Il mio parere (un po' in ritardo) su The Master


Sono finalmente riuscita a vedere The Master e adesso due impressioni a caldo sono d'obbligo, anche se tutt'altro che facili da esprimere...

L'ho trovato fortemente straniante nella sua lentezza carica di senso che sembra non avere senso, nella sua essenza quasi ermetica e sospesa. Non è un film facile che volteggia leggiadro di minuto in minuto, ma un'opera complessa, avara nell'esplicitare, disinteressata all'empatia con lo spettatore, narrativamente poco affabile e poco disposta a darsi.

Eppure ha toccato delle corde del mio animo, non so bene quali, ma mi ha rovistato ben bene dentro.
Con Paul Thomas Anderson per me è sempre così: i suoi film spesso non li afferro del tutto, me ne sfugge l'intenzione, mi sembrano segreti, simbolici, beffardamente chiusi a chiave, eppure rimango ammaliata, in stato di ipnosi, di alienazione dolceamara, e vengo sopraffatta da un senso interiore di bellissima e struggente poesia.
Dei suoi film, più che il senso mi arriva il riverbero ed è una cosa che mi dà solo lui e che mi fa star bene.

La cosa che mi ha più di tutte emozionata in The Master e fatto provare una sorta di voglia di piangere di gioia per la meraviglia che è il Cinema, è stata l'interpretazione dei due attori protagonisti: pazzesca, fortissima, totale.
Un gioco a due sofisticatissimo, di livello altissimo.

Joaquin Phoenix nel ruolo del problematico Freddie Quell ti si scaglia contro come una tempesta, è un pesante macigno da sopportare e da vedere ed è una potenza assoluta; con uno sguardo può ucciderti, con quella camminata sghemba, quel muso duro da cane randagio pronto a mordere, quella rabbia antipatica, ti lascia senza fiato, quasi ti soffoca e non pensi nemmeno per un secondo delle due ore e venti del film che si tratta di recitazione, nient'altro che finzione. In questo senso è miracoloso, un dio della credibilità.

Philip Seymour Hoffman è sempre Philip Seymour Hoffman, ossia il massimo, il purissimo concetto umano, biondo e grassottello di talento, e ogni volta io me ne innamoro perdutamente e sogno di sposarlo.
In The Master è - ovviamente- eccelso e se fosse stato davvero lui il fondatore di Scientology capirei i milioni di adepti e ne farei parte anch'io.
La cosa pazzesca è che il suo ruolo di leader carismatico che fa pendere dalle sue labbra chiunque, oltrepassa la barriera autoreferenziale del film in sè e ha effetto anche sul reale, per lo meno sul mio: le sue parole sempre bilanciate e furbastre, i suoi discorsi fascinosi, le sue tecniche di introspezione, hanno ammaliato pure me e quindi l'ho considerato anch'io un maestro, un guru. Altro miracolo ipnotico ad opera di un portento attoriale.

E' chiaro che la regia di P.T. Anderson è il terzo elemento forte di questo film di "coppia" ed è come sempre sui generis ed esteticamente riconoscibilissima, strana e seducente. Sono convinta che questo regista potrebbe pure filmare una parete bianca e infonderle vibrazioni e arte.

E credo che The Master contenga la sua essenza nel titolo: è maestria e come tale affascina, al di là del metodo usato.




Commenti

  1. Adoro questi due attori... Sono così bravi e credibili sempre. Si fa sempre fatica a convincersi che è solo una finzione. Vedrò questo film anche se la storia mi disturberà.

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  2. Io non me la sento di bocciarlo né ho gridato al capolavoro. E' sicuramente un film da rivedere più volte e ne riparlerò in seguito. I due attori protagonisti comunque sono dei mostri di bravura straordinaria (la scena del confronto in cui Phoenix non deve sbattere le ciglia è da strapparsi i capelli).

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    1. sì, entrambi mostruosamente bravi, dànno i brividi!

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  3. un grandissimo film.
    io però sono rimasto più inquietato che affascinato dalla figura del guru..
    non è che sei davvero un'adepta di scientology? ;)

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    1. ahahahahahah, no, non sono il tipo da setta fanatica...E' che Philip Seymour Hoffman è un guru a prescindere per me e in questo film ho finito per sovrapporre il suo essere un master nella finzione con il suo essere un master di bravura nella realtà ;)

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  4. ho amato questo film. amo la testa di anderson. mi associo a marco, il personaggio del guru mi inquieta più di ogni altra cosa. invece hoffman preso come attore sì, viene voglia di baciarlo e abbracciarlo ogni volta.

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    1. sì, io lo trovo bello e sexy nonostante quei chili di troppo e quell'aspetto da bambolotto cresciuto, ha uno sguardo letale!

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  5. per me film quasi inutile... dalle mie parti l'ho quasi massacrato

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    1. ci sta che questo film non piaccia, è qualcosa di molto particolare e in quanto tale per qualcuno è una meraviglia, per altri un tormento :)

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  6. Joaquin Phoenix è uno di quegli attori o che ami o che odi, non ci sono vie di mezzo con lui, se non l'avessi capito io lo amo alla follia, questo film inizialmente l'ho scartato ma poi ci ho ripensato morbosamente tutta la settimana, in un modo quasi malato. Non c'è dubbio adesso CAPOLAVORO per me, è una visione angosciante ma davvero forte come visione.

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  7. è vero, è una visione angosciante e di una stranezza a tratti disturbante, ma è una potenza e ti resta addosso anche giorni dopo averlo visto (infatti capisco perfettamente il fatto che tu ci abbia pensato per una settimana e più dopo la visione!) :)

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