Il mio parere su Anomalisa


Questi sono i tempi in cui l'animazione ha dentro un'anima, su questa straordinaria verità non ho più dubbi. Non ho più bisogno di distinguere le mie emozioni in base al tipo di tecnica cinematografica da cui provengono o l'umanità reale da quella artificiale.

Anomalisa è la conferma ulteriore di questa tendenza, è l'emblema perfetto dell'umano dentro il digitale, del pulsante dentro il tecnico.

Come da titolo, Anomalisa è un film anomalo, una surreale distorsione che solo una mente dedita all'anomalo come quella di Charlie Kaufman poteva elaborare.

La mente è infatti, come nel suo stile, al centro del film, processore andato in tilt, in stato confusionale e in difetto rispetto al resto del mondo, ricettore dalle frequenze disturbate.

Immaginate la ricerca di un'affinità elettiva, o ancora meglio di un amore, un uomo triste e solo che per uno strano difetto (fisico? psicologico?) sente le donne parlare con un tipo di voce a dir poco agghiacciante, moglie compresa.
Proprio lui che di mestiere fa l'oratore motivazionale e che predispone il pubblico all'incanto sonoro, vive in un incubo di corde vocali impazzite.


Poi, improvviso, l'eccezione, almeno in apparenza, a questa regola orrenda e condizionante, una voce diversa, fuori dal coro distorto, la sua candida e impacciata portatrice, Lisa, bruttina e ferita.

Che vuol dire Anomalisa? Cosa ha in mente? Che messaggio porta con sé?

Non so ben dirlo, ma l'idea l'ho trovata suggestiva, una deviazione totale rispetto ad una trama classica e una capacità di farne storia umana ed emozionale a livelli altissimi.
L'umanità di Anomalisa è sorprendente.

C'è una scena nel film, quella in cui i due protagonisti vanno a letto insieme, dotata di una profondità anche erotica, di una verosimiglianza espressiva, corporea e gestuale che lascia a bocca aperta, che dichiara umanità e verità da ogni angolazione.
L'animazione più adulta e fisica che abbia mai visto.
Il sesso, il corpo, il cuore e la mente avvicinati così tanto al vero, da turbare e coinvolgere in una perfetta illusione di realismo.



Merito di doppiatori raffinati (per Lisa Jennifer Jason Leigh, per Michael David Thewlis) le cui voci stimolano gamme sensoriali vaste o dei progressi stupefacenti della stop motion?
Non lo so, ancora una volta, ma scene così approfondite ed elaborate nei dettagli riescono ad impressionare chi guarda in maniera sconvolgente.

Chi ha più bisogno del reale?

Detto ciò, il film è una cosa assolutamente psicotica e nonsense o comunque dotata di un senso ampiamente interpretabile, ma sempre su binari romantici, in cui tra un'idea surreale e l'altra fa capolino la poesia, un'atmosfera lirica intrisa di tristezza, passione e compassione.

Questa una peculiarità che amo molto in Kaufman, quel suo non farsi capire completamente e allo stesso tempo quel suo creare dimensioni bizzarre dove ognuno può rifugiarsi e trovare bellezza.
Sceneggiature come quella di Essere John Malkovich o di Se mi lasci ti cancello non si dimenticano mai per il loro essere così candide e oniriche, così struggenti e inverosimili.


In Anomalisa la sensazione è ancora quella, le riflessioni nascono da fonti e situazioni kafkiane, da meravigliosi grovigli di insensatezza e saggezza quasi filosofica e nonostante tutti i deliri e le libertà mentali che il regista si prende, allo spettatore arriva sempre qualcosa di familiare, di comprensibile, di universale.

L'inspiegabile meraviglia di questo film, la sua stranezza di forma e contenuto, il suo essere qualcosa di simile ad un sogno/incubo, restano nel cuore, altroché se restano.

Commenti

  1. Per me il meno riuscito di Kaufman... però un gran film comunque. Lui è davvero un autore geniale!

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