Buon compleanno Jane!

Jane Austenphoto © 2008 Ben Sutherland | more info (via: Wylio)

Esattamente 235 anni or sono, il 16 dicembre del 1775, in una fredda Inghilterra, nasceva Jane Austen, una delle più grandi e insuperate scrittrici di sempre, Miss romanzo, la Signora della letteratura, la regina della scrittura.
Quando lessi per la prima volta un suo romanzo (era Orgoglio e pregiudizio) durante l'adolescenza, litigai con Jane, la derisi, la sbeffeggiai e la snobbai per il suo eccesso di perbenismo e grazia, per le sue insulse moine letterarie e il suo stile da sciocca romanziera rosa, per le atmosfere affettate e le lentezze sentimentali e vitali dei suoi personaggi. Non avevo capito nulla, ero troppo immatura e affamata di letture forti e percosse letterarie, di romanzi accesi e più fighi, di libri complessi e arditi, per godere della bellezza statica e del benessere ovattato che i romanzi di Jane sanno infondere e instillare nell'animo parola dopo parola.
Solo dopo, riprovando con lo stesso scetticismo ma con qualche anno in più a rileggere lo stesso romanzo, rimasi piacevolmente colpita da ciò che leggevo, mi sentivo rilassata, serena e pacifica dopo ogni lettura, ma anche civettuola e iperfemminilizzata, come una giovane donna che si reca ad un ballo con un delizioso vestito rosa antico e i capelli legati a coroncina, fiera ed euforica per gli incontri che potrà fare e le chiacchere che potrà scambiare. Quello che riusciva a fare Jane era farmi entrare nel suo romanzo, farmi vestire secondo la moda dell'epoca, invitarmi ai balli e ai tè che organizzava per i suoi personaggi, farmi aggirare tra le case di città, le tenute di campagna, farmi passeggiare nella brughiera inglese sottobraccio ad un gentiluomo o riscaldare davanti ad un camino circondata da parenti e amici cari. Tutt'oggi ogni volta che leggo Jane mi catapulto dentro le pagine e vi affondo piacevolmente per ore, mi ritrovo nell'Inghilterra dell'Ottocento con tanto di scarpette e cappellino alla moda, mi sposto a piedi o su carrozze lungo la trama, partecipo a cerimonie e riti dell'alta società, sorseggio tè e mangio apple pie calde...
Jane è empatica al di là dello spazio e del tempo, è in grado di prendere per mano e far provare ciò che provano i suoi personaggi nello stesso momento in cui lo provano, è un'illustratrice talmente attenta e dettagliata da creare scenari perfetti nella mente del lettore, lei è noi e noi siamo lei, il suo mondo, le sue eroine e i loro sentimenti potenti ma discreti, le loro ribellioni audaci ma timide.
Leggere i romanzi di Jane Austen, da Orgoglio e pregiudizio a Persuasione, da Emma a Mansfield Park, è un piacere tutto femminile ma non solo per donne, un privilegio di cui godere e dai cui trarre benessere mentale, un'esperienza totalizzante e pervasiva da cui farsi rapire.
Se non l'avete fatto vi consiglio in particolare di leggere Emma, il romanzo forse meno conosciuto ma che ho amato di più di Jane (e vi consiglio anche il film omonimo del 1996 con Gwyneth Paltrow protagonista); adorerete la superba e snob Emma Woodhouse, la donna indipendente e felicemente senza amore che cerca di combinare matrimoni agli altri e fa il gioco delle coppie finendo per ritrovarsi lei stessa innamorata. Splendido!
Se amate Jane vi consiglio anche due film in piena atmosfera e anima austeniana: il biografico "Becoming Jane:ritratto di una donna contro", del 2007, con l'azzeccata e credibile Anne Hathaway, e il film d'ambientazione contemporanea "Il club di Jane Austen", sempre del 2007, che celebra e ripercorre in chiave attuale tutta l'opera di Jane. Buona visione e buona lettura!






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