 1975) che io ritengo più un gioco che un film. Con questo intendo dire che chi ama il cinema d'autore, la letteratura, specialmente quella russa, e la filosofia, potrà divertirsi a pescare tra la miriade di riferimenti cinefili e bibliofili di un certo livello di cui il film è ironicamente infarcito. Ci sono richiami a Dostoevskij, Tolstoj, Nabokov, ai capolavori di Bergman ed E…

Sull'eliminazione dei Frères Chaos

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Ok, ho aspettato fino ad oggi per rispetto verso chi guarda X Factor 6 su Cielo la domenica sera, e finalmente adesso posso dirlo: i Frères Chaos sono fuoriiiiiii.

E con ciò non intendo tanto dire che sono usciti dal programma, ma che sono usciti da ogni forma di educazione, decoro e decenza, scivolando rovinosamente verso il terreno del ridicolo e del bambinesco.

Io me lo sentivo che il ragazzo-cherubino era convinto di essere dio e che il duo era in realtà un trio in cui il terzo componente era il suo massiccio ego, ma che si arrivasse a tanto non me l'aspettavo. E' stato un momento di televisione ridicola e divertente come non se ne vedeva da tempo.
Perfino quella bambolina simil-Natalie Portman di sua sorella, che sembrava tanto dolce e lolita, si è trasformata in una poco elegante tipa da rissa. Vederla così accanita contro Elio, con quelle movenze nervose e scomposte da pulce è stata una delusione, la perdita di ogni forma di stile, lo charme silenzioso che diventa rutto…

I Love Books: 38. Suite francese

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Suite francese è un romanzo che sa di miracolo in tutti i sensi

Composto tra i 1941 e il 1942, prima dell'arresto e della deportazione ad Auschwitz di Irene (che era di origini russo-ebraiche), salvato e custodito dalla figlia Denise insieme ad appunti e ad un diario, il romanzo è apparso in Francia solo nel 2004, facendo scoprire al mondo un'autrice dimenticata.

E allora vive la France (e vive Denise!) perché Suite Francese è un libro bellissimo, intenso, raffinato.

Irene aveva previsto di suddividere il suo romanzo in cinque parti, di farne qualcosa di ampio, che superasse le mille pagine, ma il campo di concentramento glielo impedì.
Oggi noi possiamo leggere solo le prime due parti di Suite francese (Temporale di giugno e Dolce), ma è abbastanza per godere della capacità letteraria di Irene Nemirovsky, della sua dote straordinaria di creatrice di sensazioni.

Quello che ho amato di Suite francese sono le descrizioni, così calde e sensoriali, così vibranti e facili da interior…

WOODY ALLENamento: 5. Il dormiglione

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Non avevo mai visto Il dormiglione (Sleeper, di Woody Allen, 1973) e così ieri sera ho potuto gustarmelo come fosse un film nuovo di zecca e non di 40 anni fa.

Non è male, ma non è nemmeno tra le migliori commedie di Woody, è un po' generico e incerto su alcuni aspetti, diverte in modo discontinuo, ma una cosa è certa: Allen è una macchietta anche in versione futurista-cosmicomica.
Questo film poi mi è sembrato uno dei più ricchi di siparietti slapstick accompagnati da motivetti jazz ed è proprio in questi momenti di balletto comico da cinema muto alla Chaplin e alla Keaton che il film dà il meglio di sè e brilla di allenismo puro.
Per il resto è un miscuglio di fantascienza, fantapolitica, satira, cinefilia, con dialoghi demenziali, ma sempre intelligenti e scaltri e momenti di noia.

Qui è Allen è  Miles Monroe, un clarinettista/gestore di negozio macrobiotico del Greenwich Village degli anni '70 che si risveglia nel 2173, dopo 200 anni di ibernazione, in un mondo robotico e…

Il mio parere su Red Lights

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Il colore dei grandi occhi di Cillian Murphy, quel verdazzurro cristallino e quasi inverosimile che quando lo guardi pensi "wow", è già di per sé qualcosa di paranormale e vale da solo tutta la visione del film.

Se questo tipo di bellezza fine a se stessa non bastasse e questa motivazione fosse troppo frivola, posso dirvi che Red Lights (di Rodrigo Cortés, 2012) è anche bello e bono buono come film, un thriller teso e mozzafiato con un finale a sopresa su cui si potrebbe discutere a lungo ma che, credibilità o non credibilità a parte, spiazza e conquista.

Il bello di questo film è il fatto che il paranormale, tanto amato e tematizzato nel cinema horror-thriller commerciale contemporaneo, qui viene stanato, smascherato e preso in giro, almeno nella prima parte che è la più interessante e originale.
La dottoressa Margaret Matheson (Sigourney Weaver) e il suo assistente Tom Buckley (Cillian Murphy) non sono (almeno all'inizio) le classiche vittime dell'occulto, ma degl…