I Love Books: 37. La fiera della Vanità
Ci sono libri lunghi che sembrano brevissimi, libri brevi che sembrano non finire mai e libri lunghi che rimangono lunghi proprio come appaiono. La fiera della Vanità di William M. Thackeray per me rientra in quest'ultima categoria Non è tanto la mole di pagine (comunque piuttosto elevata, circa 870 pagine), quanto il prolungarsi in un'estensione estrema della vicenda principale, una dilatazione a tratti esasperante del cuore del romanzo, un cuore vivace, divertente, sbarazzino ma troppo pigro e lento. Il difetto de La fiera della Vanità , a mio avviso, risiede proprio in questa lentezza, in questo amabile ma snervante chiaccherare dell'autore, che osserva, descrive, si sofferma, temporaggia, cazzeggia, vede gente, fa delle cose (!) senza decidersi mai a ingranare la marcia e sgommare a tutta velocità verso la meta finale. Se non fosse per questo "passeggiare" eccessivamente rilassato di Thackeray , il romanzo sarebbe una bomba, perché ha uno spirito ...