lunedì 27 dicembre 2010

La Donna della Domenica (in ritardo): 3. Julianne Moore

66ème Festival de Venise (Mostra)photo © 2009 nicolas genin | more info (via: Wylio)



66ème Festival de Venise (Mostra)photo © 2009 nicolas genin | more info (via: Wylio)

Julianne Moore - TIFF 09'photo © 2009 Courtney | more info (via: Wylio)


Rossa come il Natale, pallida come la neve, elegante come le feste, algida e frizzante come lo spumante, la Donna Della Domenica (oggi posticipata al lunedì!) è Julianne Moore, una delle mie attrici preferite, una diva che si adatta, secondo me, allo spirito festivo e ai colori di questi giorni.
La immagino aggirarsi per feste sobrie e raffinate con addosso un vestito di gran classe e la sua chioma infuocata e vaporosa come accessorio di seduzione. La vedo sorridere timida e aggraziata a tutti gli uomini che la circondano e la cercano con lo sguardo. La vedo ballare un po' ubriaca ma mai scomposta con un trucco anni '60 e tanti gioielli d'oro, la seguo dopo i party struccata e invecchiata ma sempre bellissima con una maglia da notte addosso, la vedo nervosa, inquieta turbata o con gli occhi chiusi e appassionati...Sono tutte immagini sovrapposte dei film che ho visto con lei come attrice, tutti film che guarda caso ho amato intensamente.
Non la dimenticherò mai nello stupendo Magnolia (2000, di Paul Thomas Anderson), moglie giovane e devota di un uomo anziano in punto di morte, straziata e straziante nella sua interpretazione.


Nè potrò dimenticarla mai in Far From Heaven-Lontano dal paradiso (2002, di Todd Haynes), casalinga, madre, moglie degli anni '50, docile, morbida, sempre ben vestita e ordinata come una bambola di porcellana, intoccabile e delicatissima creatura che verrà travolta da una passione extra-coniugale, melodrammatica e commovente come solo lei sa essere (non a caso vincerà come miglior attrice al Festival di Venezia dello stesso anno).



Come dimenticarsi di lei in The Hours (2002, di Stephen Daldry)? Bravissima, quasi ai picchi della perfezione attoriale assoluta, nel rendere la malinconia e la frustrazione del personaggio di Laura, nel muoversi in un universo femminile woolfiano e problematico, nel vivere un lesbismo represso e depresso, complesso e logorante...


L'ho amata/odiata nel ruolo conturbante e malsano che riveste in Savage Grace (2007, di Tom Kalin), film poco conosciuto in cui la splendida cinquantenne interpreta una madre ossessiva, instabile, capricciosa e bambina più di quanto non lo sia il figlio, in un crescendo di attrazioni equivoche e seduzioni proibite ed incestuose. Ancora una volta si rimane incantati dalle movenze, dalla gestualità, dagli sguardi di Julianne, dalla sua perversione, dai suoi esaurimenti nervosi e dalle sue moine seduttive.



L'ho adorata e trovata stilosissima in A Single Man (2009, di Tom Ford), dove interpreta il ruolo della cara vecchia amica del protagonista gay, una donna ancora bellissima eppure sola e triste, ancorata nostalgicamente a ricordi e sentimenti ormai svaniti. Con i capelli gonfi e raccolti, gli occhi bistrati di nero in pieno stile anni '60, la solita eleganza nel vestire e nell'incedere, Julianne si imprime nella mente come il poster di una diva senza tempo.


Infine il recente Chloe (2010, di Atom Egoyan), dove la rossa più brava che ci sia interpreta con estrema capacità seduttiva una moglie gelosa e sospettosa del marito, che si ritroverà coinvolta in un gioco di seduzione e inganno più grande di lei. Anche qui, nonostante la bellezza dell'attrice che l'affianca (una al confronto sciatta, Amanda Seyfried) Julianne riesce ad essere sexy e conturbante, femmina e donna nel senso epidermico del termine. Memorabili certi baci lesbo-chic e certe tensioni di corpi, occhi, mani.


