martedì 20 marzo 2012

30 giorni di libri by NullaDiPreciso

Sono troppo indecisa sulle scelte che ho fatto per quest'elenco. Sceglievo un libro e me ne veniva subito in mente un altro con cui sostituirlo e avrei potuto andare avanti così per delle ore.
Per cui eccovi un elenco scritto di getto e senza nemmeno averlo riletto, chè tanto fra poco lo vorrò cambiare ancora e ancora...

Giorno 1 - Il tuo libro preferito: Quella sera dorata di Peter Cameron. Puro piacere del leggere.
Giorno 2 - La tua citazione preferita: "Il sole è l'incubo della mia esistenza. Lo detesto. Lo detesto al mattino quando mi sveglio. Lo detesto d'estate. E' cancerogeno. Ieri stavo facendo due passi nel parco e c'era gente dappertutto, un po' come in quel quadro di Seurat. Un'atmosfera bellissima, rovinata dal sole che picchiava". (Woody Allen, Conversazioni su di me e tutto il resto). Mi fa troppo ridere e la condivido in pieno!
Giorno 3 - Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto: Ebenezer Scrooge di Canto di Natale di Dickens. Una divertente macchietta di cattiveria, avarizia e disumanità.
Giorno 4 - Il libro più brutto che tu abbia mai letto: credo sia Gli anni struggenti di Alberto Bevilacqua, l'ho letto molti anni fa ma ricordo che era veramente brutto e che non l'ho mai finito.
Giorno 5 - Il libro più lungo che tu abbia mai letto: credo sia Le mille e una notte. Era diviso in due tomi belli corposi.
Giorno 6 - Il libro più corto che tu abbia mai letto: forse Il Piccolo Principe.
Giorno 7 - Il libro che ti descrive: Il libro dell'inquietudine di Fernando Pessoa. Molte delle cose scritte in quest'opera sono descrizioni di me stessa.
Giorno 8 - Un libro che consiglieresti: Alta fedeltà di Nick Hornby.
Giorno 9 - Un libro che ti ha fatto crescere: Due di due di Andrea De Carlo. Mi ci sono identificata e mi ha accompagnato negli anni di crescita da universitaria fuori sede.
Giorno 10 - Un libro del tuo autore preferito: Grandi speranze di Charles Dickens
Giorno 11 - Un libro che prima amavi e che ora odi: L'alchimista di Pauolo Coelho. Durante l'adolescenza mi fece impazzire, oggi mi sembra sciocco e didascalico.
Giorno12 - Un libro che non ti stancherai mai di rileggere: Madame Bovary. E' una lettura immortalmente piacevole.
Giorno 13 - Il libro che in questo momento hai sulla scrivania: sulla scrivania nessuno ma poggiati sul letto in questo momento ho Pastorale americana, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello e Il circolo Pickwick.
Giorno 14 - Il libro che stai leggendo in questo periodo: Il circolo Pickwick.
Giorno 15 - Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi: 

 
"Quel puntualissimo lavoratore che è l'astro solare si era appena levato e cominciava a gettare le prime luci sul mattino del 13 maggio 1827, quando il signor Samuel Pickwick balzò dal letto come un secondo sole, spalancò la finestra della sua camera londinese, e diede uno sguardo al mondo che vedeva ai suoi piedi."

Giorno 16 - La tua copertina preferita: non serve spiegare perché. (In realtà il libro è na mezza schifezza ma la copertina fa bella mostra di sè nella mia libreria!)


