martedì 21 giugno 2011

I Love Books: 10. Conversazioni su di me e tutto il resto


Ho appena finito di leggere questo bel libro voluminoso e devo dire che è stato un vero spasso! Come sedersi comodamente su un divano a conversare amabilmente con il mitico Woody, uno dei miei eroi personali in assoluto nonchè mio regista-amico immaginario preferito!
Il libro è studiato come una mega intervista che ricopre un arco temporale molto ampio, dagli esordi di fine anni Settanta fino al 2006 circa (l'ultimo film a cui fa riferimento è Sogni e Delitti), e che spazia su diversi argomenti divisi per capitoli (dalla scrittura alla regia, dalla scelta degli attori a quella della colonna sonora e così via). Eric Lax fa le domande e Woody risponde, ovviamente a modo suo e con quell'aspetto buffo, autoironico e cinico che lo contraddistingue. Mi sembrava di vederlo e di ascoltarlo - mentre leggevo - , con i suoi occhialoni, la giacca di tweed e la consueta mimica facciale, un'irresistibile macchietta, un genio con le fattezze da sfigato, un'adorabile canaglia.
Nonostate la lunghezza non indifferente e alcune parti di intervista meno accattivanti, il libro scorre e si legge con piacere e in totale leggerezza; è un'occasione per ritrovarsi, almeno idealmente, faccia a faccia con Woody e per "ascoltarlo" a ruota libera in tutta la sua stramba e straordinaria personalità!
A fine libro ci si scopre ad amarlo ancora di più e si viene assaliti da una voglia matta di vedere, rivedere e rivedere ancora tutti i suoi film.
Insomma se amavate già Woody lo stra-amerete, se simpatizzavate per lui ve ne innamorerete!
Tante le frasi e gli aneddoti da appuntare su carta, uno fra tutti, nel capitolo dedicato a Riprese, set e location, quando a proposito dell'illuminazione di scena ad un certo punto Woody afferma: "Il sole è l'incubo della mia esistenza. Lo detesto. Lo detesto al mattino quando mi sveglio. Lo detesto d'estate. E' cancerogeno. Ieri stavo facendo due passi nel parco e c'era gente dappertutto, un po' come in quel quadro di Seurat. Un'atmosfera bellissima, rovinata dal sole che picchiava."
I Love You Woody!

domenica 19 giugno 2011

Metti una sera d'estate e un film fresco e leggero 2. I Love Radio Rock


Sabato sera, a causa della febbre e del mal di gola che mi hanno costretta ad una reclusione estiva coatta, mi sono fatta compagnia con un film davvero molto ma molto bello, che mi ha fatto andare a letto col sorriso sulle labbra e un senso di leggerezza sparso per tutta la mente e il corpo: sto parlando di I Love Radio Rock (tit.orig. The Boat That Rocked, di Richard Curtis, 2009), una commedia preziosa da non lasciarsi scappare.
Protagonisti della vicenda narrata, ambientata negli anni '60 della nascente Swinging London, sono un gruppo di scanzonati e irresistibili "pirati" radiofonici che a bordo di una nave al largo del Mar del Nord, trasmettono no-stop musica rock e pop per cui il popolo inglese più giovane impazzisce letteralmente. Contro questo manipoli di fantastici dj d'assalto si scaglierà, in tutto il suo ingessato conservatorismo, il governo inglese: annientare la nave di Radio Rock e mettere a tacere la voce e le note che essa trasmette si rivelerà però più difficile del previsto...
L'energia, il brio, la bellezza, i colori vivaci che scaturiscono da questo film, stranamente poco conosciuto, sono qualcosa di eccezionale, di grandioso, è un'esperienza visiva e sonora piacevolissima, divertente e commovente, buffa, se non addirittura ridicola, e profondissima al tempo stesso. Gli attori sono strepitosi, primo fra tutti "il Conte"-Philip Seymour Hoffman, folle e appassionato musicofilo, così come l'elegante e inglesissimo Gavin (Rhys Ifans), passando per i dj più timidi o "sfigati" nella vita ma sempre ispirati e passionali nel trasmettere musica ed emozioni vocali. Un gruppo ben assortito, divertente, chiassoso, acceso, dentro una nave-casa-studio radiofonico, che vive di Musica, quella vera che fa sciogliere i legamenti e invita a ballare senza ritegno, quella che può cambiare la vita, quella che appena parte il disco senti aria di leggenda.
Un film lungo (due ore e un quarto circa) ma che scorre veloce come una nave in mare aperto, come un disco su un giradischi, con un cast ispiratissimo, una colonna sonora da mitologia, uno stile sixties variopinto e folleggiante, che arriverà dritto dritto al vostro cuore passando per gli occhi e le orecchie!

