I Love Books: 59. Jude l'oscuro


Jude l'oscuro è un romanzo disperato, tragico e pessimista all'inverosimile. Se lo leggete in periodo di umor nero e latitanza di allegria potrebbe uccidervi l'anima e annientare i residui di serotonina rimasti in circolo nel vostro cervello. E' una delle cose più affette da tetraggine e disperazione che io abbia mai letto, è una minacciosa nuvola nera, una foschia sinistra, un trattato sul nichilismo.
Non lascia spazio alla speranza.
Eppure, in questo suo essere così struggente ed etimologicamente romantico, è una lettura passionale (sempre in senso etimologico) che scuote, stritola e non lascia indifferenti. Il coinvolgimento può essere di volta in volta fastidio, sollievo, rabbia, pace, guerra, può arrivare su binari a percorrenza lenta o tramite violente accelerazioni, ma è garantito.

Di Hardy avevo già letto con grande e pieno trasporto Tess dei D'Urberville, un romanzo ineluttabile, potente e indimenticabile, epopea di un'eroina tragica che ti straziava il cuore e lo faceva rinascere allo stesso tempo.
Già allora avevo sentito tutta la carica negativa e ombrosa della narrativa hardyana, la sua brutale sincerità antiromanzesca fatta di poche consolazioni per i personaggi e per il lettore, travolti allo stesso modo da onde di destino e forze ataviche incontrollabili, ostinate.

In Jude l'oscuro, come si intuisce già dal titolo poco luminoso, il pessimismo di Hardy è leopardiano, è esagerato, spietato e mentre in Tess il tragico era nobile, quasi epico, qui è deprimente e quasi grottesco; non c'è una pagina di Jude l'oscuro che non emani tristezza e non faccia sentire asfissia e grigiore.
Da questo punto di vista mi ha infastidita parecchio, l'ho trovato angusto e pesante, affetto da necrofilia.

La cosa che invece mi ha più conquistata di questo romanzo è la modernità della sua trama e il suo essere scandaloso per l'epoca in cui fu scritto (1895): la critica lo ribattezzò "Jude the obscene" e il vescovo di Exeter lo bruciò pubblicamente. Quest'anima maledetta e anticonformista mi ha incuriosita da subito e mi ha lasciato a bocca aperta mentre leggevo: è avanguardia pura.

Jude è un giovane orfano di estrema sensibilità che ama i libri e sogna un'istruzione accademica, aspirazioni che vengono bloccate sul nascere dal matrimonio infelice con la volgare Arabella.
Jude nel frattempo si innamora perdutamente di Sue, sua cugina e perfetta controparte femminile, donna acculturata e moderna, anche lei infelicemente sposata.
Il loro amore maledetto, itinerante e sempre in bilico tra coraggio e vergogna, è il cuore nero del romanzo.

L'istinto contro l'istituzione, l'ateismo contro la morale cattolica, la passione contro il puritanesimo, eros contro thanatos e viceversa. Ecco cos'è Jude l'oscuro.
Nelle sue pagine ci si sposa, ci si lascia, ci si risposa e ci si rilascia in un circolo vizioso senza soluzione e senza determinazione.
Un romanzo che fa molto riflettere sul matrimonio, sull'amore prima e dopo la firma istituzionale, sulla poca libertà di espressione che aveva a fine '800 e sullo spietato occhio sociale che lo giudica e condanna se fuori dalla norma.

Jude l'oscuro è sicuramente un'opera potente e se si ama almeno un po' Hardy e la sua vena fatalista e disfattista non si può non provare qualcosa leggendolo.
Non offre di certo conforto e non sorride mai al lettore, ma ha un'audacia e un senso di tipo contemporaneo degni della più vivace ammirazione.

Commenti

  1. Con questa recensioni non mi hai che incuriosito!

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    1. Bene! Hardy è un gran pessimista, ma scrive benissimo e con l'anima.
      A breve vorrei cimentarmi anche con un altro suo romanzo importante, Via dalla pazza folla. Sono un'autolesionista ;)

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  2. Me lo segno di sicuro, perché mi hai incuriosita, ma lo leggerò in un altro periodo perché questo non è esattamente il momento giusto... :-)

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