Persino in Hannibal o in film minori e misconosciuti come The Private Lives of Pippa Lee ho vibrato all'apparizione di Julianne e al palesarsi delle sue efelidi e della sua aura attoriale sacra.
Tutti i film in cui c'è lei, protagonista o meno, di qualità (di solito sempre!) o meno, sono da vedere, e anche quelli che non lo sono riescono ad attrarmi e ad intrappolarmi alla visione solo e soltanto in funzione di lei e per lei.

giovedì 23 dicembre 2010

Christmas on my mind...

christmas lightsphoto © 2005 Dena Hayes | more info (via: Wylio)
Dopodomani è Natale. Le aspettative sono sempre molto inferiori alla realtà, quest'anno per me più che mai, e mi rendo conto che Natale è solo uno stato della mente, un ideale dorato e luminoso in cui trovare rifugio, una splendida e innevata creazione delle nostre fantasie, un retaggio di film e romanzi che ci hanno suggerito come pensarlo e come inventarlo. Anche io celebro il Natale nella mia testa e nella mia fantasia, ne addobbo lo stereotipo e ne illumino a intermittenza la finzione, ne faccio un pensiero stupendo e un appiglio sicuro, appendo calze a camini accesi e scarto pacchi riempiti solo di  idee e desideri.
So che tutto ciò poco o nulla ha a che fare con il reale svolgersi delle cose in quel giorno e in quelli precedenti dell'attesa, lo scarto tra realtà e immaginazione è sempre un po' aggressivo e spietato, e più si cresce e più si rimane delusi e si diventa disillusi.
Ma il segreto è vivere il Natale nella mente e irradiare il benessere di tale illusione al resto del corpo e fino al cuore, in modo da vedere renne scalpitanti sulla neve e abeti enormi circondati da regali, in modo da sentirne l'atmosfera, in ogni condizione e in qualsiasi situazione...
Sospendere il reale e inventare un non-luogo perfetto è ciò che faccio ogni 25 dicembre e anche se il Natale non esiste, è solo un giorno come un altro, continuo a credere che sia Natale...
Sono un po' Jack Scheletron di Nightmare Before Christmas e un po' il Grinch del Dr. Seuss, non ci credo, non ci tengo,  non mi sembra vero, ma ne sono irresistibilmente attratta e alla fine finisco sempre per crederci e amarlo!
Buon Natale!




mercoledì 22 dicembre 2010

People I Hate: 1. Fabio Volo

In barba alla bontà contagiosa del Natale e assecondando il mio spietato spirito critico voglio celebrare i miei odi personali per persone e personaggi (sedicenti attori, scrittori, cantanti ecc.) che sento di detestare e che mi rendono un'erinni demoniaca avida di sangue. Perché come disse qualcuno "bisogna sempre per forza parlare d'amore?"...


Non so perché questo ragazzo dal cognome aereo mi dia così tanto fastidio e abbia il potere di farmi vomitare ogni volta che qualcuno lo nomina. Credo sia il fatto che si spacci per scrittore prendendoci tutti per il deretano, e che non abbia capito (e chi lo legge con lui) che per essere uno scrittore non basta aver imparato a scrivere e a sillabare in prima elementare. Sarà che ha quella faccia da bravo ragazzo del cazzo, tutto timido ed educato e che non si è montato la testa e che vive con i piedi per terra che mi sa di falso lontano un miglio, e che pensa di avere una saggezza su donne, amore, sesso, vita francamente ridicola dato che ha il sex appeal di una patata bollita, morbida, tenera e cogliona. Sarà il suo fastidioso accento della bassa padana che non ha mai smussato nonostante i mille film in cui ha recitato a scrocco.
Sarà che fa tutto lui e lo si vede e sente dovunque, in tv, cinema, radio, librerie,teatri, persino nei supermercati tra i barattoli di maionese e gli assorbenti, come un morbo appestante e un incubo monotematico.
Sarà che ha scritto 8.500 libri in un paio di mesi mortificando il concetto di ispirazione e di qualità letteraria.
Sarà che ha tutto questo successo e i suoi libri sono i più venduti e letti fra gli adolescenti italiani tra i 12 e i 65 anni. Sarà che quei libretti dalla copertina bianca a 5,50 euro, per un totale di 30 pagine scritte con carattere 16 mi sanno di spazzatura e di trash medio-italico. Sarà che scrive per frasette fatte in stile baci perugina e con lo stesso pericolo glicemico...Sarà, sarà...Sta di fatto che I Hate You Fabio Flight!
Come siamo finiti a Fabio Volo? Come ci siamo ridotti così in basso e a così poco? Non bastava Moccia?
Smettetela di leggere Fabio Volo, fa schifo, è ignorante, è stupido, è avvilente...
Eccovi degli esempi e delle spregevoli citazioni:


"Ogni volta che ho visto una donna che mi piaceva ho sempre cercato di conoscerla, ma soprattutto di farci l'amore". Bestia.

