I Love Books: 84. Espiazione


Credi di sapertela in qualche modo cavare con la scrittura, un po' come la piccola Briony Tallis del romanzo, poi leggi per la prima volta Ian McEwan e ti senti un'infima creatura del patetico sottobosco di grafomani destinati, giustamente, all'incapacità eterna, ti senti ridicolo e analfabetizzato.
Però sei felice, almeno in veste di lettore.

Scoprire autori straordinari è sempre una benedizione: Ian McEwan è senza dubbio la mia scoperta di fine anno, una porzione di bellezza e perfezione letteraria in cui mi sono imbattuta casualmente (grazie anche agli sconti del 25% sugli ET del mese di novembre).

Espiazione è perfetto nello stile, nella struttura, nella forma narrativa, è una cosa magnifica, una cosa preziosa e appena finito l'ho riposto nella mia libreria con una cautela speciale, come per fare spazio alla sua aura, oltre che alla sua consistenza fisica e cartacea.

L'ho amato subito.

Avevo visto il film di Joe Wright alla sua uscita nel 2007 e mi ero innamorata della sua eleganza che flirtava con l'Oscar, ma non avevo pensato di leggere il romanzo visto lo spoiling cinematografico pregresso (errore madornale già commesso con Ritratto di signora).
Spesso mi scordo come la lettura sia sempre diversa dalla percezione cinematografica: puoi conoscere già la trama e l'esito finale, ma le emozioni in itinere sono differenti, non sono veicolate dal mezzo filmico, ma estremamente personali e personalizzabili.

Leggere Espiazione infatti è stato qualcosa di molto più profondo e sensoriale rispetto alla visione del film, è stata una percezione meno estetica e più epidermica.

Ho trovato eccezionale l'architettura del romanzo.
La struttura tripartita di Espiazione è un'armonia concertistica sublime, è un gioco perfettamente bilanciato di luoghi, tempi e punti di vista. Il lettore si lascia immergere completamente e non sente più il bisogno di prendere aria o di fare pause nella realtà. Il coinvolgimento è così forte che, avendo un po' di tempo a disposizione, il romanzo può essere letto in una sola seduta, in una sola giornata.

La prima parte, la mia preferita, è un trionfo di atmosfere fotografiche, la resa perfettamente alternata degli stati d'animo dei protagonisti: la loro tridimensionalità è fortissima. Briony Tallis, Cecilia Tallis, Robbie Turner e tutti gli altri ti si parano davanti agli occhi come se esistessero davvero.
Villa Tallis immersa nella canicola di un giorno d'estate britannica degli anni '30 prende vita, si muove, risuona. Lo sguardo dell'autore è panoramico e ci mostra uno spettro cangiante di temperature, di pensieri, di punti di vista.
Quello di Briony in particolare è il motore di ciò che accadrà in seguito: la sua convinzione errata riguardo al rapporto della sorella con Robbie, la sua gravissima accusa scatenerà una serie di dolorose conseguenze. E scatenerà anche il suo senso di colpa e il lungo processo di espiazione.

La seconda parte spazza via la prima e ci porta dentro gli eventi bellici vissuti da Robbie, è un'immersione fisica nella guerra e ne ha la spietatezza affilata, la carnalità dolorosa.

La terza è quella delle vittime della guerra, delle corse sulle corsie d'ospedale e ha un ritmo frenetico, ma è anche la parte dell'espiazione di Briony che nelle vesti di infermiera sconta il suo dolore soccorrendo, suturando, ripulendo quello altrui.

La parte finale, intitolata, Londra, 1999, è la perfetta chiusura del cerchio: Briony ormai anziana e malata, il suo destino finale, il suo romanzo definitivo di espiazione.

A 13 anni l'immaginazione è una forma di evasione e di alterazione del reale, se poi chi la possiede ha anche una spiccata propensione alla scrittura, può sfuggire di mano e farsi dolore altrui e, successivamente, senso di colpa proprio.

Il suo potere è grandioso, ma anche pericoloso, dalla portata devastante.
Basta un attimo per passare dalla creazione di commediole fiabesche da mettere in scena con i cugini, alla mostruosità di un'invenzione criminale.

Solo con la saggezza acquisita in anni di silente dolore e di autocolpevolizzazione, Briony riuscirà a utilizzare il suo dono di scrittura per sublimare in senso benevolo, per modificare il male con il bene, per celebrare ciò che non è stato fingendo che sia stato, ma stavolta in chiave romantica, come atto di amore, di dedica, di richiesta eterna di scuse.

In fondo Espiazione è un romanzo sull'amore, il dolore, il senso di colpa, la guerra ufficiale e quella interiore, ma anche e sopra ogni cosa un romanzo sul potere decisivo e totale dell'invenzione e della scrittura.

Mentre scrivo mi rendo conto che scrivere su Espiazione non mi sta venendo affatto facile: mi è piaciuto così tanto che mi sento intimidita, non riesco a tirare fuori tutte quello che vorrei e temo di banalizzare. Il potere delle parole di fronte alle cose troppo belle perde di efficacia.

Perciò vi dico solo di farvi del bene e di leggere questo capolavoro.