Giorno 17 - Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno: Dorian Gray de Il ritratto di Dorian Gray ma solo in un giorno della fase in cui è figo e godereccio.
Giorno 18 - Il primo libro che hai letto: Anna dai capelli rossi della Montgomery. Mi era stato regalato e lo portavo sempre con me, lo amavo in modo feticistico!
Giorno 19 - Un libro il cui film ti ha deluso: Jane Eyre. La versione filmica di Fukunaga mi ha deluso, ma forse perché amo tanto, troppo, il romanzo.
Giorno 20 - Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse: Un giorno di David Nicholls. Mi sono identificata molto per estetica, interessi e carattere nel personaggio di Emma.
Giorno 21 - Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te: Libertà di Jonathan Franzen. Me l'ha passato il mio ragazzo e dopo che ho finito di leggerlo ne abbiamo parlato a lungo, come si fosse trattato di una storia e di persone reali.
Giorno 22 - Un libro che hai letto da piccolo: Piccole donne, letto e riletto sempre con grande piacere.
Giorno 23 - Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasto o deluso o colpito: La versione di Barney. Credevo fosse qualcosa di eccezionale perché chiunque ne parlava con toni leggendari ma, sebbene non mi sia dispiaciuto, mi ha un po' deluso.
Giorno 24 - Il libro che ti fa fuggire dal mondo: Il Maestro e Margherita di Bulgakov. Folle e ipnotizzante!
Giorno 25 - Un libro che hai scoperto da poco: It di Stephen King. Ne avevo sempre sentito parlare ma solo la scorsa estate mi sono decisa a leggerlo.
Giorno 26 - Un libro che conosci da sempre: Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Uno di quei libri che tutti conoscono e che tutti dovrebbero leggere.
Giorno 27 - Un libro che vorresti aver scritto: La Divina Commedia. Il più grande capolavoro di ingegneria letteraria che sia mai stato scritto.
Giorno 28 - Un libro che farai leggere ai tuoi figli: Norwegian Wood di Murakami Haruki. Sarebbe uno dei libri preferiti di sempre della loro madre.
Giorno 29 - Un libro che devi ancora leggere: Il club degli incorreggibili ottimisti di Jean-Michel Guenassia. Ne ho sentito parlare bene e il titolo mi incuriosisce.
Giorno 30 - Un libro che ti ha commosso: Middlesex di Jeffrey Eugenides. Un'esperienza di lettura molto toccante.

giovedì 15 marzo 2012

"Danziamo, danziamo, altrimenti siamo perduti"


Premetto che non capisco nulla di danza, balletto e altri virtuosismi corporei del genere; non mi interessano e per lo più mi annoiano.
Non so cosa mi abbia spinto a vedere Pina, forse la regia di Wim Wenders, o la curiosità verso questa figura di donna a me sconosciuta, o il volermi mettere alla prova su una materia in cui sono totalmente ignorante.

Ad ogni modo ho fatto bene, perché Pina è qualcosa di sublime che incanta.
Pur senza capire le motivazioni e il senso delle coreografie di Pina che Wenders ci mostra, anzi trovandole assurde e illogiche, difficili da decifrare, mi sono ritrovata affascinata e direi letteralmente ipnotizzata dalle movenze armoniche e ritimiche di quei ballerini-performers.
Ho assistito ad uno spettacolo che mi ha rapito in virtù della sua estetica, della bellezza che emanava, senza stare ad arrovellarmi sul significato di ciò che vedevo, godendo in modo semplice e irrazionale della meraviglia di quei corpi in movimento.

Attraverso le parole in voice over sotto forma di pensieri dei ballerini che l'hanno conosciuta, ci viene presentata la figura di Pina Bausch, che negli anni '70 a Wuppertal ha fondato il Tanztheater, ossia il teatro-danza, un'arte in cui al classico balletto viene aggiunta una componente teatrale e gestuale molto forte, un'anima creativa di grande impatto.

E sono stati soprattutto i gesti dei ballerini ad avermi colpita, le mimiche ripetute ed enfatiche, i movimenti aggraziati e potenti al tempo stesso delle mani, delle braccia, come fossero burattini di se stessi in grado di far muovere le articolazioni a loro piacimento e contro ogni legge della fisica e dell'anatomia umana.

Ci si sente molto pigri, pesanti e ingessati durante la visione di Pina e si avverte il proprio corpo come una carcassa statica e dura di fronte allo spettacolo di quei corpi leggeri, liberi e snodabili, di quelle fisicità così belle ed espressive.
Il corpo umano può essere veramente magnifico da vedere, e se alla semplice danza si aggiunge un linguaggio espressivo come quello inventato da Pina, ne viene fuori qualcosa di straordinario.

Pina Bausch si vede poco nel documentario, perché sono le sue coreografie a parlare per lei, ma quando appare, così scarna e sottile, così silenziosa ed essenziale, con gli occhi così intensi e creativi, si rimane affascinati, se ne avverte tutto il carisma.

Un bell'omaggio di amore e amicizia quello che Wenders ha dedicato alla sua cara Pina, scomparsa nel 2009 proprio mentre lavorava con lui al film, ma ancora viva e vibrante nelle performance mozzafiato, sia teatrali che metropolitane, dei ballerini di Wuppertal.

