L'amore è potente, non c'è scampo. Se è amore giovane, quello acerbo e totalizzante dei diciassette anni, è più che potente, è la vita stessa che prende forma e impatta, è il debutto all'esserci, al sentirsi e al sentire. Prima di provare un amore giovane nessuno è davvero vissuto. L'amore di Elio e Oliver è un detonazione di vita, un concentrato di sconsideratezza ormonale, squilibrio psicofisico, overdose di sensi e di baci, abbandono all'estasi senza il triste contegno di chi sa che non potrà durare. Una cosa che pulsa e palpita forte. Il loro è un carpe diem di estiva pienezza, un darsi e dare senza pensare a ciò che si perderà, a ciò che ne uscirà rotto. C'è qualcosa di violento e sensuale nel loro inesorabile catturarsi, c'è il nuovo che aspetta di essere inaugurato e c'è il già noto che ha bisogno di essere rinnovato. C'è l'età della fragilità e della libertà totale di essere fragili e c'è l'età un po' più consa...
Finalmente ho visto The Help e posso dire la mia in proposito! Dunque il film è bello, mi è piaciuto, eppure ho avuto la sensazione di qualcosa di mancante, non so come spiegarlo, forse me lo aspettavo più di qualità, più "colto" in un certo senso , più "impegnato" e invece, pur nella delicatezza tragica del tema trattato, ha un lato quasi comico, buffo e disimpegnato che non mi aspettavo. Ma questo non è un difetto, anzi; diciamo che mi aspettavo un filmone strappalacrime e invece ho assistito ad un un film "beffardo" e dall'approccio alternativo al tema razziale . La ricostruzione ambientale e mentale dei primi anni '60 è impeccabile, un po' alla Mad Men se vogliamo, con un trionfo di tinte pastello, gonne a ruota e bottiglie di Coca-Cola vintage, per cui l'estetica del film è solare e gradevolissima, e credo sia questa la (mia) chiave di lettura del film: mostrare la cattiveria e l'ignoranza più becera celate da un'ipocri...
Argo (di Ben Affleck , 2012) è un film serio e con ciò non intendo dire che sia serioso ma che è stato fatto con giudizio, cura e rispetto, con grande umiltà, senza colpi di testa di stile ed esaltate licenze registiche. E' un film, tutt'altro che montato, su una montatura! Ben Affleck è consapevole di essere un attore mediocre e dalla carriera non raffinatissima e sembra quasi voler chiedere scusa se uno come lui da un po' di anni si dedica con successo alla regia (scuse pienamente accettate Ben!); ho percepito come una costante e piacevole modestia in questo film, un senso di riguardo, di semplicità generale e di autoironia quanto basta. Il risultato finale è un gran bel film che, sfruttando una storia (vera) di per sé sorprendente, non mira a stupire, a cercare l'estremo, ma a raccontare nel modo più pulito possibile - senza ideologie, dietrologie, posizioni e mosse pazzesche - un pezzo pazzesco di storia politica americana contemporanea. Nel '79, d...
Non sono mai stata una grande fan della mimica e della gestualità afona del cinema muto; va bene il bianco e nero, ma al cinema ho sempre voluto sentire oltre che vedere; infatti non ho mai amato particolarmente Charlie Chaplin e il genere slapstick . Ricordo ancora, mentre preparavo l'esame di Storia e critica del cinema, di aver provato un senso di sollievo durante la lettura del paragrafo dedicato al 1927 , anno in cui venne introdotto per la prima volta il sonoro con il film The Jazz Singer : finalmente gli attori parlavano invece di fare pantomime enfatiche e grottesche davanti la cinepresa! Insomma diciamolo, il cinema muto è pieno di fascino e grazia ma è un cinema essenzialmente "difettoso", mancante di qualcosa di assolutamente fondamentale alla sua piena espressione e godibilità. Ora mi chiedo, perché ritornare alle origini se non per far sfoggio di raffinata cinefilia e nostalgico snobismo? Perché Michel Hazanavicius ha sentito il bisogno di privar...
Ieri sera al cineforum del venerdì hanno proiettato Restless- L'amore che resta di Gus Van Sant e sebbene sapessi che si trattava di roba triste e struggente da lacerare il cuore (d'altronde quando mai Gus Van Sant ha fatto film allegri?) non ho potuto resistere alla tentazione di andarmi a fare un bel piantino e un bell' intreccio di nodi alla gola. Non è andata proprio così però: roba triste e commozione sì, ma con stile, classe e intelligenza. Nulla di patetico o tragico che vira nel tragicomico, nulla di sciocco di quella sciocchezza banale che pervade i film di amore e morte, nessuna spettacolarizzazione commerciale del deprimente e del doloroso, solo tanta delicatezza e un approccio originale e "diversamente triste" allo stilema classico della dipartita in giovane età. Restless è un film delicato, aggraziato, che ha dentro qualcosa di mostruoso che riesce ad apparire sereno e roseo, come le guance di pesca di Mia Wasikowska , sbarazzino come il suo t...
Ok, ho aspettato fino ad oggi per rispetto verso chi guarda X Factor 6 su Cielo la domenica sera, e finalmente adesso posso dirlo: i Frères Chaos sono fuoriiiiiii. E con ciò non intendo tanto dire che sono usciti dal programma, ma che sono usciti da ogni forma di educazione, decoro e decenza, scivolando rovinosamente verso il terreno del ridicolo e del bambinesco. Io me lo sentivo che il ragazzo-cherubino era convinto di essere dio e che il duo era in realtà un trio in cui il terzo componente era il suo massiccio ego, ma che si arrivasse a tanto non me l'aspettavo. E' stato un momento di televisione ridicola e divertente come non se ne vedeva da tempo. Perfino quella bambolina simil-Natalie Portman di sua sorella, che sembrava tanto dolce e lolita, si è trasformata in una poco elegante tipa da rissa. Vederla così accanita contro Elio , con quelle movenze nervose e scomposte da pulce è stata una delusione, la perdita di ogni forma di stile, lo charme silenzioso che diven...
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