Il mio parere su Lo chiamavano Jeeg Robot


Un film portentoso, un miracolo, un vulcano coatto e romantico, o molto più prosaicamente, una f-i-g-a-t-a, una cosa da ola senza fine allo Stadio Olimpico.
Lo chiamavano Jeeg Robot (primo lungometraggio di Gabriele Mainetti) è il manifesto di un cinema giovane, su di giri, innovativo, è una rivoluzione sulla poltroncina della sala cinematografica, è l'entusiasmo sulle facce delle persone all'uscita dal cinema, è una febbre che ha contagiato tutti.

Il supereroismo di ispirazione hollywoodiana incontra Tor Bella Monaca, la straordinarietà dei superpoteri incontra la triste ordinarietà del degrado suburbano.
Gli anime giapponesi si ibridano con un tessuto sociale grottesco e dedito al malaffare, il Superhero movie si fa de noantri, ma il risultato finale non è parodia, non è citazione, non è innesto, ma è un'enorme creatura cinematografica debuttante e sfacciatamente originale, assolutamente coraggiosa.

Questo film è prima di ogni cosa un'idea, una folgorazione riuscita alla perfezione, un'impresa erculea.
Il vero supereroe in fin dei conti è il regista.

E poi è il trionfo della performance, di attori calati nella loro parte con mimesi estrema, con una capacità di trasformarsi, ibridarsi, farsi manga o farsi mostri, indimenticabile.
Interpretazioni così restano nella storia.

Claudio Santamaria, protagonista immenso nel ruolo di Enzo Ceccotti - professione ladruncolo, livello di marginalità sociale patologico, dieta a base di budini - , così imbolsito e tozzo, così massiccio, solo e travolto da una serie di imprevedibili eventi, è uno spettacolo di umanità e di cinema come adesione fedele e virtuosa alla causa.


Luca Marinelli nella parte di Fabio Cannizzaro soprannominato Zingaro, si può forse togliere dalla propria testa? Impossibile.
Stiamo parlando di un'icona, un villain svalvolato, un Joker burino che regala fuoco e fiamme.

Per me è lui il performer dell'anno, mi alzo in piedi e applaudo per sempre la sua interpretazione così straripante, grottesca e micidiale, il guizzo psicotico dei suoi occhi chiari, la capacità di creare un mix di ammirazione e pietà nello spettatore, un'esaltazione tachicardica ed esilarante.


Molto toccante anche l'interpretazione di Ilenia Pastorelli, quel suo ruolo di innocente psicolabile a metà tra idiozia e fantasia, tra l'essere una sorta di manga vivente e una disgraziata da proteggere, così bambina, così sexy, così bisognosa di eroismo in un mondo di violenza e miseria.


Lo chiamavano Jeeg Robot è un film sporco, sguaiato, con attori deformati dal degrado che impersonano, attraversato dal dolore, dall'emarginazione, dalla malattia mentale.
Eppure, dentro questo calderone di vigore romanesco in salsa violenta, di cabaret dello squallore, di corruzione talmente sopra le righe da far ridere, di supereroi casuali e burberi o tenacemente esibizionisti, c'è del romanticismo, della poesia sporca e sentimentale, c'è il motore semplice dell'amore, vera fonte di superpoteri.


Insomma, Gabriele Mainetti ha fatto il botto, quel botto tanto auspicato dallo Zingaro, ma senza alcuna finalità distruttiva, perché Lo chiamavano Jeeg Robot è un'esplosione di gioia nel cuore e nel corpo dello spettatore, un circuito inedito di adrenalina, decadentismo, follia, amore, squallore che fa vorticare.

Commenti

  1. L'ho visto di recente anch'io e devo dire che la penso esattamente come te, a riguardo. All'inizio ho faticato un attimo a seguirlo, perché ti giuro che quel dialetto romano senza sottotitoli per me era quasi incomprensibile. XD Fortunatamente non ero sola e mi sono potuta far ripetere tutte le frasi che non avevo capito.
    Lo Zingaro è stato sicuramente il migliore, pochi giorni fa l'ho giusto inserito nel mio blog in una lista dei miei 5 cattivi preferiti del cinema.
    L'unica cosa che un pochino mi ha delusa è stato quel finale con la bomba a orologeria, un cliché hollywoodiano stra-abusato che un po' mi ha stancata... ma magari era fatto apposta, chi lo sa.

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    1. Lo Zingaro fra i migliori villain di sempre, lo inserisco anch'io in top 5!

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  2. Splendido, non ho altro da aggiungere. Uno dei film da mettere nella cinquina di film dell'anno! *__*

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  3. Davvero un esplosione di gioia inaspetatta :) E' un ottimo anno per il cinema italiano

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    1. Esplosione è la parola giusta! W il cinema italiano! (che strano dirlo ahaha)

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  4. Vedo che ti è piaciuto poco... XD
    Davvero un bel film, quantomai necessario nel nostri panorama.

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    1. eheheheh,solo un pochino...Ma siamo tantissimi gli entusiasti, credo praticamente tutti quelli che l'hanno visto!

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