I Love Books: 40. Diari (di Sylvia Plath)


Leggere i Diari di Sylvia Plath è stato struggente.
Un'esperienza molto delicata e passionale, nel senso preciso di pàthos come sofferenza, per questo consiglio di leggere questo libro solo agli animi più pazienti e raffinati, solo a chi è realmente interessato ad entrare nel mondo cupo e lacerato di Sylvia Plath, la poetessa-scrittrice di Boston morta suicida, e diventata di culto, che scrive da far male.
Sia chiaro, non ci si diverte leggendo i Diari, tutt'altro: il senso di asfissia è sempre all'agguato, la claustrofobia non dà tregua, l'insoddisfazione di Sylvia diventa contagiosa e stancante; è una lettura che può condizionarti la giornata.
Eppure è un onore, un dono di bellezza leggere questi diari, le ore spese a farlo sono ore di meraviglia, martirio, estasi, introspezione benefica, ore di vita.

La sensazione costante che ho avuto leggendo è stata quella di spiare e stuprare l'intimo di Sylvia, ma ho provato anche un grande senso di empatia, di comprensione e solidarietà verso questa donna pazzesca.
Mi sono rispecchiata, fino a sentire dolore, nei pensieri e nelle tempeste interiori di Sylvia, ho provato familiarità e ho visto spesso me stessa e un po' di ogni donna dentro quelle pagine preziose e fervide.

Il modo in cui Sylvia descrive la difficoltà di scrivere e il forte desiderio di farlo è straziante, il dissidio costante tra immaginazione scalciante e difficoltà nel partorirla è qualcosa di martellante ed è praticamente il tema onnipresente in 12 anni di diari. Per la Plath l'attività di scrittrice non è (solo) una velleità di grande fascino, ma una faticoso lavoro, un impegno difficile da mantenere e portare avanti, una professione spesso usurante che può corrodere i nervi e l'esistenza.

All'interno dei Diari c'è anche la ricerca dell'amore e il profondissimo amore per il poeta Ted Hughes in particolare, una fervida curiosità sessuale, il senso di ingiustizia per la condizione femminile, la voglia fisiologica di maternità e di conformismo da moglie e il disgusto verso questo tipo di gabbia sociale, il dissidio tra vita pratica e vita letteraria, la voglia narcisistica di essere pubblicata e di farsi conoscere, e tante altre sensazioni, attitudini umorali e depressioni che noi donne, per lo meno le più complicate, conosciamo bene.

Gli sprazzi di entusiasmo e di ottimismo non mancano, ma sono sempre in equilibrio precario, troppo accesi per durare a lungo e sempre più deboli man mano che si va avanti.
Sylvia era una donna estrema, nel piacere e nel dolore, e non ha avuto un attimo di stabilità emotiva dentro di sè, è stata un vulcano ora in eruzione ora in sofferta implosione.

I Diari sono una bellissima opera, mi hanno colpita nel profondo e sono diventati parte di me. Non è un semplice libro in edizione Adelphi a poco più di 10 euro: è una vita.

(Adesso sono alla ricerca disperata di questo film inedito in Italia con Gwyneth Paltrow nel ruolo di Sylvia; se qualcuno ne sa qualcosa mi faccia sapere, ho un disperato bisogno di vederlo!).


 Alcuni stralci dei Diari che ho scelto per voi:

"...Ma anche le donne hanno delle voglie. Perchè devono essere relegate al ruolo di depositarie di emozioni, custodi dei bambini, nutrici dell'anima, del corpo e dell'orgoglio dell'uomo? Essere nata donna è la mia terribile tragedia."

