Serie tv mon amour: 36. Jessica Jones


Dark, newyorkese, introspettiva, ironica, malinconica, supereroistica con molta moderazione, intrisa di atmosfere noir e tensioni psicologiche, Jessica Jones è stata una scoperta molto gradita.

Non pensavo che questa serie tv Netflix mi appassionasse tanto, l'avevo immaginata postadolescenziale (è stata ideata da Melissa Rosenberg, sceneggiatrice di Twilight) e incentrata sul classico supereroismo fumettistico alla Marvel e invece è una cosa avvincente e originale.

Krysten Ritter, pallida creatura dai capelli corvini che sembra uscita dalla mente di Tim Burton, Biancaneve gotica con chiodo di pelle e biker boots, nasino all'insù alla Michael Jackson (!), merita già di per sé la visione, perché è anomala e di grande impatto visivo e perché è riuscita a dare un'anima rock e molto accurata alla figura potente e fragile della sua (anti)eroina.

Una gran femmina questa Jessica Jones, così solitaria e indipendente, una guerriera notturna con uno degli appartamenti più spogli e malmessi di tutta New York e uno stile di vita desolante e iperattivo diviso tra l'alcool per necessità e la necessità di salvare il prossimo (e, occasionalmente, se stessa).

C'è un trauma forte nel passato di questa donna che ha messo da parte le sue doti oltre natura e si è data alle investigazioni private, c'è una minaccia costante che deve essere fatta fuori, ma con razionalità e metodo, senza l'epica di chi ha una forza fuori dal comune.
Giusto qualche cazzotto o calcio sferzato di tanto in tanto con meravigliosa mascolinità.


I nerd appassionati di comics, superpoteri e tutine con mantello credo rimarranno delusi dalla tipologia della serie: l'umanità prevale sulle prestazioni straordinarie, gli effetti speciali scarseggiano e viene dato molto più spazio alla parte introspettiva rispetto a quella standard del genere che prevede esibizionismi aerei e atti di forza plateali.

Io che non sono un'appassionata di Daredevil, The Avengers e cose simili, l'ho amata molto per questa sua "normalità", per il suo intimismo.

A parte qualche duello in stile Street Fighter in cui Jessica spicca voli salterini con effetti speciali lievemente posticci, per il resto la serie rimane ancorata alla realtà, al dialogo, a ciò che superumano non è.

Killgrave (David Tennant), pericolosissima nemesi di Jessica, con il suo sferzante accento british e la vistosa teatralità verbale, è un villain molto particolare, un damerino mefistofelico che controlla la volontà altrui e non controlla le degenerazioni dei suoi feroci sentimenti per la protagonista.
Uno psicopatico sofisticato e meticoloso davvero ben scritto.


Tirando le somme, Jessica Jones è: normalità e licenze fantastiche contenute, una donna eroica e non una supereroina classica, un avversario monomanico e cerebrale tutt'altro che muscoloso, la lotta lenta e strategica contro un superpotere più subdolo e interiore degli altri, che richiede una forza che viene da dentro più che da nerborute esteriorità.

Non ci sono raggi laser o fulimini di Pegasus in questa serie ed è questo che me l'ha fatta amare, a sorpresa.

Commenti

  1. Ah, lieta che ti sia piaciuta alla fine! Da quanto scrivi mi sembra che la pensiamo punto per punto allo stesso modo: i motivi che sottolinei per motivare il gradimento sono gli stessi per cui l'ho amata io e per cui mi sono sentita di consigliarla anche (forse soprattutto) ai non amanti del genere. Poi mi hai fatto venire in mente anche un'altra cosa: finalmente una donna nel mondo Marvel di cui si nota più il carattere che le curve! Non parlo solo dei film, convivo con un marvelliano di ultimo livello e mi capita di gettare un occhio ai fumetti e di donne non ce n'è una "normale", non creata per non destare una scontata attenzione dei maschietti... Ora, non so come sia rappresentata Jessica Jones nei fumetti, ma almeno in questa serie è stata un'eroina cui noi fanciulle possiamo finalmente esser interessate, e non la solita Scarlett Johannson (bellissima e brava, per carità, ma non mi ha mai trasmesso nulla della sua Vedova Nera).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sono fidata e ti ringrazio del suggerimento :D
      Non so nemmeno io come sia nei fumetti, non so nulla di questo mondo, però nella serie la sua normalità è sicuramente una grande cosa.
      No ci resta che aspettare la seconda stagione!

      Elimina
  2. Appena ho un po' di tempo devo proprio recuperarla: ho letto il fumetto ed è subito diventato uno dei miei preferiti! ;)

    RispondiElimina
  3. Anche io l'ho apprezzata molto, per molti dei motivi di cui parli tu, e la reputo una delle migliori serie di questo autunno. Solo, ogni tanto, l'ho trovato un po' lenta e questo mi è dispiaciuto, perché la storia è molto interessante ma i tempi non sempre giusti la penalizzavano un po'... a ogni modo super promossa! :-)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Serie tv Netflix: 4. Anne with an E

I Love Books: 71. Sonata a Kreutzer

Buona vigilia!

I Love Books: 26. Il Circolo Pickwick

I Love Books: 40. Diari (di Sylvia Plath)

I Love Books: 60. L'idiota