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I Love Books: 151. Assassinio sull'Orient Express

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C'è un'intramontabile smania in me (tu chiamala se vuoi fissazione) di leggere il libro da cui è tratto un film (o una serie tv) subito prima o subito dopo l'uscita in sala.
Devo padroneggiare la materia, conoscerla in entrambe le vesti, avere voce in capitolo per dire "era meglio il libro" (e più di rado "era meglio il film/la serie tv").

Dunque, in vista dell'uscita del nuovo film di Kenneth BranaghAssassinio sull'Orient Express (di cui parlerò in un apposito post), mi sono procurata il romanzo omonimo di Agatha Christie e sono salita in carrozza insieme a Poirot e a tutti gli altri imputabili passeggeri.

Persona assai amabile questo Monsieur Hercule Poirot provvisto di baffoni esagerati, testa a forma d'uovo, manie di perfezionismo e intuito investigativo di gran classe, senza eccessi.
Così come è amabile il libro nella sua attitudine ludica e nella sua furbizia.
Agatha Christie doveva essere una signora inglese assai beffarda e astuta, u…

I Love Books: 150. Indignazione

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Trovate altri miei atti di fede nei confronti di Philip Rothquiquiquiquiquiquiqui.
Il suo talento nella scrittura è qualcosa di simile all'onnipotenza e anche nei romanzi brevi sono contenuti ordigni esplosivi di miracoloso effetto.

Quando leggo Roth dopo mi capita sempre di applicare ciò che ho letto alla mia personale esperienza di essere umano, mi capita di pensare "anch'io a volte agisco così", di relazionarmi con ciò che leggo ben oltre la mera attività del leggere. Le sue storie di ineluttabilità, di errore e di mille altre variabili dello spettro umano si riversano su di me per giorni e giorni.
Roth sa tutto di me e di noi.

Con Indignazione è accaduto ancora. La parabola discendente del protagonista - fulminea e rovinosa - ci riguarda in qualche modo tutti.

Un incontro può sconvolgere un progetto di vita. Una caparbietà eroica può trasformarsi in una rovina.

Certe volte ci impuntiamo su qualcosa, un'idea, un credo, una convinzione, e il nostro …

Serie tv Netflix: Stranger Things 2

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Le soddisfazioni più grandi oggi me le dà Netflix. Sto diventando sempre più un automa da divano ma almeno soddisfatto.
L'anno scorso ho dichiarato tutta la mia riconoscenza ai fratelli Duffer in questo post.
Quest'anno confermo ogni parola della mia dichiarazione e ne aggiungo poche altre. 
Accomodarsi per la seconda volta nell'estetica anni '80 della serie è stato spontaneo, quella meraviglia ormai la conosciamo bene.
Le citazioni hanno continuato a dare la gioia della celebrazione a chi ha più di 30 anni come me (quella dei Ghostbusters sopra tutte), ma in questa stagione si sono messe un po' da parte, si sono integrate nel sistema. L'essenza di Stranger Things è proprio il citare e il far rivivere anni lontani e questo ormai è un dato di fatto e di stile che non si sposta da lì (per fortuna) e non ha bisogno di esternazioni nette.
È il contenuto narrativo a brillare, anche nelle tenebre ramificate che attraversano ogni cosa, in questa seconda stagione.

La …

I Love Books: 148. Allontanarsi + 149. Tutto cambia (La saga dei Cazalet)

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Non dirò nello specifico di cosa parlano questi ultimi due volumi e come lo fanno perché mi ripeterei (vedi i miei devotissimi post sul primosecondoterzo volume). Questa è una delle poche saghe coerenti e omogenee per bellezza e stile in ogni volume. È come un flusso di narrazione unica interrotto solo dalla scansione editoriale.
Se vi è piaciuto il primo, sarà la stessa identica cosa con il secondo, il terzo, il quarto e il quinto.


Vi dico invece, perché, nella sua globalità, questa saga ha conquistato schiere di lettori, vi dico qual è, secondo me, il suo raffinato superpotere.

- Credo sia sopra ogni cosa la sua umanità, declinata in ogni possibilità caratteriale, in ogni esperienza di vita, in ogni fallimento, in ogni possibile combinazione di benessere e malessere.
Ci siamo specchiati dentro l'umanità cangiante di questa saga, la sua coralità ci ha permesso di identificarci ora in uno ora in un altro dei suoi personaggi. Ogni angoscia, ogni speranza, ogni sbaglio ha coinv…

Il mio parere su Blade Runner 2049

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Vi dico subito perché mi è piaciuto (voglio provare ad essere sintetica).

- Perché riesce nella quasi impossibile impresa di umanizzare tutta la carica artificiale, fredda e cibernetica che i film distopici e fantascientifici hanno. Ho già detto in altre occasioni che tutto ciò che è futuro ipercinetico e megalomania ingegneristica non fa al caso mio, che il filone sci-fi non riesce a trasmettermi nulla, ma poi ho visto Arrival e ho creduto alle lacrime che possono derivare dalla fantascienza e persino alla raffinatezza che può avere se narrata con lo sguardo giusto. Anche Blade Runner 2049 tocca il cuore, quello umano, edè un miracolo da questo punto di vista.
Se Blade Runner 2049 è un replicante, è di quelli fatti bene, con i sentimenti e le emozioni.

- Perché ha lo statuto di un blockbuster da milioni di dollari, ma l'anima di un film intimista e filosofico. È stupefacente ritrovarsi immersi in pause contemplative e in indugi riflessivi quando quello che ci aspetta da un film …

I Love Books: 147. Il mulino sulla Floss

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In Perché leggere i classici Calvino dice: Chiamasi classico un libro che si configura come equivalente dell'universo, al pari degli antichi talismani.Il mulino sulla Floss, di cui nessuno parla probabilmente dal secolo scorso e che io ho letto in un'edizione stravecchia e ingiallita (ma esiste anche in edizioni Oscar Mondadori nuove di zecca), è stato per me un equivalente dell'universo.
L'universo come insieme di dinamiche, fatti, tendenze, visioni che hanno validità e durata da sempreverde, che puoi trovare in ogni cosa e in qualsiasi dimensione, che permette il riconoscimento, il sentirsi parte di un tutto senza inizio e senza fine. L'universo come emblema, come talismano.
Nelle scienze naturali, per quel che ho inteso, non c'è nulla di meschino per l'intelligenza che possegga un'ampia visione dei rapporti: tale che ogni oggetto singolo le richiami tutta una folla di circostanze concomitanti. Lo stesso si verifica senza dubbio nell'osservazione d…

I Love Books: 146. La pietra di luna

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Non avete mai letto nulla di Wilkie Collins? Errore madornale, lacuna letteraria da colmare subito senza puntare al risparmio e senza indulgere in un folle scetticismo.

Spendete tutti i vostri soldi nei libri scritti da Wilkie Collins (editi con stile da Fazi Editore) e vi ritroverete dentro casa un tesoro, un patrimonio contro la miseria di certe giornate e di certa letteratura vuota.

Ho tessuto km di lodi di questo avvocato inglese non praticante nato per incantare il lettore di ogni secolo (ne ho scritto quiqui e qui), l'effetto post-disco rotto è inevitabile, ma proprio non riesco a trovare un difetto nei romanzi di Collins letti finora. In quelli di Dickens sì (ebbene sì), ma nei suoi no: continuo a sprofondarci dentro con grande e duraturo benessere. Mi va di sapere, devo sapere, vivo per sapere come procedono le sue lunghe trame.

La pietra di luna è stata un'altra grande soddisfazione: l'ho letto in modo discontinuo, perché durante le vacanze anche la vita da lett…