"Quello che mi spaventa di più, credo, è la morte dell'immaginazione. Quando il cielo lassù è solo rosa e i tetti sono solo neri: quella mente fotografica che paradossalmente dice la verità, ma una verità senza valore, sul mondo. Io desidero quello spirito di sintesi, quella forza plasmante che germoglia, prolifica e crea mondi suoi con più inventiva di Dio. Se sto seduta ferma e non faccio niente, il mondo contina a battere come un tamburo lento, senza senso. Dobbiamo muoverci, lavorare, fare sogni da realizzare; la povertà della vita senza sogni è troppo orribile da immaginare: è il peggior tipo d pazzia; il tipo con le fantasie e allucinazioni sarebbe un sollievo degno di Bosch."

"Troverai rifugio nella vita domestica e soffocherai cadendo a testa in giù nella terrina con l'impasto per i biscotti...Ma devo rientrare nel mondo della mia mente creativa: sennò nel mondo delle torte e dello stinco di bue, muoio."

"Ora sono inondata di disperazione quasi isterica, sull'orlo del soffocamento. Come se un grosso gufo nerboruto mi stesse accovacciato sul petto, con gli artigli arpionati stretti intorno al cuore."

"...l'Uccello del Panico che mi sta sul cuore e sulla macchina da scrivere."

"Perchè non riesco a tuffarmi nella scrittura? Perché ho paura di fallire prima ancora di incominciare."

"Non voglio che si dica niente contro Ted, tanto meno che è pigro o inetto: io so che lavora sodo, ma chi guarda da fuori non lo vede, perché pensa che scrivere significhi starsene comodi a casa a bere caffè e a gingillarsi. Un passatempo."

"Mi sento disarmata quando penso che la mia scrittura non è niente, non porta a niente: perché non ho altro da fare - né nell'insegnamento né nell'editoria. E mi sale un senso di colpa perché ho tutto il tempo per me."

"Scrivo come se ci fosse qualcuno che mi tiene d'occhio. Il che è fatale."

"Le idee mi tiranneggiano - le idee del mio superego geloso da stronza-regina."



Commenti

  1. Ciao, il film non è inedito in Italia. Ecco il dvd http://www.ibs.it/dvd-film/sylvia/christine-jeffs/8034108788371_.html

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    1. oh, grazie anonimo, non sapevo si trovasse il dvd, buono a sapersi! :D

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  2. Mamma mia! Conoscevo la storia di questa poetessa, ma penso che eviterò accuratamente di leggerla. Ho già le mie paturnie...

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    1. anche io ho le mie paturnie, ma leggere di donne che hanno altre paturnie è un buon rimedio calma-paturnie ;)

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  3. Ho perso il conto delle volte che ho riletto questo libro. Concordo con le tue parole, è un "diario" che non ti lascia con sensazioni felici né tanto meno è indolore. La vita di Sylvia entra in te mentre leggi, ed è come accarezzarla per un momento. Sarà che io amo particolarmente scrittori del genere e la Plath è stata qualcosa di superbo. Pagine e pagine di paure che in qualche modo sono un po' lo specchio di quelle di qualsiasi donna, io penso.

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    1. lo penso anch'io Violet, Sylvia è una di noi e leggere i suoi diari è doloroso ma anche immensamente consolante!

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  4. Grazie per la recensione, ho appena aggiunto il libro alla mia wish list :)

    Valentina
    www.peekabook.it

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    1. di niente, grazie a te! Spero ti piaccia e che tu riesca a trarne riflessioni benefiche e profonde come è capitato a me leggendolo :D

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  5. Non vedo l'ora di leggere questo libro.
    Io conosciuto la Plath tramite "Specchio", una poesia che mi è piaciuta così tanto da inserirla nel mio blog. Me ne sono innamorata. Volevo iniziare da "campana di vetro", ma anche "diari" mi ha sempre attirato. Credo ci voglia una predisposizione psicologica per entrare nel suo mondo.

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  6. hai ragione, è una lettura che richiede predisposizione psicologica e sensibilità...La campana di vetro è inserito nella mia wish list, sono molto curiosa a riguardo!
    Buona lettura dei Diari, goditeli ;)

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