Commenti

  1. L'ho amato! Amato con tutto il cuore e credo sia stato il libro che ho letto per più volte, sia in italiano che in inglese...e il film anche devo averlo visto ormai un'infinità di volte!
    Il finale poi...da togliere il fiato...e quanto ho pianto...

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    1. Eh sì, scatena emozioni forti questo capolavoro :)

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  2. Condivo!!!Ho amato anche io questo libro, il mio primo McEwan e spero non sia l'ultimo!

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    1. Anche per me il primo McEwan. Vorrei leggere qualcos'altro di suo anch'io, ma qualcosa mi dice che la perfezione l'ha raggiunta con Espiazione...

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  3. L'ho amato anch'io... non subito però. Con McEwan devo un attimo aspettare che ingrani la marcia, perché all'inizio lo trovo molto lento.
    Mi è piaciuto molto, penso che il personaggio di Briony sia uno dei meglio riusciti che abbia mai incontrato.

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    1. Io invece mi sono fatta agganciare alle primissime pagine!
      Concordo, Briony ha una psicologia sopraffina ed è un personaggio indimenticabile!

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  4. Non ho ancora visto il film, proprio perché volevo leggere prima il libro. Ma ahimé, ancora non l'ho fatto. Mi faccio distogliere l'attenzione con facilità, ma mi riprometto sempre di rigare dritto...

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    1. Sono entrambi imperdibili! Inizia da dove vuoi tu, la bellezza è garantita in entrambe le esperienze (anche se per me la lettura è stata ancora meglio della visione del film) ;)

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  5. Ho ricomprato il libro una settimana fa perché - ancora non mi capacito - non l'ho più trovato in mezzo alla mia libreria ordinatissima. Avrà messo le gambe e sarà scappato a farsi leggere da qualcun altro... io lo leggerò il prossimo e poi guarderò il film. Ti saprò dire in seguito :)

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    1. ahahahahah, mi viene da ridere perché anche io con Espiazione ho avuto un'esperienza simile: ero convinta di averlo in casa da anni, ero CERTA facesse parte della collana Biblioteca di Repubblica che possiedo al completo, ma quando finalmente mi decido a leggerlo scopro di non averlo mai avuto (nella collana di McEwan è stato inserito "Bambini nel tempo"), così ho dovuto comprarlo.
      E se dovessi perderlo lo ricomprerei subito!
      Buona lettura e buona visione, fammi sapere cosa hai provato dopo...

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  6. Ho la stessa sensazione di piccolezza quando leggo un bel libro.
    Anch'io ho amato il film e per questo mi ha sempre incuriosito il libro: peno che sapere già la storia non tolga nulla ad un bel romanzo!

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    1. Hai ragione, pur sapendo trama e finale mi sono goduta lo stile di scrittura di McEwan che é superbo e mi sono scordata del film, di tutto...

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  7. che autore che mi tiri fuori! Di lui avevo provato a leggere anche miele ma è davvero noioso, prima o poi mi dedicherò a chesil beach ed al suo libro per bambini (di cui ho già adocchiato una copia). Espiazione invece è immenso e mi è piaciuto allo stesso modo della versione cinematografica, davvero curatissima e dettagliata

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    1. Davvero immenso! Talmente immenso che non so se leggerò altro di McEwan, perché dentro di me so che non potrà mai essere all'altezza di Espiazione e che non potrà darmi le stesse emozioni...

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  8. Guarda, io AMO il film alla follia (sul serio, almeno una volta all'anno lo riguardo); avevo pensato di leggere il romanzo, solo che il tempo manca... Ora però voglio proprio trovare il tempo di leggerlo! Bella recensione :3

    http://thatbionicgirlwithaheartofflesh.blogspot.it/

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    1. Grazie Kate!
      Sarà tempo speso benissimo, te lo assicuro ;)

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  9. Anche a me è piaciuto molto. Ho visto il film successivamente e mi ha chiarito alcune cose che mi erano sfuggite. Nella sua drammaticità, penso che sia un libro prezioso e con una scrittura elegante. Come hai suggerito tu.

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    1. Immagino quali fossero le cose che ti erano sfuggite, soprattutto nel finale c'è la possibilità di non capire bene ciò che è successo davvero e ciò che ha voluto scrivere Briony, cosa che nel film è più chiara.
      Credo che dopo aver letto un libro così prezioso ci si senta più ricche ed è una fortuna. Ringraziamo Ian :D

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  10. L'ho letto diversi anni fa, più o meno all'epoca dell'uscita del film. Anche a me è piaciuto moltissimo!

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  11. L'ho finito di leggere adesso. Capolavoro. Leggendo la prima parte (anche la mia preferita, lussureggiante e cinematografica) mi sembrava di essere davanti a un libro della Woolf. Flussi di coscienza, personaggi caratterizzati e descritti nel momento presente, nell'attimo stesso in cui vivono e si scoprono.
    Insomma, questa è letteratura. Non ti dico le lacrime leggendo le pagine finali.
    Lascio passare due o tre giorni e mi butto sul film che tutti osannano. Non vedo l'ora.

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