"Non so perché ma quando pensavo a lei i miei pensieri non avevano mai il punto. Solo virgole. Erano una valanga di immagini e parole senza punteggiatura". Metafora ortografica incomprensibile.

"Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi". Banalità sconcertante.

"Tutto ciò che ho di lei è nella mia testa e nella mia anima. Per sempre. Lei è un respiro, un pensiero, un'emozione, è confusione e chiarezza". Tanto vale leggere un Harmony.

"Lei è il paese dove voglio vivere". Almeno te ne vai dall'Italia.

"A volte, mentre passeggio, mi viene voglia di andare in una libreria. Entrare e trascorrere del tempo, prendendo ogni tanto un libro in mano, mi rilassa. Mi fa stare bene. Mi fa sentire sempre un po' più intelligente e interessante di come sono realmente". Ma soprattutto, che ci fa uno come te in libreria???

"La vita non è ciò che ci accade, ma ciò che facciamo con ciò che ci accade..." Dalla lettera di San Paolo apostolo ai discepoli.

"Spesso ciò che è meglio non è quello che fa stare bene". Grandissima minchiata.

"Darei la vita per non morire" . Per fortuna morirai.

"Amo le labbra: le amo perche sono costrette a non toccarsi se vogliono dire "Ti odio" e obbligate a unirsi se vogliono dire "Ti amo". Logopedia sentimentale patetica.

"Dava l'idea di essere una donna che dona tutto, ma non regala niente." Ora mi devi spiegare la differenza.
  
"Ho imparato che il contrario dell'amore non è l'odio. L'odio è assenza d'amore, così come il buio è assenza di luce. L'opposto dell'amore è la paura". Allora io ho paura di te.

"In qualsiasi momento della vita si può prendere in mano le redini e cambiare il proprio destino". Eccolo il Paulo Coelho de noantri!

"Perché quando non sei interessato a qualcuno sei fichissimo, mentre se una persona ti piace ti rincoglionisci e il cervello diventa un purè". Quanti anni hai, 16??Ridicolo. E comunque come si fa ad essere più rincoglionito di così?

E l'orrore continua...

lunedì 20 dicembre 2010

I Love Books: 1. La versione di Barney

I Love Feltrinelli è un angolo caldo e accogliente dove aggirarsi senza meta, un rifugio che odora di carta e che ha la giusta atmosfera (proprio come ogni Feltrinelli che si rispetti!), dedicato ai libri che leggo, che ho letto, che vorrei leggere e che forse qualcuno di voi leggerà...

"La vita allegramente dissipata e profondamente scorretta di Barney Panofsky, personaggio fuori misura, indifferente a tutto ciò che ottunde la vita. Una delle storie più divertenti che ci siano mai state raccontate".
(dalla quarta di copertina de La versione di Barney)


