I Love Books: 116. Gli amori difficili

Leggerezza, ariosità, sensazioni talvolta attraversate da un'inquietudine, una solitudine, un velo di mal di vivere che non disdegna però l'abbraccio di una dolceamara ironia.
La tristezza "calvinizzata", ossia coperta da uno sguardo ironico, persa nel confine tra serio e faceto, tra difficoltà e facilità.

Non sono perfetti come altri suoi scritti aurei (tipo questi), non hanno sempre il mordente che ci si aspetta da uno come Calvino, sono spesso sfuggenti, ma sono scritti così bene, con una celebrazione così spontanea e avvolgente della lingua italiana, da dare piacere al lettore al di là del contenuto della narrazione.

Amare lo stile di Calvino è un modo di amare ogni sua opera, ogni sua espressione creativa così peculiare, e anche di fronte ai racconti che mi sono parsi più evanescenti, ho provato qualcosa di simile a quello che prova l'esteta di fronte ad una manifestazione di Bellezza o il sapiente di fronte al Genio.

Racconti scritti con grazia divina e questo basta a farti innamorare della penna di Calvino, anche di quella lievemente indebolita da intrecci non proprio trascinanti, da idee un po' meno brillanti.

Gli amori difficili (settore dell'ampio volume Racconti apparso nel 1958) rivela la sua essenza nel titolo e mostra come in un campionario di tipi sentimentali vari, - alcuni riconoscibilissimi altri più improbabili, ma ad ogni modo umanissimi -  situazioni in cui l'amore incontra ostacoli, freni, distrazioni o deviazioni che complicano le cose. Per lo più inezie che finiscono col condizionare l'amore o l'idea di amore di ogni singola novella.

In ogni racconto un'avventura semiseria che pur nella sua natura grottesca consente l'autoironica identificazione, l'empatia solidale.

Condizioni esistenziali molto spesso desolate, intristite dalla mancanza o dall'assenza, impostate sulla più comune mediocrità, quella della routine e del goffo tentativo di spezzarla, ammantate di moderna incapacità comunicativa, ma sempre venate di humour, messe dall'autore in una prospettiva tenera, che fa sorridere anche quando il senso di solitudine domina.

Nella prima parte, "Gli amori difficili", assistiamo, in ordine, all'avventura di: un soldato, un bandito, una bagnante, un impiegato, un fotografo, un viaggiatore, un lettore, un miope, una moglie, due sposi, un poeta, uno sciatore, un automobilista.

Della seconda parte, "La vita difficile", fanno parte i due racconti lunghi La formica argentina e La nuvola di smog.

I migliori per me sono:
L'avventura di una bagnante, piccola perla di buffa suspense e di condivisibile imbarazzo, in cui la perdita dello slip del costume da bagno diventa più terrificante e paralizzante di uno squalo in agguato.
Ed era un vero incombere di lacrime, che le premeva gli angoli degli occhi, e forse quell'accenno istintivo del capo era proprio per asciugare nel mare queste lacrime: ecco com'era sconvolta, ecco quale divario c'era in lei tra ragionamento e sentimento. Non era calma, dunque: era disperata.
L'avventura di un fotografo, modernissimo e sarcastico nel suo rendere l'ossessione della cattura fotografica a tutti i costi e in tutti i momenti di vita, anche quella intima, come malattia dell'immortalare, come automatismo strettamente connesso al proprio stato civile e affettivo.
Nella smania dei genitori novelli d'inquadrare la prole nel mirino per ridurla all'immobilità del bianco-e-nero o della diapositiva-fotocolor, il non-fotografo e non-procreatore Antonino vedeva soprattutto una fase della corsa verso la follia che covava i quel nero strumento. ma le sue riflessioni sul nesso iconoteca-famiglia-follia erano sbrigative e reticenti: altrimenti avrebbe compreso che in realtà chi correva il pericolo maggiore era lui, lo scapolo.
L'avventura di un lettore, in cui l'amore per la lettura diventa priorità ridicola e preferenza alla vita reale assolutamente condivisibile.
Da tempo Amedeo tendeva a ridurre al minimo la sua partecipazione alla vita attiva. Non che egli non amasse l'azione, anzi dell'amore per l'azione erano nutriti tutto il suo carattere e i suoi gusti; eppure, d'anno in anno, la smania d'essere lui a fare scemava, scemava, tanto che veniva da chiedersi se mai egli questa smania avesse avuto. [...] Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era più vita che di qua, da questa parte: come la superficie del mare che ci divide da quel mondo azzurro e verde, crepacci a perdita d'occhio, distese di fine sabba ondulata, esseri mezzo animale e mezzo painta.
L'avventura di un miope, i cui gli occhiali hanno il potere di aprire scenari, persino di felicità o infelicità, e di plasmare l'identità, mutare i rapporti. Per una miope storica come me un trionfo di tragicomica verità.
Con gli occhiali vedeva una infinità di particolari insignificanti, per esempio una certa finestra, una certa ringhiera, ossia aveva la coscienza di vederli, di sceglierli in mezzo a tutto il resto, mentre una volta li vedeva e basta.
L'avventura di un poeta, che come preannuncia il suo titolo, possiede una carica lirica e descrittiva sublime, e riesce a esprimere poeticamente l'inesprimibile emozione del protagonista, il suo mutismo di fronte alla perfezione di un momento.
Usnelli, sul canotto, era tutt'occhi. Capiva che quel che ora la vita dava a lui era qualcosa che non a tutti è dato di fissare a occhi aperti, come il cuore più abbagliante del sole. E nel cuore di questo sole era silenzio. Tutto quello che era lì in quel momento non poteva essere tradotto in nient'altro, forse nemmeno in un ricordo.
Ho trovato interessante e inquietante La formica argentina, anche quando si fa ossessivo e monotono come l'andirivieni di una schiera di formiche, anche quando assomiglia ad un delirio onirico insetticida.

Infine La nuvola di smog, ha un alone romantico e fuligginoso, un sentore post( o pre?) apocalittico molto suggestivo.
L'amavo, insomma. Ed ero infelice. Ma come lei avrebbe mai potuto capire questa mia infelicità? Ci sono quelli che si condannano al grigiore della vita più mediocre perché hanno avuto un dolore, una sfortuna; ma ci sono anche quelli che lo fanno perché hanno avuto più fortuna di quella che si sentivano di reggere.
Tanta bellezza sparsa insomma e la possibilità di vedersi dentro piccole parabole d'amore (o presunto tale) che hanno tutte, alcune più altre meno, un'umanità commovente, un'universalità confortante e quella riconoscibile magia stilistica di Italo Calvino.

Commenti

  1. io sono sempre stata una grandissima lettrice, ed oggi come oggi sono più lettrice che mai!
    tuttavia sai che di Calvino non ho mai letto alcunché?
    dovrei rivedere la mia posizione, eh?

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    1. Rivedila e ti si aprirà un mondo 😉

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  2. Non mi hai mai indirizzato male e quindi, anche se non amo i racconti in genere, li leggerò!

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    1. Nemmeno io amo particolarmente i racconti (w i romanzoni obesi!), però per Calvino è tutto un altro discorso.
      Un bacio ;)

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