Uno spettacolo emozionante che consiglio a tutti di vedere.  
Pura pirotecnica corporea che vi esploderà dentro e davanti agli occhi lasciandovi una persistente sensazione di bellezza.


lunedì 12 marzo 2012

30 giorni di film by NullaDiPreciso

Ritengo che questo elenco-giochino sia impossibile da stilare e non sia affatto un giochino semplice; 30 film sono troppo pochi e mi viene difficile scegliere un film senza pensare di far torto ad un altro o di ammazzare una parte della mia memoria cinefila, ma voglio provarci! Ovviamente sempre in stile NullaDiPreciso e quindi senza alcuna decisione definitiva, irreversibile e troppo sicura di sè.
Diciamo che per questo mese la lista che mi è venuta in mente è questa (il prossimo potrebbe essere un'altra!) :

Giorno 1 - Il tuo film preferito: Manhattan. Woody Allen è il Verbo per me!
Giorno 2 - Un film che odi: L'ultimo bacio. Il trionfo della banalità all'italiana.
Giorno 3 - Un film che guardi per tirarti su: Hollywood Ending, mi fa morir dal ridere!
Giorno 4 - Un film che guardi per deprimerti: di solito non cerco volutamente la depressione in un film ma un film che mi deprime tanto è Il pianista di Roman Polanski.
Giorno 5 - Un film che ti ricorda qualcuno: Il principe cerca moglie. Lo vidi in tv nel '93, la sera che nacque mia sorella minore e da allora lo associo a lei e a quel lieto evento.
Giorno 6 - Un film che ti ricorda un posto in particolare: Harry a pezzi. Mi ricorda una notte di San Lorenzo di qualche anno fa, con degli amici, nella casa al mare di mio nonno mentre il resto del mondo faceva falò in spiaggia!
Giorno 7 - Un film che ti ricorda il tuo passato: Arancia meccanica. Non perché in passato andassi in giro a picchiare la gente ma perché durante l'adolescenza mi ha colpito in un modo intenso che ricordo ancora oggi.
Giorno 8 - Il film con il miglior monologo: Basta che funzioni. Sia il monologo iniziale che quello finale del protagonista Boris Yelnikoff, così corrosivi e geniali, sono indimenticabili.
Giorno 9 - Un film con il tuo attore preferito: Closer. Non so se Jude Law sia il mio attore preferito, ma so con certezza che è il mio sogno erotico preferito!
Giorno 10 - Un film con la tua attrice preferita: Revolutionary Road con sua maestà Kate Winslet.
Giorno 11 - Un film con il tuo regista preferito: Lost in Translation di Sofia Coppola. (Giusto per non nominare di nuovo Woody Allen!).
Giorno 12 - Un film nel quale ti sarebbe piaciuto recitare o dirigere: Io e Annie. Sarei stata brava nel ruolo di Annie/Diane Keaton!
Giorno 13 - Un film che meriterebbe l'Oscar: Marie Antoinette di Sofia Coppola. Il carosello cromatico di questo film è qualcosa di unico che andrebbe premiato con l'Oscar.
Giorno 14 - Un film che nessuno si aspetta possa piacerti: Rocky. Odio ogni tipo di sport e ogni tipo di film sullo sport ma Rocky ha un afflato romantico e commovente che mi piace da sempre.
Giorno 15 - Un film al quale vorresti somigliasse la tua vita: Happy Go Lucky- La felicità porta fortuna. Vorrei avere lo stesso sorriso perenne e lo stesso approccio autoironico alla vita della protagonista Poppy/Sally Hakwins.
Giorno 16 - Un film che hai amato, ma ora odi: Colazione da Tiffany. Qualche anno fa era per me un bel film di Blake Edwards tratto da un bel romanzo di Truman Capote. Adesso è il film-icona delle fashion blogger e delle liceali che pensano di assomigliare a Audrey Hepburn e non lo sopporto.
Giorno 17 - Il tuo film drammatico preferito: Million Dollar Baby. Non riesco a pensare a nulla di più drammatico al cinema.
Giorno 18 - La tua commedia preferita: Ecce bombo, di Nanni Moretti. Il personaggio di Michele Apicella mi diverte troppo, lo adoro!
Giorno 19 - Il tuo film d'azione preferito: Point Break di Kathryn Bigelow. Non è il mio genere ma mi dà sempre scosse di pura adrenalina.
Giorno 20 - Il tuo film romantico preferito: I segreti di Brokeback Mountain. Raramente ho visto una storia d'amore così intensa al cinema.
Giorno 21 - Il tuo film fantasy preferito: Le cronache di Narnia. Il leone, la strega e l'armadio.
Giorno 22 - Il tuo film horror preferito: Misery non deve morire. Ho ancora oggi paura di Kathy Bates; quando la vedo, anche in film comici, mi inquieto.
Giorno 23 - Il tuo thriller preferito: Seven. Imprenscindibile.
Giorno 24 - Il tuo film d'animazione preferito: Ratatouille. Adorabile!
Giorno 25 - Il tuo film documentario preferito: Comizi d'amore di Pier Paolo Pasolini. Uno spaccato interessante dell'Italia degli anni '60, umile e poetico al tempo stesso.
Giorno 26 - Il tuo film preferito in lingua straniera: Di solito guardo solo film in lingua straniera. Ma se per straniera si intende una lingua lontana non europea allora dico Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki, un capolavoro.
Giorno 27 - Il tuo film indipendente preferito: A Single Man di Tom Ford. Non so se è definibile indipendente ma lo stile che ha è sicuramente fuori dal coro.
Giorno 28 - Il film più assurdo tu abbia mai visto: La terza madre di Dario Argento. Agghiacciante per quanto è assurdamente brutto.
Giorno 29 - Il tuo film preferito da bambino: Mamma ho perso l'aereo. Ancora oggi lo guardo con piacere.
Giorno 30 - Il tuo film preferito l'anno scorso: credo Il Cigno Nero; è quello di cui, a distanza di un anno, ho il ricordo più nitido e forte.

