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Visualizzazione dei post da Aprile, 2011

I Love Books: 7. Bianca come il latte, rossa come il sangue

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Avevo appena iniziato un'altra lettura ma uno di questi giorni, tornata a casa per le vacanze pasquali, gli occhi mi sono caduti su un libro che aveva appena finito di leggere mia sorella 18enne e che avrò visto e toccato in libreria mille volte senza mai decidermi a prenderlo. Bianca come il latte, rossa come il sangue, di Alessandro D'Avenia.
La copertina lucida con una ragazza dai capelli rossi, gli occhi grandi e il viso cosparso di bianco mi aveva sempre attirata, così come la notorietà del romanzo di cui avevo letto e sentito parlare abbondantemente; ma avevo una titubanza, una strana ritrosia, una percezione come di inganno, che, adesso che l'ho letto, capisco da cosa era dettata.
Strano libro questo libro dal seducente titolo cromatico. Una volta iniziato non si può più fare a meno di proseguire e le pagine scorrono ultrarapide come un treno freccia rossa sulle rotaie; in men che non si dica (poche ore o al massimo un paio di giorni se si legge saltuariamente) si …

I Love Books: 6. Memorie d'una ragazza perbene

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Non amo particolarmente il genere autobiografico ma questo libro era un classico che da sempre avevo in mente di leggere e che aveva per me un valore mitico, quasi da feticcio. L'ho letto sempre con la matita in mano, pronta a sottolineare frasi memorabili, espressioni piacevoli, termini particolari e attraenti.
Non ho provato forte trasporto nè smania insaziabile di andare avanti nella lettura (dato il genere me l'aspettavo), solo forte empatia con il personaggio di Simone (de Beauvoir) e ammirazione per una donna libera, radicale e femminista ante-litteram, un'icona assoluta di liberazione e di intelletto.
Eppure lo stile di scrittura è così eccessivamente "perbene", misurato, pulito, ricco di pruderie anche laddove si vorrebbe più audacia e schiettezza, da rendere la lettura a tratti lenta, affettata, poco scorrevole e avvincente; è vero che si tratta di una donna della borghesia medio-alta francese dei primi del Novecento, ma stiamo parlando di una femminist…

(Mini)Serie tv mon amour : 6. Mildred Pierce

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Ho di recente scoperto una nuova miniserie targata HBO diretta da Todd Haynes che vede protagonista una delle mie attrici preferite di sempre, la bellissima e bravissima Kate Winslet: quando questa donna appare sullo schermo, grande o piccolo che sia, mi sento irradiata dalla luce della bellezza, dell'eleganza e della classe e rimango incantata, estasiata...Ho visto le prime tre puntate e il miracolo winsletiano si è ripetuto anche stavolta.
La miniserie in questione (5 puntate di circa un'ora ognuna) è Mildred Pierce, tratta dall'omonimo romanzo del 1941 di James M. Cain (lo stesso autore de Il postino suona sempre due volte, da cui fu tratto Ossessione di Luchino Visconti), già portato sul grande schermo nel 1945 da Michael Curtiz con protagonista Joan Crawford (che vinse l'Oscar), e adesso trasferito sul piccolo schermo da un raffinato regista cinematografico come Haynes (ricordate il suo meraviglioso Far From Heaven?).
Protagonista della vicenda, ambientata negli …

Il mio ritardatario parere su The Fighter

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Ultimamente guardo i film a scoppio ritardato rispetto al resto del pubblico, forse perché voglio far passare l'ondata spoilerante e guastafeste delle recensioni di massa, degli articoli di giornale e del bla bla bla mediatico...
Così, qualche sera fa, dopo lunga attesa, è arrivato sul mio piccolo schermo casalingo il tanto decantato e vittorioso The Fighter (di David O. Russell, 2010).
Immaginavo già la tipica situazione da film ipermascolinizzato e macho in cui io sonnecchiavo sul divano in attesa speranzosa della fine mentre il mio ragazzo si esaltava, si gasava e si immedesimava come ogni uomo davanti a un film su Rocky Balboa, e invece anche io, da raffinata fanciulla (!!) di tutt'altri gusti cinematografici quale sono, ho apprezzato e provato empatia verso questo film.
Christian Bale è pazzesco, è mostruosamente bravo, anche nel senso che è diventato davvero un mostro per interpretare il ruolo di Dickie, lo svalvolato fratello del protagonista che si fa di crack e che si…

I Love Books: 5. La famiglia Winshaw

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In attesa di finire il libro che attualmente sto leggendo ho pensato di rispolverare i cassetti della mia memoria bibliofila e di tirar fuori dei libri che ho letto tempo fa e che ho amato con particolare trasporto!
Mi è venuto subito in mente Jonathan Coe, uno dei miei autori preferiti di sempre, e in particolare il suo La famiglia Winshaw, un'avvincente, cupa, a tratti gotica saga familiare in salsa british.
La trama, in un gioco di incastri tra presente e passato, vede protagonista uno scrittore incaricato di redigere la biografia di un'importante e maleficamente ricca famiglia inglese, la famiglia Winshaw appunto, i cui potenti membri si sono distinti, ognuno in un diverso settore della società, per malvagità, soprusi, ombre e sadismi di ogni tipo.
Dal banchiere falsario alla giornalista senza scrupoli, dal mercante d'arte ignorante e rozzo alla sadica proprietaria di un'azienda agricola fino ad arrivare al politicante senza arte nè parte: un quadretto familiare p…

La Donna della Domenica: 10. Audrey Hepburn

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Primavera, quella vera. Voglia di cambiare stile, colore, umore. Voglia di cose belle, fresche, leggere. Tanta voglia di pedalare sotto il sole e poca voglia di stare al computer. Però la mia Donna della domenica non poteva mancare e per questa calda domenica di aprile ho scelto un'icona senza tempo di eleganza e classe, una donna bella, leggiadra, aggraziata come un fiore a primavera, un'attrice per cui le immagini parlano più delle parole: sto parlando di Audrey Hepburn.
Quando vedo lei, con i suoi occhi da cerbiatta, la figura snella e sottile, lo stile tipico degli anni Sessanta, vedo il mio ideale di bellezza umana ed epocale e mi scordo dei brutti canoni che vanno di moda oggi in questi cazzo di anni zero...
Vedo la raffinata principessa Anna di Vacanze romane (1953, di William Wyler) scorrazzare in vespa per una soleggiata Roma, vedo la strampalata Holly Golightly di Colazione da Tiffany (1961, di Blake Edwards) con il suo tubino nero, il croissant in mano e gli occhia…

Serie tv mon amour : 5. Misfits

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Una folgorazione inaspettata trasformatasi all'istante in dipendenza e in fissazione, una soddisfazione che solo rare e perfette serie tv sono riuscite a darmi, un entusiasmo che non provavo da tempo...Sto parlando di Misfits, la serie tv inglese, divenuta già cult, che vede protagonisti cinque poco raccomandabili ragazzi alle prese con i servizi sociali e con degli improvvisi quanto strambi poteri acquisiti dopo un anomalo temporale.
Ho ingurgitato in versione no-stop entrambe le stagioni e ho vissuto una sorta di cotta adolescenziale per questa maleducata, originale, sarcastica, volgare, geniale serie tv.
I cinque protagonisti sono vere e proprie macchiette, ognuna con le sue attitudini e mosse tipiche: la "truzza" sboccata Kelly, la sexy e iper-sessuata Alisha, il timido, impacciato e inquietante Simon, l'atleta fallito Curtis e infine, lo stronzetto un po' cattivo e a tratti esilarante Nathan, certamente il personaggio più ardito, più riuscito, più bastardo,…