Il mio parere su Manchester by the Sea


Manchester by the Sea è un drammone, una di quelle storie in cui la vita dà il peggio di sé e la morte esagera a manifestarsi, in cui la tristezza non è stato d'animo passeggero, ma rottura definitiva e totale, radice profondissima e inestirpabile.

La grazia di narrare le disgrazie non è da tutti, normalmente ci si tuffa nel pathos enfatico, nell'automatismo compiaciuto della tragedia, nel sentimentale lacrimoso.

Ma Manchester by the Sea e Kenneth Lonergan che ne è il regista hanno questa grazia.

Manchester by the Sea è diverso dagli altri film drammatici, è una delicata sinfonia del dolore ed ha perfino la forza di far sorridere lo spettatore. Stupefacente per la sofferenza di cui parla, eppure normale, colmo di bellissima dignità.


È vero che è pesantissimo in termini di portata drammatica, quasi violento da questo punto di vista perché il protagonista ha davvero toccato il fondo, ma la gestione di questa cosa è semplice, umile, umanissima.
Non ci sono manifestazioni plateali e secchiate di lacrime, ma c'è un modo scabro di viversi il dolore, di contenerlo, di incontrarlo di nuovo.
Ogni tanto emerge la voglia di fare a cazzotti, ma è normale che sia così, è l'energia della rabbia che torna a traboccare di tanto in tanto.

Lee Chandler (Casey affleck) sarebbe un perfetto prototipo verghiano del ciclo dei vinti: sconfitto, solo, inerme di fronte alle frustate del destino.
Con lui la vita è stata spregevole e lui ha continuato a viverla in disparte, alla periferia di Boston, come idraulico e tuttofare dal volto tristissimo e il cuore a brandelli.
Il suo è un dolore appartato.


Ma il ritorno a Manchester riattiva qualcosa, una parte umana perduta, un calore familiare grezzo ma dolcissimo, dei sentimenti verso la vita e ciò che rimane di essa da ridefinire.
Il lutto fa di nuovo capolino a distanza di anni e di chilometri e c'è un dovere da compiere, nonostante tutto.

La vita che va avanti mentre si organizza un funerale e si seguono tragicomiche procedure funebri, le necessità quotidiane che non possono essere sospese, soprattutto quando c'è un giovane, un nipote adolescente da accompagnare a scuola, alle prove della band, dall'una o l'altra delle sue due fidanzatine.

La gioventù è l'unica possibilità di speranza, è un vento di autoindulgenza, di ironia nel flusso di negatività che inonda tutto e il rapporto zio-nipote è occasione di rinnovamento, di sorrisi anche per lo spettatore.
La sceneggiatura del loro rapporto (e la sceneggiatura del film in toto) è davvero eccezionale, un insieme tragico e tenero di scontri e amore, di parole e di silenzi.


E intanto il mare di Manchester, Contea di Essex, Massachusetts, incornicia questa storia di lutto e di vita.Gelido, plumbeo, invernale, come il cuore del protagonista.
Un paesaggio marino di disarmante bellezza e di indifferente moto.

Casey Affleck arriva dentro gli occhi e il cuore dello spettatore come un macigno umano di sventure che si vorrebbe abbracciare, se non fosse così riottoso a concedersi il bene.
Il suo Oscar è meritatissimo, credo abbia lavorato sul suo personaggio fino a soffrirne davvero e il suo volto di rara e sincerissima mestizia ne è la prova.

Michelle Williams regala pochi intensi minuti di performance ed è come sempre bravissima nell'espressione del dolore.

Manchester by the sea è un film drammatico e voi potreste dire "ma chi me lo fa fare di vederlo?", perché effettivamente la vita è già impegnativa di suo e voi cercate evasione.
Ma, e sottolineo ma, il suo modo di narrare il dolore è onesto, sincero, meravigliosamente spoglio di farciture emotive obbligatorie, persino ottimista nel suo mostrare possibilità di conforto, attimi di senso vitale recuperato, piccoli momenti di intesa e serenità che la vita ci riserva ancora, sempre.

Riuscirete anche a ridere, ve lo garantisco.

E poi c'è della musica sinfonica, corale, angelica, bellissima ad accompagnare ciò che vedete e ad impressionarvi ancora di più.

Non perdetevelo.

Commenti

  1. Insieme a Barriere è stato uno dei film candidati agli Oscar di quest'anno ad essermi piaciuto di più (decisamente più di Moonlight, per quanto meriti). Ricordo di averlo descritto ad una mia amica più che come un film drammatico, come un film intrinsecamente triste. Il che forse lo rendo ancora più lacerante!
    Attori straordinari, ça va sans dire, sono loro a tenere in piedi la meraviglia di questa pellicola.

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  2. Mi spiace ma a me ha dato l'effetto opposto :/
    Pesantissimo, mai capace di coinvolgere e di un dolore estremamente gratuito. Casey Affleck poi triglia quanto il fratello...

    RispondiElimina

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