Ho finito da poco di leggere La versione di Barney, di Mordecai Richler, un romanzo che ha una sua gloria e un suo proselitismo giovanile incredibile, un libro-icona che a suo tempo mi fu consigliatissimo e che, dati questi entusiastici suggerimenti, una volta fra le mie mani e sotto i miei occhi mi riempì di curiosità e di voracità letteraria.
Dopo un'iniziale full immersion sull'onda dell'esaltazione, mi sono presto ritrovata a leggerlo in modo discontinuo e con diffidenza, come se, andando avanti con la lettura, il libro avesse in serbo per me delusioni sempre più amare...
Così è stato ed è per questo che non sono tanto d'accordo con chi idolatra e considera questo romanzo uno dei più belli che siano mai stati scritti (anche sul web viene osannato!).
Per carità, è scritto bene e scorre senza problemi e freni annoianti, è spesso divertente e simpaticamente assurdo, tuttavia c'è qualcosa nell'intreccio, nello stile, nella vicenda che non mi ha attirato e che addirittura mi ha urtato, offeso, infastidito.
Barney, il protagonista, con la sua vita sregolata, eccessiva e viziosa alla lunga diventa insopportabile e penoso; le descrizioni accurate di sbronze epiche, scappatelle con puttane, scenate bestiali, amori sgretolati, sembrano rincorrersi avanti e indietro per tutta la durata del libro e sono sempre le stesse  e non portano da nessuna parte, se non alla convinzione (almeno mia) che questa tanto decantata vita "dissipata e scorretta" sia nient'altro che questo, solo e soltanto questo. Insomma, avevo premesse promettenti, ideali di personaggi sconvolgenti in mente, e invece mi sono ritrovata faccia a faccia, pagina dopo pagina, con un vecchio alcolizzato (che è tale anche nella parte delle memorie giovanili), ricco ma fallito, amato e innamorato ma sempre in grado di ferire e tradire, logorroico, precario, volgare...Perché tutto ciò dovrebbe divertire?
I personaggi letterari imperfetti e problematici sono sempre quelli più intensi e memorabili, i più belli da leggere, quelli che un po' si è e si vorrebbe essere, ma Barney Panofsky è troppo, è l'eccesso, è la dismisura e alla lunga non lo si sopporta più.
Sarà che il mio lato integralista astemio non sopporta chi fa del bere il proprio stile di vita e si autoconvince che ciò sia figo, sarà che gli sballati sesso-droga&rock'n'roll mi sono sempre stati antipatici e sembrati patetici, sarà che sono una brava ragazza che si commuove dopo aver finito Madame Bovary o Anna Karenina, insomma, il libro non mi ha convinto.
Al versante alcolemico va inoltre aggiunta tutta quella mole di cultura ebraica di cui il libro è intriso, con tanto di terminologie (in appendice c'è un glossario yiddish!) e accurati riferimenti storici e politici, date, nomi, che per un non ebreo risultano incomprensibili e culturalmente lontani.
Poca empatia tra me e Barney, tra me e il mondo di Barney...
Ciò non vuol dire che il libro faccia schifo; può darsi che sia io a non aver capito o a non aver saputo leggere tra le righe, a non essere il tipo di Barney e viceversa, a non aver afferrato la sua "versione" e il perché di molte sue azioni, il suo strambo modo di amare e di stare al mondo. C'è chi invece va matto per questo genere di cose e allora mi sento di consigliare il libro a quest'ultimi e a tutti quelli per cui la sghangheratezza, esistenziale e letteraria, è un valore assoluto.
Io, dal canto mio, aspetto di vederne la versione cinematografica (il film esce in Italia il 14 gennaio) con il simpaticissimo Paul Giamatti nel ruolo di Barney, per capire come è stato trasposto e come sembra il libro visto da una sala.

domenica 19 dicembre 2010

La Donna della Domenica: 2. Zooey Deschanel

Ieri sera, immalinconita e pensierosa per una serie di motivi, ho guardato di nuovo 500 giorni insieme (di Marc Webb, 2009), una delicata ed originale commedia romantica in grado di regalare ad ogni visione un immediato effetto di benessere e di giovanile euforia sentimentale.
Protagonista femminile di questo accurato affresco sull'amarsi e sul lasciarsi, è un'attrice che ha sempre suscitato in me il più vivo interesse e un'attrazione estrema al limite del lesbismo: sto parlando di Zooey Deschanel.

Zooey Deschanel 01photo © 2009 Jonas Strandell | more info (via: Wylio)


Zooey Deschanel 03photo © 2009 Jonas Strandell | more info (via: WAmericana ma di orgini franco-irlandesi, attrice, cantante, modella, classe 1980, lunghi e folti capelli castani con frangettona anni '60 abbelliti spesso da cerchietti, fiocchi o farfalle, occhi azzurissimi e grandi incornicati da lunghe ciglia da cerbiatta, pelle diafana e lattea, corpo esile e grazioso, stile originale e colorato, un po' indie e un po' retrò, un po' bon ton e un po' vintage, sempre di classe e raffinato ma anche divertente e fantasioso. Adorabile, splendida Zooey!
La vidi per la prima volta casualmente in un film del 2006 con Sarah Jessica Parker, A casa con i suoi , e rimasi subita colpita dalla sua bellezza acqua e sapone e dai suoi splendidi capelli; continuai a vedere il film, stupido e scontato, solo per poter guardare ancora lei, i suoi occhi, le sue movenze, calamite per il mio sempre vigile occhio esteta.
La rividi nel bel fantasy del 2007 Un ponte per Terabithia, nel catastrofico (in tutti i sensi) E venne il giorno del 2008, e poi ancora nel 2008 in Yes Man, insieme a Jim Carrey (altro mio amore folle a cui dedicherò un post prima o poi!), e in quel caso la mia attrazione venne confermata e incentivata da splendidi cappottini e da sorrisi spaccacuore! Infine lo scorso anno, la cercai appositamente al cinema andando a vedere il giorno stesso dell'uscita in sala 500 giorni insieme, un'occasione unica per vederla in modo completo e prolungato e per godere della sua fresca e inimitabile bellezza.
E fu così che mi innamorai di Zooey e che cercai di conoscerla meglio tramite il web.
Ho scoperto che oltre ad essere una discreta attrice è anche una cantante (ha fondato insieme a M. Ward il duo She&Him) con una vocina dolce niente male (in 500 giorni insieme, nella scena del karaoke la si può sentire cantare, Sugar town, una sua cover della canzone di Nancy Sinatra). Sono andata sul Myspace del duo e l'ho trovato divertente ed orecchiabile nella sua essenzialità indie, oltre al fatto che quando Zooey canta e suona la sua chitarrina è semplicemente una dea, una creatura di una grazia incredibile!
Non conosco Zooey (e ci mancherebbe!) ma la immagino dolce, timida e discreta, autoironica e sensibile, un'amica ideale, una fidanzata da invidiare. Può darsi pure che in realtà sia stronza, snob e di facili costumi ma tutto quello che vedo io, al cinema, nelle foto, è pura grazia, eleganza, dolcezza.
E poi quegli abitini, quelle mise così carine e particolari, quegli accessori sfiziosi, sono zucchero per lo sguardo e puro piacere distintivo in mezzo all'avvilente e volgare panorama di bellezze hollywoodiane omologate.
Zooey sei un'icona di stile e di femminilità non scontata, sei tutte noi!