lunedì 13 giugno 2011

Metti una sera d'estate e un film fresco e leggero: 1.Tamara Drewe


Oggi do avvio ad una nuova rubrica di consigli cinefili estivi sperando di riuscire ad aggiornarla spesso o almeno quanto basta!
D'estate, si sa, al cinema si va sempre meno, sia perché l'offerta e la qualità dei film scarseggiano, sia perché l'idea di stare al chiuso a contatto con il vellutino polveroso delle poltrone mentre fuori soffia una leggera brezza estiva, non è molto allettante!
Solo che io (e credo come me tanti altri appassionati) al cinema non do stagioni e non so rinunciare ed è per questo che d'estate i film me li vedo a casa e me li scelgo io in accordo con il clima: niente filmoni epici di scoraggiante durata, niente strappalacrime da trapuntina invernale e kleenex, ma film piacevoli, freschi e leggeri, magari divertenti ma senza sfiorare nemmeno lontanamente la demenza, vecchi o nuovi, noti e meno noti.
In accordo con la natura di questi film anche le mie recensioni-opinioni tenderanno ad essere stringate e di facile e veloce lettura, per evitarvi colpi di sonno e per stuzzicare quanto basta la vostra curiosità!

Inizio con una divertente black comedy dell'inglese Stephen Frears, Tamara Drewe - Tradimenti all'inglese (2010), che ho visto poche sere fa. La vicenda, ambientata nella suggestiva campagna inglese, tra romanzieri in cerca di ispirazione e adolescenti annoiate, vede protagonista la bellissima Tamara Drewe (la "morbida" e stupenda Gemma Arterton), ex brutto anatroccolo goffo e "nasone", che, tornando nell'agreste casa d'infanzia, creerà scompigli e parapiglia di ogni tipo, facendo girare la testa (o le palle!) praticamente a chiunque!
Tra battute molto "british", atmosfere letterarie particolari, tradimenti esilaranti, bugie e verità, piccoli momenti quotidiani di soporifera vita campagnola, la commedia si dipana in totale e spensierata leggerezza, e anche i momenti più dark e "tragici" suscitano comunque ilarità.
La campagna inglese del Dorset, così sconfinata e calma, è un belvedere, Gemma Arterton, con le sue curve morbide e il viso spettacolare, è un belvedere, gli attori in scena, dal borioso romanziere alla docile moglie cornuta, dal rocker capriccioso alle due adolescenti fanatiche e combinaguai (sono loro il vero motore del film!), sono un belvedere, una compagnia di personaggi irresistibili, un po' matti, un po' nevrotici che conquistano lo spettatore per quasi due ore, regalandogli pace agreste e divertimento mondano, serenità e turbolenza allo stesso tempo.
Da vedere una sera d'estate, in compagnia o da soli, con una bevanda fresca accanto, per riposare e divertire gli occhi e la mente!

martedì 7 giugno 2011

I Love Books: 9. La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Sono appena rientrata da due mondi paralleli e onirici, uno futuristico e aggressivo, l'altro calmo e gelido: ho chiuso da poco il libro di Murakami Haruki ripiombando crudelmente nella realtà!
E' stata un'autentica avventura leggere questo romanzo, l'ennesimo di M.H. che passa fra le mie mani e che ci rimane sempre con grande entusiasmo e rapimento degli occhi.
Non c'è qualcosa in particolare che colpisca in questo romanzo, nè frasi o citazioni notevoli da annotare, niente di letterariamente strabiliante, eppure si legge con un gusto, una foga, un piacere raro; ci si immette nelle atmosfere strane e sospese di M.H. finendo col viverci dentro e ritornare al reale solo quando si prende il segnalibro e si richiude il libro, per poi tornare al viaggio ad ogni nuova apertura.
La trama, molto sinteticamente, si dipana lungo due mondi chiamati appunto "la fine del mondo" e "il paese delle meraviglie": nel primo mondo uno scienziato genialoide coinvolge il protagonista in un'avventura davvero surreale e "mostruosa" nei sottosuoli di Tokyo, nel secondo il protagonista (è la stessa persona dell'altro mondo?chissà...) arriva in una piccola città, cinta da mura e separata dal resto del mondo, con il compito di leggere i vecchi sogni nel teschio degli unicorni.
Cosa voglia dire tutto ciò, che a prima vista potrà sembrare assurdo e strampalato, lo scoprirete solo leggendo il libro e avventurandovi insieme al protagonista in dimensioni magiche, ora pericolose ora calme e sospese, sempre intriganti e ammantate di spiritualità, di cuore e di anima, pulsanti di vita vera nonostante l'ambientazione fantastica e iper-surreale.
Una lettura davvero di compagnia e mai noiosa; consigliata a chi ama le mirabolanti avventure e stranezze di M.H., a chi ama il genere fantasy e le dimensioni immaginarie, a chi ha voglia di entrare in un paese delle meraviglie e di spingersi fino alla fine del mondo!