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Quello che Girls ha significato per me

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2012 - 2017.
Ho aspettato un po' prima di vederla, non ero pronta all'addio, ma adesso è fatta, ce l'ho fatta.
FINITA. La sesta e ultima - ULTIMA - stagione di Girls ha chiuso qualcosa dentro di me, un flusso di libertà solidale e femminista che proverò a tenere sempre con me.
Perché Girls non è solo una serie tv nel mucchio, ma una modalità di pensiero, una manifestazione plateale di indipendenza, un'occasione unica per salvarsi.

Quello che Girls, Lena Dunham e la sua Hannah Horvath hanno rappresentato per me provo a dirvelo con qualche parola chiave.

Libertà: sessuale, corporea, verbale, estetica, lavorativa, esistenziale. Quella di Hannah è una vita aperta, esposta a correnti di incontri, scontri, errori, eccessi, esperienze. Vulnerabile per questo, non sempre funzionante, ma anche estremamente autentica. Un inno all'autodeterminazione, alla strafottenza nei confronti del giudizio, all'espressione del sé fisico e psichico.
Hannah è una Nuda Veritas sovrappeso…

I Love Books: 141. Una vita come tante

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La vastità è difficile da commentare, pertanto anche per questo romanzo dividerò le mie considerazioni in due parti: 5 ragioni per leggerlo e 5 ragioni per non leggerlo (solo così posso esprimere la mia soddisfazione e il mio disappunto, entrambi della stessa entità e in perfetto equilibrio!).

5 ragioni per leggere Una vita come tante:

1) Si legge benissimo e scivola via, pagina dopo pagina, senza alcuna discontinuità e con impeto sempre acceso.
Tutto ciò a dispetto di una mole ingombrante (ho pesato il libro, siamo intorno ai 1200 gr) che fa tremare i polsi per lo sforzo e gonfiare i bicipiti durante il sollevamento. È, sopra ogni cosa, scorrevole: dote fondamentale e per niente scontata in un libro di questa taglia.

2) È un libro eroico: sfida le odierne esigenze di leggerezza, sfida i formati più ergonomici e alla moda, sfida la brevitas, recupera il canone ottocentesco e ne fa contenitore di scrittura senza limiti, senza soggezioni editoriali. Chi ama leggere corposi tomi di lettera…

Ho aperto un sito 💗 (e volevo dirlo anche qui)

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(Concedetemi un piccolo momento promozionale...)

Il blog l'ho trascurato un po' negli ultimi tempi, ma per una buona causa: una settimana fa ho aperto e lanciato un sito web.💗

Si chiama www.editingescrittura.ite dal suo nome ben poco ermetico potete capire cosa ci trovate dentro: è un piccolo posto con il cuore in cui ci si prende cura delle parole e si crede fermamente nella buona scrittura.
Minimale, pulito, monopagina e animato da un credo evergreen: le parole sono importanti.


Un atto d'amore in formato petite (come me!) per la scrittura e le sue necessità troppo spesso, ahimè, trascurate.
Sentimenti letterari e cuori palpitanti a parte, offro servizi di correzione e stesura di testi di varie tipologie, online e offline.  Mi rivolgo agli scrittori, ma anche alle aziende, ai piccoli business, ai giornali, agli studenti alle prese con la tesi di laurea, a chiunque voglia evitare la sempiterna guerra contro il foglio bianco o il foglio pieno di refusi.
Mi piace pensarlo c…

I Love Books: 140. Quando lei era buona

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Quando Philip Roth era giovane. Eppure scriveva già per tagliare e incalzare il lettore e lo faceva benissimo, con bellezza distruttiva e talento violento.

Quando lei era buona è il romanzo di Roth più triste che abbia letto (fra i letti finora), quello più simile ad una tragedia greca, con il dramma prima in nuce e poi in crescendo e il finale come acme devastante.
Si ha bisogno di essere medicati a fine lettura.

I Love Books: 139. Mobili di famiglia

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Con Alice Munro ho instaurato un rapporto in crescendo: siamo partite male con In fuga, ci siamo messe d'accordo con Chi ti credi di essere?, ci siamo perfino amate con Mobili di famiglia.
24 racconti dal 1995 al 2014, quasi 800 pagine, summa fatta di selezione accurata, di evoluzione stilistica e fermezza di contenuti.

Il mio parere su Jackie

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Se sul dizionario ci fosse la voce Natalie Portman, il significato sarebbe questo: attrice di bellezza folgorante. Predisposta geneticamente ad incarnarsi nei suoi personaggi. Rigorosa e fulgida stella del cinema di qualità. Studiosa della mimesi e della credibilità di essa. Mostro sacro. Laureata ad Harvard in Psicologia. Ineccepibile.

Il suo volto deformato dal dolore, ogni volta di diverso tipo, è una delle energie più forti che arrivano dallo schermo da un po' di anni a questa parte. Ne parliamo e ce ne ricordiamo per sempre.

I Love Books: 138. Hygge - La via danese alla felicità

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Per una volta non mi esprimo su un libro di letteratura, ma su un piccolo volumetto (che sta spopolando) graficamente nordico ed esteticamente riposante che consiglio a chiunque creda nel potere benefico delle piccole cose.

Se siete dei soggetti con tendenze alla megalomania, cercatori di felicità legate ad attività estreme e cose plateali, se pensate sempre in termini di massimo e non di minimo questo libro non fa per voi, siete troppo cinici e rampanti per l'hygge.