I Love Books: 151. Assassinio sull'Orient Express


C'è un'intramontabile smania in me (tu chiamala se vuoi fissazione) di leggere il libro da cui è tratto un film (o una serie tv) subito prima o subito dopo l'uscita in sala.
Devo padroneggiare la materia, conoscerla in entrambe le vesti, avere voce in capitolo per dire "era meglio il libro" (e più di rado "era meglio il film/la serie tv").

Dunque, in vista dell'uscita del nuovo film di Kenneth Branagh Assassinio sull'Orient Express (di cui parlerò in un apposito post), mi sono procurata il romanzo omonimo di Agatha Christie e sono salita in carrozza insieme a Poirot e a tutti gli altri imputabili passeggeri.

Persona assai amabile questo Monsieur Hercule Poirot provvisto di baffoni esagerati, testa a forma d'uovo, manie di perfezionismo e intuito investigativo di gran classe, senza eccessi.
Così come è amabile il libro nella sua attitudine ludica e nella sua furbizia.
Agatha Christie doveva essere una signora inglese assai beffarda e astuta, una di quelle signorili furbastre che se la ridono sotto i baffi (quelli del suo Poirot spero) mentre battono sulla macchina da scrivere le loro trame destinate all'immortalità.

È un gioco questo grande classico della letteratura gialla, un Cluedo in prosa, un esaltante spoglio di sospettati e insospettabili a cui ho preso parte con grande curiosità.
La ricerca della verità in opere di questo tipo diventa una necessità di vitale importanza per chi legge, il furore di ipotizzare, capire e poi sapere.
Ero rimasta forse l'unica persona a non conoscere questo giallo di gigantesca fama, ma almeno ho potuto vedere il film di Branagh simulando grandi doti di lungimiranza risolutoria.

Ho amato il sistema usato dalla Christie e, per suo tramite, da Poirot, quell'interrogare in ordine e seguendo una procedura razionale, uno dopo l'altro, pezzo dopo pezzo, in più fasi, fino allo scioglimento finale (seguito da un mio fintissimo "lo immaginavo!").
Poirot è metodico, non ha l'estro ribelle di Sherlock Holmes, ha i baffi impomatati con rigore logico e ragiona allo stesso modo, senza sbavature, con buon senso. Un secchione della detection insomma.

Bella l'atmosfera invernale e innevata fuori dal vagone Istanbul-Calais, l'idea del treno moderno come contenitore mobile (mica tanto vista la tormenta di neve) di storie umane e geografiche corali, la sua struttura interna che diventa microcosmo delittuoso e luogo di ragionamento accurato.

Non sono un'amante dei gialli (ne avrò letti tre o quattro in tutto, i più celebri, Dieci piccoli indiani e Il mastino dei Baskerville, per intenderci) e non credo lo diventerò dopo questa lettura, ma c'è una brillantezza in questa vicenda di treni sbuffanti, rigore invernale, personaggi di nazionalità diverse e investigatori pacati e razionali che si farà ricordare a lungo.

Il pregio di una storia di questo tipo è la sua capacità di creare l'intrattenimento perfetto, una carrellata di soggetti potenzialmente colpevoli e noi che li passiamo in rassegna insieme a Poirot.

Altro pregio è la piacevolezza classica e vintage che emana: c'è un morto accoltellato brutalmente e un pericoloso assassino che gira indisturbato, ma le pagine del romanzo sono comunque leggere, "dorate", senza alcun appesantimento emotivo, con tutta la disinvoltura gialla di cui è capace la cara Agatha.

E poi c'è la britishness che emerge a suon di battutine sarcastiche e aplomb letterario che non si scompone mai. Tutto è abilmente contenuto ma non per questo statico.

D'altra parte non c'è un grande approfondimento caratteriale e psicologico, i personaggi, ad eccezione di Poirot che è ben caratterizzato, sono dramatis personae con un'identità  anagrafica precisa e con una psicologia non messa bene a fuoco, ma credo faccia parte del gioco: quando giochi a Indovina chi? o a Cluedo non te ne frega niente del vissuto interiore dei tipi che stai valutando, vuoi solo giocare e indovinare.

Mettiamola così: ci si diverte leggendolo, è letteratura express, snella e veloce.
È uno svago purissimo, uno snack da far fuori in due morsi, un appiglio di distrazione perfetta durante un volo turbolento o un viaggio su un treno regionale che va a rilento (io l'ho letto a letto avvoltolata nel mio piumone ed è stato altrettanto godibile).

Detto ciò, ieri sono andata a vedere il film e presto vi dirò in quale dei due treni si viaggia meglio...😉

Commenti

  1. Allora attendo con ansia di scoprire il tuo esito definitivo :) dal momento che condivido in pieno la tua smania, con la differenza che non mi muovo mai per tempo e, piuttosto che procurarmi il libro in questione e godermi l'annesso film al cinema, rimando la visione di quest'ultimo a quando avrò letto il libro; risultato? La wishlist s'allunga ed i film li vedo sempre ed esclusivamente a distanza di anni dalla loro uscita. Povera me.

    Detto ciò, neanch'io sono un'appassionata di gialli, ma ad ogni regola c'è l'eccezione, e per me di eccezioni in questo caso sono due: Agatha Christie e Georges Simenon, due maestri che travalicano il genere cui appartengono e plasmano la (spesso brillante) materia con il loro grandissimo talento di narratori e di osservatori della razza umana.

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    1. Di Simenon non ho mai letto nulla. Allungherò un pochino anch'io la mia wishlist ;)

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