Il mio parere su Perfetti sconosciuti



Perfetti sconosciuti mi è piaciuto proprio tanto, è un film sagace e sensibile come non mi aspettavo.
L'avevo lasciato andare per abitudine al disinteresse verso certa cinematografia italiana pop, ma poi ne ho sentito parlare bene e sono andata a cercarlo una sera d'estate.

Non è la solita disamina composta e buonista di amore, sesso e bla bla bla, ma un sottile e teatrale gioco di performance, un'arena ora comica ora drammatica dove la verità si spoglia e la tensione cresce a dismisura.

Paolo Genovese piazza delle pedine e ci gioca davanti allo spettatore, divertendolo, incuriosendolo, agitandolo, con la giusta furbizia e una lodevole intraprendenza nella costruzione dell'intreccio e nell'uso della parola.

Sette amici di vecchia data, tre coppie sposate e uno (pseudo)scapolo, un'abbondante cena a casa di due di loro, un gioco proposto per caso e diventato imposizione, la perdita di controllo, di contegno, di ritegno.
Fuori c'è un'eclissi di luna e dentro un reciproco e spietato puntarsi contro i riflettori, conoscersi e disconoscersi.

Le bugie lunghe una vita o anche quelle recenti, le falsità, le zone d'ombra transitano nell'aria sempre più pesante e vengono prese all'amo, una per una, dalla più innocua alla più dolorosa.


Chi viene messo alla berlina, chi viene messo in luce: tutti sono messi male.

Il breve richiamo sonoro proveniente dai telefonini, quell'irresistibile necessità di cliccare, aprire, far scorrere dita su schermi luminosi per svelare l'istantaneità di un messaggio, è un canto di sirene, una necessità spasmodica, è una delle forme più attuali dell'esserci.

Sono sempre innocui inviti a calcetto nel gruppo di whatsapp o mail di lavoro o notifiche prive di conseguenze quelle che sputano fuori gli smart phone di questa gaia combriccola o c'è dell'altro?
E se ci fossero di mezzo tradimenti, segreti hot o segreti complessi?


Le relazioni contemporanee possono essere così esposte al pubblico ludibrio, possono avere così punti deboli e zone di smascheramento nella dimensione ipersocial in cui viviamo.
Basta un beep rubato o uno scambio di identità telefoniche per perdere ogni forma di credibilità.

Perfetti sconosciuti parla di questo, lo fa con modalità teatrali e verosimiglianza talora debole, ma fa riflettere, fa sorridere, invita all'osservazione psicologica di questi fragili animali tecnologici che sono i protagonisti, che siamo noi, così evoluti e così dipendenti da oggetti totem portatori e detrattori di vita.

Ho pensato spesso a Carnage vedendo il film, a quel tipo di massacro relazionale in un interno borghese che parte con le migliori intenzioni sociali e si trasforma piano in un ring di sospetti e di dichiarazioni ad impatto sismico.


Gli spostamenti sono ridotti al minimo anche qui, il campo da gioco/di battaglia è intorno ad un tavolo, la scena non cambia, ma non mancano colpi di scena, colpi al cuore specialmente per quel che riguarda il personaggio interpretato da Giuseppe Battiston. Il suo monologo/dichiarazione a fine film mi ha molto commossa.


Gli attori di Perfetti sconosciuti sono i nomi migliori del nostro attuale panorama cinematografico leggero e sono tutti molto bravi, perfetti nel passarsi la palla o la patata bollente, nel creare una geometria perfetta di botta e risposta, di azione/reazione, nel dare l'idea di una comitiva affiatata ma anche avvelenata.

Insomma, un film davvero piacevole, che ha le modalità intriganti del gioco, le nevrosi di una terapia di coppia, la scrittura precisa ed elegante di una pièce teatrale, la capacità insolita di essere brillante ma anche cupo, commedia e anche, ironicamente, tragedia.


Commenti

  1. Che bello Carnage! Quella tensione sempre alta nella quattro mura di casa senza mai oltrepassarle.

    Questo film mi incuriosisce molto, ad alcuni non è piaciuto. La critica più "feroce"? Il cinema italiano non ha abbastanza denaro per permettersi un contesto spettacolare.

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    1. Carnage spettacolo cinico e indimenticabile, l'ho amato!
      Perfetti sconosciuti assolutamente da vedere, te lo consiglio ;)

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  2. La differenza fra Carnage(e tutto il grande cinema) e questo film sta nell'incapacità di far male veramente, di arrivare a fondo. Il finale consolatorio distrugge tutto quello che di buono è stato creato prima. Perchè questo è un mondo senza speranze, esattamente come l'umanità marginale ritratta nel film. Perchè non randellarla a sangue? Non è quello che nascondi nel cellulare il problema: il problema è usarlo e sono i minchioni che ci affidano la vita.

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    1. A me il finale doppio non è dispiaciuto, anzi l'ho trovato spiazzante.
      Non fa male come Carnage e non ha nemmeno la metà del suo corrosivo cinismo, ma è comunque un film interessante, che fa pensare :)

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  3. La rivincita del cinema italiano, che quest'anno sta riservando le sorprese migliori.
    Un film quasi perfetto e ormai certo non più sconosciuto. :)

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    1. Ci sono arrivata tardi, ma sono contenta di aver superato la diffidenza. Spesso mi perdo cose molto carine per una specie di automatismo/indifferenza verso le uscite nazionali. Devo smetterla, dannazione!

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  4. Sono contenta ti sia piaciuto, io ho trovato questo film una delle pellicole migliori del cinema italiano degli ultimi anni, davvero riuscito! ;-)

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