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Il mio parere su Animali notturni

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Tenebre e bellezza, Animali notturni  ( Nocturnal Animals , di Tom Ford , 2016) ruota attorno a questi due poli determinanti e non smette un attimo di turbare e offrire eleganza allo spettatore. Il thriller notturno in un Texas disturbante si fonde con qualcosa di intimo, romantico, introspettivo e bellissimo. L'agitazione dell'insonnia e il silenzio della riflessione. Volendo usare una metafora sartoriale Animali notturni è un abito di velluto nero dark di fattura pregiata, di impatto scandaloso, dal potere tenebroso e seduttivo. Gli occhi cerulei di Amy Adams carichi di tristezza e umida lucidità, la sua pelle di porcellana che emana chiarore, i suoi lunghi splendidi capelli carota che incorniciano l'insieme, vengono sublimati dall'occhio registico di Ford e restituiti a noi che guardiamo come pura energia estetica e come analitica resa del sentimento, della psiche e dei suoi mutamenti. Quando Susan / Amy Adams inforca i suoi bellissimi occhiali da lettur...

Il mio parere su Animali fantastici e dove trovarli

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( Premessa doverosa: non sono una fan integralista della saga di Harry Potter . Ho visto tutti i film, ma non li ho rivisti più volte, non ho letto i libri, non ricordo o non conosco particolari, sottotesti e filologie varie, sono quasi babbana e No-Mag in questo senso, perciò ho visto questo spin-off o prequel o film tratto da uno pseudobiblium come qualcosa di indipendente e a sé stante. Ed è così che ne parlerò, da (semi)profana, senza harrypotterismi analitici.) Vorrei fare un viaggio nella mente di J.K. Rowling , esplorare quelle sconfinate distese cerebrali in cui nascono e crescono storie di magia occhialuta e animali fantastici dai nomi bizzarri. Deve essere un posto meraviglioso e io ci sprofonderei come Alice in Wonderland. La sua capacità di elaborazione fantastica è prodigiosa e multidirezionale, questa donna partorisce mondi e creature che incanteranno per decenni, forse perfino secoli, noi terrestri bisognosi di magia ed evasione, che non sia l'evasione idiota ...

I Love Books: 131. Armadale

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Vi avevo parlato qui ,   all'inizio dell'anno, della mia scoperta di Wilkie Collins e del genere-mondo che mi si è aperto davanti. A distanza di mesi mi sono buttata a capofitto su un altro suo romanzo formato king size, Armadale , ed è stata ancora una volta una dipendenza, un piacere autentico:  Collins calamita  e io magnete. Beato chi legge Collins perché dimenticherà se stesso, le sue angustie e le sue coordinate anagrafiche e sociali durante la lettura. In periodi di umor nero e nuvole ostinate sulla capoccia, Collins potrebbe aiutarvi ad evadere. Dunque, perché leggere Wilkie Collins e nello specifico Armadale , storia di due uomini che portano lo stesso nome e cognome e di qualcosa di terribile che pende sui loro destini: - perché siamo al cospetto di un genere piuttosto sui generis nel panorama inglese ottocentesco. Oltre Dickens e i suoi avventurosi giovincelli indigenti (mondo peraltro altrettanto magnifico e necessario da leggere) c'è il suo gra...

3 serie tv che sto vedendo adesso (e che non dovreste perdervi)

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The Young Pope : se ne sta parlando come fosse la reale elezione di un nuovo Papa, è la serie tv del momento e la amerete se amate Sorrentino , che qui sorrentinizza ogni cosa dando vita ad uno spettacolo grottesco e lirico tipicamente suo. Quindi se non vi piace Sorrentino lo detesterete. Non ci sono possibilità intermedie. Lenny Belardo è follia pura in ambito ecclesiastico, è la Chiesa che incontra il divismo, è il fumo di una sigaretta che si sostituisce all'incenso, è la parola non più buona ed evangelica, ma dissacrante e cinica. È ridicolo, è saggio, è divertente perché assolutamente inverosimile, è il concetto di Sua Santità che diventa Sua Maestà, è un delirio della mente di Sorrentino che Jude Law ha sposato con devozione. Cherry diet coke a colazione, pose da poser, ragionamenti sprezzanti, questo papa giovincello e bellissimo vi farà perdere la testa o la fede. Personalmente pendo dalle sue labbra come la sua onnipresente, onnipotente sigaretta e sono iperc...

I Love Books: 130. Una storia comune

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Una storia comune, proprio così. L'esatto opposto di una vicenda insolita. Una storia in cui è facile rispecchiarsi, vecchia come il mondo, necessaria come l'esperienza, dedicata a tutti, specialmente a chi ha mai sperimentato il dubbio sul posto in cui vivere, sul senso complessivo dell'amore e su come affrontare gli smacchi (specialmente sentimentali) della vita cercando di tenere a bada le emozioni e gli idealismi. Ma anche a chi conosce bene l'eterno ring tra senso pratico e pratica dei sensi, tra pragmatica spigliatezza e dedizione all'astratto, tra concretezza e inconsistenza poetizzante. Per quale dei due sia meglio propendere non mi è ancora molto chiaro, è una lotta senza tempo, ma è chiaro che Una storia comune è un gran bel romanzo concreto e poetico allo stesso tempo, un insieme adorabile di ironia e serietà, di scaltrezza e di romanticismo. Volendo schematizzare direi che è una sorta di favola del topolino di campagna e del topolino di città i...

I Love Books: 129. Confusione - La saga dei Cazalet (terzo volume)

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Terzo appuntamento con i Cazalet, ennesima conferma di quanto ho già detto a proposito del  primo  e del  secondo  volume. Atmosfere dense e descrizioni che riescono a far vibrare anche la quotidianità, anche il minimo in termini di narrazione. Stavolta la copertina è di un bellissimo verde petrolio scuro e il titolo, Confusione , fa pensare a tentativi di mettere in prospettiva, di mettere ordine e ad una caotica mancanza di appigli dopo l'atto di rottura violento della guerra. In effetti i fatti narrati in questo terzo volume non hanno contorni definitivi e sono ancora esterni e sparsi rispetto all'ordinata regola borghese della famiglia, rispetto a quell'andamento vittoriano o segretamente antivittoriano delle prime fasi. Che dire... Questi inglesi del Sussex sono ormai parte integrante della mia avventura senza fine da lettrice, sono lì raffinati e turbati da qualcosa o qualcuno che c'è o non c'è più, avvolti di charme inglese e complessità psicologic...

Il mio parere su Pets - Vita da animali

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Un atto di amore animato per i nostri amici pelosi (o eventualmente piumati), una dedica a loro e anche a noi che ce ne prendiamo cura ogni giorno e ne deridiamo le buffe peculiarità. Se hai un cane ridi tantissimo vedendo Pets (di Chris Renaud e Yarrow Cheney ), riconosci gesti, tendenze, movenze e scemenze e sei felice come un cane quando torna il padrone a casa. Se avessimo una coda scodinzoleremmo tutto il tempo vedendo questo film. C'è tanta di quella familiarità da sentirsi a casa, una delle tante case piene di peli e morbidezza dove abita un cane o un gatto e dove si sperimenta ogni giorno qualcosa di speciale. Pets si fa una domanda, che poi è la stessa di base che ci facciamo noi da quando il nostro pet vive con noi: dentro casa, quando noi non ci siamo, cosa complottano i nostri fidi dagli occhi di zucchero? Cosa fanno questi scaltri strateghi della dolcezza? Pets prova a rispondere e lo fa con una capacità inventiva adorabile e da una prospettiva newyorkese, al...