Il mio parere su Animali fantastici e dove trovarli

(Premessa doverosa: non sono una fan integralista della saga di Harry Potter. Ho visto tutti i film, ma non li ho rivisti più volte, non ho letto i libri, non ricordo o non conosco particolari, sottotesti e filologie varie, sono quasi babbana e No-Mag in questo senso, perciò ho visto questo spin-off o prequel o film tratto da uno pseudobiblium come qualcosa di indipendente e a sé stante. Ed è così che ne parlerò, da (semi)profana, senza harrypotterismi analitici.)


Vorrei fare un viaggio nella mente di J.K. Rowling, esplorare quelle sconfinate distese cerebrali in cui nascono e crescono storie di magia occhialuta e animali fantastici dai nomi bizzarri. Deve essere un posto meraviglioso e io ci sprofonderei come Alice in Wonderland.
La sua capacità di elaborazione fantastica è prodigiosa e multidirezionale, questa donna partorisce mondi e creature che incanteranno per decenni, forse perfino secoli, noi terrestri bisognosi di magia ed evasione, che non sia l'evasione idiota di acchiappare Pokémon con uno smartphone, ma qualcosa di più raffinato e stupefacente.

Questa dimensione alternativa la possiamo trovare in questi giorni al cinema sotto il nome di Animali fantastici e dove trovarli (Fantastic Beasts and Where to Find Them, di David Yates, 2016) ed è una benedizione creativa necessaria come il pane.
Gli animali fantastici in giro per una New York anni '20 insieme al loro strambo studioso, sono una cosa molto preziosa, che tutti dovrebbero andare a trovare.

Miseriaccia, quanto l'ho amato e che euforia fanciullesca all'uscita dalla sala!
Ho trentadue anni, ma mi sono sentita alleggerita di almeno vent'anni vedendo il film, volante, aperta e libera di aggirarmi dentro valigie capientissime contenenti universi zoologici improbabili, incantevoli, senza limiti razionali.
Il tutto senza sentirmi mai infantile o fuori target: ero un'adulta consapevole che si è ripresa il suo lato favorevole alle bacchette magiche e alle storie fantastiche per un paio d'ore e se l'è goduto pienamente.


Mi sono venuti in mente i bestiari medievali mentre piano piano si presentavano ai miei occhi tutte quelle buffe creature alate, crinite, microscopiche o macroscopiche, uno spettacolo speciale che lascia a bocca aperta e che da solo vale tutto il film.


Lo snaso (Niffler nella versione originale), per esempio, con la sua inafferrabile cleptomania, mi ha fatto ridere di gusto, come non mi capitava da tempo. Un autentico showman.


La controparte tenebrosa di tutto questo universo meraviglioso, l'Obscurus, è poi la possibilità di riflettere sul potere distruttivo delle repressioni e dello snaturamento imposto ed è il classico elemento forte e profondo dell'immaginario della Rowling, il momento in cui l'incanto incontra le tenebre.
Il male, così come lo immagina la Rowling, è sempre molto toccante e sempre molto più complesso di ogni manicheismo fiabesco tradizionale.

Sul versante umano del film - non meno fantastico di quello faunistico - c'è Newt Scamander, il magizoologo inglese protagonista, a cui l'attore Eddie Redmayne si è dato anima e corpo incrementando la qualità complessiva di questo viaggio fantastico.
Gli incontri che farà in America sono uno più suggestivo dell'altro, credetemi.

E se non bastassero lo spettacolo per gli occhi e la possibilità unica di aprire una cerniera magica nella nostra mente da No-Mag, se non bastasse la fiera di fiere maestose, ridicole, di vario colore, spessore e umore che intrattengono la vista in maniera completa e meravigliosa, se non bastasse Newt Scamander e la dedizione totale di Eddie Redmayne al suo personaggio, se non bastasse Tina Goldstein (Katherine Waterston, la adoro) e il MACUSA, Jacob Kowalsky e Queenie, sappiate che il film è anche carico di altro...


Di avventure alla ricerca di animali un po' discoli a zonzo per la Grande Mela, di incontri di amicizia e di qualcosa di più, di virate nell'oscuro e nell'anima, di riflessioni sulla memoria, anche quella recente della Prima guerra mondiale, e di piogge che la cancellano, di fragili equilibri tra magia e non-magia, di amore verso gli animali e verso la diversità che va preservata ma non segregata, di anticipazioni, citazioni, rimandi, punti in sospeso che non si vede l'ora di approfondire.

Quando uscirà il secondo film della serie io sarò lì, pronta ad un secondo viaggio nella mente della Rowling e nella valigia di Scamander, fra Billywig ronzanti, Demiguise invisibili, Erumpent esplosivi, Asticelli appiccicosi e altre sorprendenti bestioline e bestiacce che non esistono e che è stato bellissimo conoscere.

Commenti

  1. nella mente della Rowling più che una violenta fantasia c'è una grande conoscenza mista ad una grande capacità di rimescolare: le sue "invenzioni" sono molto tratte da altri mondi (quello delle divinità pagane, o greche, o di quella norrena). La sua abilità sta nel confezionare un prodotto gradevole, affascinante per i più piccoli, ma non solo, che catapulta con delicatezza in un mondo fatto di fiabe, storie e miti grande quanto tutta la storia dell'umanità a noi nota.
    Nulla toglie a questo film, da Lei prodotto e scritto (nonostante il libro da cui è tratto è solo una enciclopedia di animali fantastici appunto) che rimane godibile, seppur molto sfibrato, e con generosi buchi di sceneggiatura

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