I Love Books: 53. Giro di vite


Dopo aver letto quell'opera d'arte di Ritratto di signora, sono andata subito a cercare tra i libri di casa mia un altro classico di Henry James, Giro di vite, che ho letto in età liceale e di cui avevo un ricordo vaghissimo.

A posteriori mi sovviene il perché di questa rimozione mentale: non mi era piaciuto e non mi è piaciuto, tanta incoraggiante fama di capolavoro e altrettanta delusione.

Innanzitutto non è un vero e proprio romanzo, ma un racconto e io con questa forma di narrazione breve ho un rapporto un po' freddo e diffidente, sono più per le opere-mondo lunghe e vaporose e per i tomi ben nutriti tendenti all'obesità.
Ad ogni modo ho (ri)letto Giro di vite senza alcun pregiudizio preferenziale, avevo anzi grandi speranze e pregustavo la riscoperta di un'avvincente ghost story vittoriana che per chissà quale motivo era diventata un fantasma nei miei ricordi.

Il motivo adesso lo so.
Lo stile di James è sempre elegantissimo e da questo punto di vista il racconto è un esercizio stilistico ottimo, una sontuosa miniatura di arte della parola, ma la storia narrata a mio avviso è insulsa, sviluppata poco e male, volutamente indefinita e indefinibile, caricata di un'ambiguità che a me è parsa semplicemente incompletezza.
Pertanto, se la lettura in sè è gradevole e "dorata", in grado di far provare una sorta di squisito coinvolgimento estetico-artistico, il coinvolgimento umano legato al contenuto della narrazione non mi è pervenuto. Nessuna paura, nessun soprassalto, nessun giro di vite troppo stretto e destabilizzante.

Non dico che avrei voluto vedere più orrore, siamo pur sempre a fine '800, si evoca senza mostrare, ma avrei desiderato vibrare di più alle parole di James e non limitarmi ad ammirare il suo stile, avrei voluto che i due bambini protagonisti, Flora e Miles, l'istitutrice, la governante, la tenuta di campagna di Bly, gli spettri di Peter Quint e Miss Jessel fossero tutti più suggestivi e temibili, più gotici e conturbanti.
Avrei voluto credere ai fantasmi e non solo all'eleganza di Henry James!

Giro di vite si può leggere in un paio di ore al massimo e invece me lo sono portata avanti per due giorni senza sentirmene attratta; e mentre continuo a pensare con incanto prolungato a Ritratto di signora e ai suoi personaggi, Giro di vite sta già evaporando, di nuovo, dai miei pensieri.

Commenti

  1. Oh, peccato. A me è piaciuto soprattutto dopo averlo letto perché sono andata ad approfondire i concetti che sottendono la storia. E niente, si parla della doppia interpretazione che si può dare al testo, quindi (cercando di non spoilerare troppo) si fa riferimento sia ai fantasmi sia alla pazzia, all'isteria per l'esattezza, a tutti i probabili motivi per i quali questa tutrice ha fatto quello che poi ha fatto.
    Va bè, divergenze letterarie. Capita.
    (Ti voglio bene uguale :P)

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    1. ho letto anch'io delle varie interpretazioni e delle possibili chiavi di lettura del racconto, ma ciò non è bastato a farmelo apprezzare di più, anzi alcune mi sono sembrate delle pippe critiche che se Henry James le potesse leggere si farebbe una grassa risata (sempre nel suo stile elegante ovviamente!).
      Ricambio il bene nonostante la divergenza :P

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  2. questo libro è lì che aspetta sullo scaffale da anni... devo decidermi a leggerlo...
    e anche 'Ritratto di signora' naturalmente!

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    1. personalmente ti consiglio di partire da Ritratto di signora, è magnifico! L'altro, sebbene osannato dai più, per me è sopravvalutato, ma non è nemmeno da buttare :)

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  3. Anch'io cozzo con i romanzi brevi!

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    1. non a caso abbiamo gusti letterari abbastanza simili :D

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