Il mio parere su The Founder


Il sogno americano eccovelo cucinato, fritto e servito espresso, nella sua incredibile perfezione, nella sua rampante realtà, vincente, spietato, meraviglioso, come questo film.
Un film che si fa divorare come un panino farcito, privo di sbavature, con una cottura perfetta e il giusto equilibrio tra vivacità e corposità.


Se vi siete mai definiti o sentiti imprenditori, capirete di non aver mai intrapreso e rischiato nulla vedendo questa storia di audacia e di sfida ostinata alla fortuna, di come un panino e delle patatine fritte divennero un'epopea trionfale dalla tinta giallo senape e rosso ketchup.


The Founder è il reale surreale che si fa grande vicenda cinematografica ed è una meravigliosa, brillante, mattatoriale occasione di conoscere la storia un colosso come McDonald's e chi c'è dietro questo trionfo mondiale di cibo rapido e dozzinale, dietro un concetto tutt'altro che dozzinale.

I veri fratelli McDonald, Dic e Mac (bravissimi Nick Offerman e John Carrol Lynch nell'interpretarli), con il loro adorabile e ben poco ambizioso fast food di San Bernardino da cui tutto è iniziato, non sono nessuno in questa vicenda, sono due cetriolini (!); il vero portento, lo squalo, l'inventore di sogni color dollaro è solo uno, Ray Kroc, l'homo faber fortunae suae per eccellenza, il mirabolante founder, il voracissimo ratto-mangia-ratto.

Signor nessuno dell'Illinois, rappresentante poco fortunato, Kroc viene folgorato sulla via del tabasco (ahahah, ok, chiedo scusa!) dall'idea similfordiana dei due fratelli e non riesce a togliersela più dalla testa.
Quella bontà, quella velocità, bisogna monetizzarle. Subito.


Perseveranza è la parole chiave. Ottimismo di qualità americana, lungimiranza, una discreta dose di follia e un pizzico di cattiveria, le altre chiavi per la porta del proprio innalzamento economico ed esistenziale.
A ben vedere più di un pizzico di cattiveria, perché nella corsa imprenditoriale di Kroc non c'è molto spazio per l'etica, e la libera concorrenza è fin troppo libera. Libera di impadronirsi perfino di un nome perché più elegante e rassicurante del proprio.

Il sogno americano di qualcuno che diventa incubo per qualcun altro.


Michael Keaton è un portento, dalla prima all'ultima scena non smette un attimo di furoreggiare, sedurre, esplodere, ammiccare e vederlo così carico, così splendente dopo l'ingiusta eclissi è uno spettacolo doppiamente gratificante.
Ricopritelo di Oscar o anche solo di recensioni maestose perché è un grande dono ritrovato per lo spettatore. Il suo Ray Kroc è una bomba dalla carica esplosiva ad aumento graduale, un climax perenne. Corpo e corporation diventano un tutt'uno.


Il regista John Lee Hancock l'ho conosciuto con Saving Mr. Banks, storia di una determinazione letteraria dal tocco piacevolissimo e con The Founder si conferma abile narratore di vite straordinarie, di quel tipo di storie vere che fanno sembrare i sogni più vicini, più fattibili.

L'American Dream anni '50 è sempre materia cinematografica viva, soprattutto quando è sorprendente palingenesi, quando la storia di un venditore qualunque di mixer per ristoranti qualunque diventa la storia di un'intuizione e di un innamoramento per essa.
Storia di panini e di occasioni addentate con ferocia, storia di un'America che fu e che oggi appare mitologica, Paese della possibilità di ogni cosa, del pensare in grande, del fast food che non ruba tempo all'azione, dell'istantaneità del frappè e delle occasioni.


Insomma, se non si fosse capito, The Founder è un film imperdibile.
Su, andate a vederlo, veloci veloci come la consegna di un'ordinazione da McDonald's.

Commenti

  1. Michael Keaton si sta rifacendo una carriera da grande attore...impensabile fino a qualche anno fa :)

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    1. vero, io stessa prima di questo magnifico ribaltone non pensavo a lui da decenni!

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  2. Uno dei film più belli e sottovalutati dell'anno, Keaton impareggiabile... un agghiacciante ritratto del capitalismo, mostrato in tutti i suoi aspetti. Bellissimo.

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    1. Per sottovalutato intendi distribuito male? In effetti pare non stia sulla bocca di tutti come invece dovrebbe.
      Anche per me bellissimo <3

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  3. Non vedo l'ora di andarlo a vedere! Purtroppo, qui a Palermo viene trasmesso soltanto in una sala cinematografica lontanissima da casa mia. Che brutta bestia la distribuzione cinematografica!!!
    P.S. Ma solo io vedo nella locandina un qualcosa di Birdman? :) Con le gambette della M a mò di ali dietro la schiena.

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    1. Ti capisco! Nella mia provincia stranamente è uscito subito in un multisala e io mi sono fiondata.
      L'effetto Birdman alato ora che guardo la locandina è notevole aahahah

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  4. devo assolutissimamente vederlo, anche se mi rendono le cose alquanto difficili, mettendolo ad orari indiscutibilmente assurdi!

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    1. Capita la programmazione per spettatori inesistenti ahaha, ma cerca di vederlo in qualche modo ;D

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