Il "gioco freddo" dei Coldplay si scalda
Chi come me ha adorato per anni il Chris Martin pallido e malinconico dalla voce struggente capace di inciderti il cuore, rimarrà in parte deluso nell'ascoltare il nuovo variopinto album Mylo Xyloto e nel ritrovare l'etereo britannico in versione super cool, super gasata, super solare, quasi disco-dance. Ebbene si, Mylo Xyloto fa ballare, scioglie i legamenti e scuote i muscoli, crea un automatico impulso di movimento e saltello in chi lo ascolta e ciò stupisce e delude al tempo stesso: che fine ha fatto quella deliziosa sensazione depressa e romantica che si provava ascoltando certi pezzi, da Trouble a The Scientist , da Yellow a Green Eyes ? Dov'è la solita poesia melodica e delicata, la voce sussurata e tenera, lo struggimento in puro stile Coldplay? In parte è svanito e il mio lato incline al solitario e doloroso romanticismo alla giovane Werther se ne rammarica. Eppure tutto questa ventata positiva e cromaticamente accesa, i motivetti belli svegli e frizzanti, gli o...