Ok, pubblico il post prima che mi penta delle mie scelte!

giovedì 8 marzo 2012

Il mio parere su Drive


Oggi è la festa della donna e parlo di un film visto ieri sera che, volendo dire una cosa un po' superata e demodè, piace soprattutto ai maschietti, o almeno credo: Drive.

A me non è piaciuto affatto e non (solo) perché sono donna. L'ho trovato lento nel senso letterale del termine, cioè proprio rallentato, un film d'azione in cui le scene di azione sono "inattive" e avvengono soprattutto in ralenti, con uno stile cadenzato in cui anche la più brutale delle ammazzatine sembra un balletto di danza classica.

La bella colonna sonora vagamente anni '80 su titoli di testa color rosa-evidenziatore, i lunghi silenzi iniziali carichi di tensione particolare si perdono per strada e dal film ricercato che mi aspettavo di vedere sono passata ai soliti rombi di motore e alle raffiche di spari che tanto mi annoiano al cinema. Cambia lo stile ma il contenuto è sempre quello.

Ryan Gosling, celebrato ovunque come il punto di riferimento più alto del cinema contemporaneo recente, come il nuovo non plus ultra della recitazione di qualità, a me non sembra tutto questo gran fenomeno. Tra l'altro ha una faccia piuttosto commerciale e scontata.
Nei panni di un driver-meccanico-stuntman timido e taciturno mi è parso credibile e capace ma il suo personaggio, così mitizzato nella blogosfera e nel web fino a diventare un super-eroe iconico con il suo giubbino tamarro con scorpione, non mi ha lasciato dentro nessun residuo da cinema indelebile, non mi ha disarmato. Al contrario mi ha infastidito il suo mutismo autistico talmente forte e calcato da farlo sembrare spesso inanimato, una sorta di imperturbabile e disumana macchina (non a caso!).
Carey Mulligan tanto graziosa quanto caratterialmente scialba in questo film.

Riguardo alla trama, avevo già visto storie simili in mille altri film, di quelli che poi danno su Rete 4 in seconda serata, quelli di rapine a mano armata, litri di sangue, inseguimenti di macchina rocamboleschi e una bella pupa da proteggere.
Un po' di rosso pulp alla Tarantino, un po' di solenne violenza alla Scorsese, un po' di commento sonoro straniante alla Kubrick e viene fuori un déjà vu, una minestra riscaldata in salsa danese (di tale nazionalità è il regista Nicolas Winding Refn).
Ditemi voi dove sta il genio in tutto questo, spiegatemi l'entusiasmo virale riguardo a Drive perché io non l'ho colto.

Un film di culto per chi legge QuattroRuote ;)

martedì 6 marzo 2012

Il mio parere su ...E ora parliamo di Kevin


C'è sempre tanta ipocrisia buonista intorno al tema romantico della maternità e dell'essere madre, come fosse tutto sognante e a tinte pastello, una dimensione aggraziata di carillon, borotalco e infinita dolcezza.
Molte donne dall'animo serenamente classico sicuramente la vedono così, ma io no. Non sono madre eppure sono certa che non sia per nulla semplice e fisiologicamente garantito il saper essere madre, ci sono lacerazioni fisiche ed emotive da affrontare, ci sono metamorfosi corporee da gestire e spesso ci sono figli difficili, pesanti, prepotenti che si ha il dovere genetico di accudire e amare per sempre.

Un po' quello che accade a Eva (Tilda Swinton), la protagonista di ...E ora parliamo di Kevin (We Need to talk about Kevin, di Lynne Ramsay), un film bellissimo, doloroso e crudele, un film che non teme di parlare di una storia madre-figlio andata a male, di un meccanismo relazionale inceppato e per nulla automatico, di tutte quelle difficoltà di cui quasi nessuno parla perché le mamme devono essere sempre buone e brave e dire, come da copione, "è la cosa più bella che mi sia mai capitata".

