L'amore è potente, non c'è scampo. Se è amore giovane, quello acerbo e totalizzante dei diciassette anni, è più che potente, è la vita stessa che prende forma e impatta, è il debutto all'esserci, al sentirsi e al sentire. Prima di provare un amore giovane nessuno è davvero vissuto. L'amore di Elio e Oliver è un detonazione di vita, un concentrato di sconsideratezza ormonale, squilibrio psicofisico, overdose di sensi e di baci, abbandono all'estasi senza il triste contegno di chi sa che non potrà durare. Una cosa che pulsa e palpita forte. Il loro è un carpe diem di estiva pienezza, un darsi e dare senza pensare a ciò che si perderà, a ciò che ne uscirà rotto. C'è qualcosa di violento e sensuale nel loro inesorabile catturarsi, c'è il nuovo che aspetta di essere inaugurato e c'è il già noto che ha bisogno di essere rinnovato. C'è l'età della fragilità e della libertà totale di essere fragili e c'è l'età un po' più consa...
Ciao, TUTTI i post di questo mio blog-pezzo di cuore rimarranno qui per chi vorrà ancora leggerli, questa sarà sempre la loro casa, ma io ho preso i miei libri e mi sono trasferita qui . Se volete passare per una visita sono contenta.😘
Oggi è la festa della donna e parlo di un film visto ieri sera che, volendo dire una cosa un po' superata e demodè, piace soprattutto ai maschietti, o almeno credo: Drive . A me non è piaciuto affatto e non (solo) perché sono donna. L'ho trovato lento nel senso letterale del termine, cioè proprio rallentato, un film d'azione in cui le scene di azione sono "inattive" e avvengono soprattutto in ralenti , con uno stile cadenzato in cui anche la più brutale delle ammazzatine sembra un balletto di danza classica. La bella colonna sonora vagamente anni '80 su titoli di testa color rosa-evidenziatore , i lunghi silenzi iniziali carichi di tensione particolare si perdono per strada e dal film ricercato che mi aspettavo di vedere sono passata ai soliti rombi di motore e alle raffiche di spari che tanto mi annoiano al cinema. Cambia lo stile ma il contenuto è sempre quello. Ryan Gosling , celebrato ovunque come il punto di riferimento più alto del cinema cont...
Dopo aver affrontato l'ermetismo e la poca immediatezza de L'idiota , ho sentito il bisogno psicofisico di un po' di freschezza e di conforto e ho optato per un'opera di Jane Austen . Di questa Signora della Letteratura avevo letto solo Orgoglio e pregiudizio e Emma , ma tanto è bastato a farmi amare il suo garbo nello scrivere e quell'ironia, quella furbizia e quella capacità di sondare l'umanità e le sue mille peculiarità caratteriali con piglio leggiadro e mai appesantito, con toni sfiziosi e acuti. Basta poco per capire che leggere Jane Austen non è una scelta come un'altra, che l' austenismo è uno stato mentale, un modo di sentire e di volersi sentire, di volersi bene e di donarsi delle piacevoli sensazioni; ha a che fare con qualcosa di simile alla felicità domestica, al tepore natalizio, all'ordine e alla serenità del pensiero. E' un tipo di lettura calmante perché bucolica, ma anche eccitante perché mondana e intessuta di stra...
Di solito Austenland è uno dei posti letterari migliori in cui trovare rifugio dalle tensioni e dai magoni. D'estate poi è anche una forma mentale di riparo termico; sarà tutta quella campagna inglese che termina quasi sempre con il suffisso -shire, il suo dispensare natura verde e piogge improvvise, il modo in cui Jane la descrive tuffandovi dentro i suoi personaggi, fatto sta che tutto ciò mi calma e mi dà refrigerio. Stavolta però qualcosa è andato storto, non so se nella mia percezione del testo o nel modo in cui Jane l'ha scritto; non ci siamo capite, non ci siamo piaciute affatto. Dei sei romanzi maggiori della scrittrice mi resta da leggere solo L'abbazia di Northanger , ma al momento posso dire che Persuasione , che è il suo ultimo romanzo (pubblicato postumo), è decisamente il peggiore. L'ho trovato così noioso e così poco austeniano da sentirmi scoraggiata fin dalle prime pagine, quelle in cui di solito Jane riesce a creare un'atmosfera e ad agga...
Non ho mai letto la trilogia di Stieg Larsson né visto la versione cinematografica svedese per cui il mio approccio a questo film è stato assolutamente vergine e privo di termini di paragone. Mi ha spinto a vederlo il semplice fatto che a girarlo sia stato David Fincher perché ad un film di David Fincher non dico mai di no, mi piace il modo in cui questo regista mi inquieta e mi rende cupa eppure mi esalta al tempo stesso. Dunque... Mi sono innamorata al primo sguardo del personaggio di Lisbeth Salander , e di Rooney Mara che la interpreta in modo magistrale. Da tempo non vedevo al cinema una figura di donna così outsider, coraggiosa e timidamente feroce, una cazzuta insomma . Certe sequenze che la vedono protagonista sono pura epica del riscatto del sesso debole , meravigliosa liberazione dai canoni classici femminili e godurioso trionfo di violenza verso esseri maschili abietti e schifosi. Dio, ho amato questa donna alla follia mentre torturava e tatuava il suo stupratore, ...
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