L'amore è potente, non c'è scampo. Se è amore giovane, quello acerbo e totalizzante dei diciassette anni, è più che potente, è la vita stessa che prende forma e impatta, è il debutto all'esserci, al sentirsi e al sentire. Prima di provare un amore giovane nessuno è davvero vissuto. L'amore di Elio e Oliver è un detonazione di vita, un concentrato di sconsideratezza ormonale, squilibrio psicofisico, overdose di sensi e di baci, abbandono all'estasi senza il triste contegno di chi sa che non potrà durare. Una cosa che pulsa e palpita forte. Il loro è un carpe diem di estiva pienezza, un darsi e dare senza pensare a ciò che si perderà, a ciò che ne uscirà rotto. C'è qualcosa di violento e sensuale nel loro inesorabile catturarsi, c'è il nuovo che aspetta di essere inaugurato e c'è il già noto che ha bisogno di essere rinnovato. C'è l'età della fragilità e della libertà totale di essere fragili e c'è l'età un po' più consa...
Se amate Downton Abbey , l'Inghilterra d'epoca con la sua eleganza rituale, le saghe familiari dal respiro esteso, le descrizioni minuziose che danno l'illusione di essere fisicamente dentro le pagine, i romanzi affollati, Gli anni della leggerezza , primo volume de La saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard , (autrice riscoperta dalla Fazi editore , casa editrice a cui dedicherei un altare di riconoscenza letteraria), sarà pane per i vostri denti. Io amo tutte queste cose ed inevitabilmente ho trovato molta gioia nella lettura di questo libro. Mi si è aperto un mondo che ho preso a sorsate come una tazza di tè caldo, senza ingordigia, ma con una sensazione rinfrancante ad ogni seduta di lettura. Questo tipo di narrazioni così ampie e generose, con il loro taglio panoramico, quasi cinematografico, col loro scambio dinamico di punti di vista, non annoiano mai, non si ripetono mai. Conoscere uno per uno, nell'intimo, fino ad arrivare ai loro pensieri più appa...
Boh, che dire di Moonrise Kingdom (di Wes Anderson , 2012), non ho capito se mi è piaciuto o meno, mi ha affascinato esteticamente ed infastidito umanamente, l'ho trovato bellissimo e vuotissimo, estremamente indie nello stile e indigente nello spessore. Tutto giocoso, colorato tipo cartonato, fortemente iconico e ironico dentro questo film, tutta la riconoscibile e divertente hipsteria di Wes Anderson , quella che mi ha fatto amare i suoi precedenti film, ma questa bella confezione retrò e fiabesca, se provo a sfondarla con l'immaginazione, mi sembra non abbia nulla dentro o al massimo un animo striminzito e scialbo. In sostanza - non mi odiate per questo- mi è sembrato un film superficiale, o meglio scioccherello. Mi sono sforzata di leggerci un significato più profondo e colto, ho cercato di associare la fuga dei due ragazzini alla sublime fuga musicale dell'overture senza ricavarne un senso di soddisfazione e sentendomi anzi un po' scema e priva degli strume...
Un altro libro di questa mia estate è stato Ho sposato un comunista di Philip Roth . Dire che mi è piaciuto è poco, troppo poco, direi che è riusciuto a coinvolgermi persino più di Pastorale americana , che di base è uno dei romanzi che mi hanno più bersagliata emotivamente nella storia pluriventennale delle mie letture. A dispetto del titolo simpaticamente spensierato, Ho sposato un comunista , è la storia di una tragedia, di un amore strambo e sproporzionato che finisce in macerie, di un uomo e una donna che finiscono in rotta di collisione sentimentale, di un fallimento ideologico e personale, di un credo politico fortissimo e condizionante che riesce a dominare ogni scelta di vita fino a diventare sterile e patetica ossessione, di una società, quella americana degli anni del maccartismo, che vive di pettegolezzi, liste nere e ansioso spionaggio fino a risultare tristemente paranoica. Ma è anche la storia di un ragazzo, della sua formazione letteraria e politica, dei suoi ma...
Ho appena finito di leggere L'assassino cieco della grandissma scrittrice canadese Margaret Atwood , e sono felice perché ne ho tratto godimento dalla prima all'ultima pagina. Che romanzo, che scoperta! La Atwood ha una scrittura incantevole, in cui ogni parola si adagia perfettamente e dolcemente sull'altra creando frasi, periodi, descrizioni così belle e vibranti da volerne centellinare la lettura, da volerne ripetere l'effetto più volte con un moto di incantata soddisfazione. La vicenda narrata si dipana su due livelli che si alternano fra loro: da una parte il racconto dell'ottantaduenne Iris Chase , erede di una ricca dinastia canadese, che rievoca il passato e le sue vicende familiari sullo sfondo dei grandi eventi storici del '900; dall'altra parte gli stralci di un misterioso romanzo dal titolo "L'assassino cieco" scritto dalla sorella di Iris , Laura , morta suicida. Il tutto inframezzato da lettere e articoli di giornale ...
Terzo appuntamento con i Cazalet, ennesima conferma di quanto ho già detto a proposito del primo e del secondo volume. Atmosfere dense e descrizioni che riescono a far vibrare anche la quotidianità, anche il minimo in termini di narrazione. Stavolta la copertina è di un bellissimo verde petrolio scuro e il titolo, Confusione , fa pensare a tentativi di mettere in prospettiva, di mettere ordine e ad una caotica mancanza di appigli dopo l'atto di rottura violento della guerra. In effetti i fatti narrati in questo terzo volume non hanno contorni definitivi e sono ancora esterni e sparsi rispetto all'ordinata regola borghese della famiglia, rispetto a quell'andamento vittoriano o segretamente antivittoriano delle prime fasi. Che dire... Questi inglesi del Sussex sono ormai parte integrante della mia avventura senza fine da lettrice, sono lì raffinati e turbati da qualcosa o qualcuno che c'è o non c'è più, avvolti di charme inglese e complessità psicologic...
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