...E ora parliamo di Kevin spezza questo idillio e mostra il lato cruento e degenerato del binomio madre-figlio, un lato fatto di pianti continui e acusticamente insopportabili, di delusioni, di sfide a colpi di pannolini sporcati per dispetto, di becera maleducazione, di ingratitudine, di tremenda cattiveria infantile che negli anni diventa spietato cinismo e adolescenza malata.

...E ora parliamo di Kevin è un autentico pugno allo stomaco, non solo dal punto di vista tematico ma anche da quello estetico. Soprattutto nella prima parte il film è carico di simbolismi cromatici e di giochi di montaggio; in particolare, l'uso reiterato e giustapposto del rosso, sia esso polpa di pomodoro, vernice, marmellata o sangue, pennella tutto il film di tinte inquietanti e disturbanti e crea ansia in chi guarda.

Tilda Swinton è come sempre di una bravura commovente, così composta ed esile, così scavata e lacerata e in grado di trasmettere davvero questo doloroso mostro interiore. Da Oscar.
Notevole anche il piccolo e diabolico Kevin interpretato in modo incredibilmente credibile prima da Rocky Duer, poi da Jasper Newell, e infine, nell'adolescenza, dall'altrettanto perfido Ezra Miller, il cui sguardo assente e malefico al tempo stesso fa accapponare la pelle.

Un film intenso e durissimo, che fa paura quasi più di un thriller-horror perché mette in scena verità tragiche troppo spesso seppellite sotto coltri di apparenze benevole e di concetti semplificati e banalizzati di maternità.

giovedì 1 marzo 2012

Il mio parere su Millennium - Uomini che odiano le donne


Non ho mai letto la trilogia di Stieg Larsson né visto la versione cinematografica svedese per cui il mio approccio a questo film è stato assolutamente vergine e privo di termini di paragone. Mi ha spinto a vederlo il semplice fatto che a girarlo sia stato David Fincher perché ad un film di David Fincher non dico mai di no, mi piace il modo in cui questo regista mi inquieta e mi rende cupa eppure mi esalta al tempo stesso.

Dunque...
Mi sono innamorata al primo sguardo del personaggio di Lisbeth Salander, e di Rooney Mara che la interpreta in modo magistrale.
Da tempo non vedevo al cinema una figura di donna così outsider, coraggiosa e timidamente feroce, una cazzuta insomma. Certe sequenze che la vedono protagonista sono pura epica del riscatto del sesso debole, meravigliosa liberazione dai canoni classici femminili e godurioso trionfo di violenza verso esseri maschili abietti e schifosi.
Dio, ho amato questa donna alla follia mentre torturava e tatuava il suo stupratore, è stato qualcosa di catartico!
E poi la gestione libera del suo esile corpo, il suo aspetto atroce eppure bellissimo, la sua affascinante riservatezza, il suo look un po' punk un po' Suicide Girl un po' Audrey Hepburn la rendono qualcosa di pericoloso e di delicato al tempo stesso e danno al suo personaggio un'aura forte e iconica difficile da dimenticare.
Daniel Craig/Mikael Blomkvist scompare al suo fianco sia come uomo che come attore (ma rimane comunque notevolmente bravo e bello!).

La parte strettamente da giallo-thriller non mi è parsa nulla di nuovo e geniale, non l'ho trovata particolarmente adrenalinica e sconvolgente ed il finale mi è sembrato un po' frettoloso e con un abbozzo di colpo di scena poco incisivo e spiazzante.
Inoltre ho trovato parecchio tamarra e blockbusterizzata la parte dell'inseguimento in motocicletta in stile videogioco in cui Lisbeth sembra Lara Croft. In generale, tutte le parti in cui lei sfrecciava in moto con il casco integrale nero e la tuta da centauro, mi sono sembrate un po' grossolane ma forse è un problema mio!

Molto belle le atmosfere scure, fredde e notturne, in cui si riconosce il tocco d'autore di Fincher e non solo il clima di un paese perennemente invernale. La fotografia è mozzafiato e fa venire davvero brividi di freddo e di sconforto.

Tirando le somme Millennium mi è sembrato un bel film, avvincente e curato nei dettagli seppur con qualche difetto, con caratteri cesellati in modo raffinato e con una protagonista femminile sconvolgente, un'eroina tatuata 2.0 che viene dal freddo e che non teme nessuno.

Trovo che Rooney Mara sia di una bellezza mozzafiato