photo © 2010 Robin | more info (via: Wylio)


Picture 386photo © 2008 Julio Enriquez | more info (via: Wylio)


She & Him 7/4/10photo © 2010 Mindy Bond | more info (via: Wylio)


Zooey Deschanel at KOKO, Camdenphoto © 2010 Nik Sibley | more info (via: Wylio)


Zooey Deschanelphoto © 2008 Briana (Breezy) Baldwin | more info (via: Wylio)


Zooey Deschanelphoto © 2008 Joe Cereghino | more info (via: Wylio)


She & Him's Zooey Deschanel at Mr & Mrs T and Rachael Ray's Feedback Festival at SXSW 2010photo © 2010 Marco | more info (via: Wylio)


IMG_2277photo © 2008 Briana (Breezy) Baldwin | more info (via: Wylio)

















con il marito Ben Gibbard



sabato 18 dicembre 2010

Gradite un'altra tazza di tè?

Il tè delle 19,30. In realtà l'ho bevuto più di un'ora fa ed era verde, profumato e bollente, un Twinings Java Green Tea purificante e disintossicante, panacea di tutti i mali, anche emotivi, bevanda scaldacuore e salvavita.
Non so perché attribuisca tutto questo potere magico ad una tazza di tè ma so che c'è tutta una storia di sensazioni, una trama di atmosfere, di richiami letterari e fiabeschi, di stati d'animo e ricordi, dietro questa mia smodata passione.
Bere tè fa molto Inghilterra romanzesca (dove avrei voluto vivere nell'Ottocento e credo pure oggi), fa molto Giappone tradizionale (terra che esercita un fascino estremo su di me), fa molto caffè letterario parigino caldo e legnoso, fa molto Alice nel paese delle meraviglie, fa molto casa, benessere, vapore, calore, insomma fa bene! E a quanto pare non sono l'unica a pensarla così...

There are few hours in life more agreeable than the hour dedicated to the ceremony known as afternoon tea.
(Henry James)

If you are cold, tea will warm you.
If you are too heated, it will cool you.
If you are depressed, it will cheer you.
If you are exahusted it will calm you.

(William Gladstone)

Adoro le foto di tazze, cucchiaini, teiere, porcellane...
Tea Roomphoto © 2008 SherryRose | more info (via: Wylio)


Tea Roomphoto © 2008 SherryRose | more info (via: Wylio)


Tea Roomphoto © 2008 SherryRose | more info (via: Wylio)

Pink Tea Cupphoto © 2008 A Gude | more info (via: Wylio)


My tea potphoto © 2007 Bev Sykes | more info (via: Wylio)


Japanese Tea potphoto © 2009 Denis Savard | more info (via: Wylio)


Colorful Tea Setphoto © 2009 Renato Ganoza | more info (via: Wylio)


Christmas Minature Tea Setphoto © 2007 Nancy ~ | more info (via: Wylio)

岩茶『奇種』 / chinese tea, gancha 『Kishu』photo © 2007 yomi yomi | more info (via: Wylio)


Tea Cup Potphoto © 2007 Eduardo Mueses | more info (via: Wylio)