Se ci sono tante persone che ti seguono il merito è tuo, e della tua capacità di attrarle. Io dò sempre una sbirciatina al tuo blog... non commento molto (anche per non essere pedante) ma seguo con piacere quello che scrivi. Complimenti. E continua così! Sauro/kelvin
L'amore è potente, non c'è scampo. Se è amore giovane, quello acerbo e totalizzante dei diciassette anni, è più che potente, è la vita stessa che prende forma e impatta, è il debutto all'esserci, al sentirsi e al sentire. Prima di provare un amore giovane nessuno è davvero vissuto. L'amore di Elio e Oliver è un detonazione di vita, un concentrato di sconsideratezza ormonale, squilibrio psicofisico, overdose di sensi e di baci, abbandono all'estasi senza il triste contegno di chi sa che non potrà durare. Una cosa che pulsa e palpita forte. Il loro è un carpe diem di estiva pienezza, un darsi e dare senza pensare a ciò che si perderà, a ciò che ne uscirà rotto. C'è qualcosa di violento e sensuale nel loro inesorabile catturarsi, c'è il nuovo che aspetta di essere inaugurato e c'è il già noto che ha bisogno di essere rinnovato. C'è l'età della fragilità e della libertà totale di essere fragili e c'è l'età un po' più consa...
Non sono mai stata una grande fan di Scorsese e del suo cinema violento e iperamericano, l'ho sempre trovato disturbante e affetto da un "gigantismo" difficile da sostenere alla lunga (qualcuno mi schiferà per ciò che ho appena detto, lo so!). Per questo il mio approccio a Hugo Cabret è stato all'insegna di una stuzzicante curiosità: può un cineasta epico tutto gangster e sparatorie, realizzare un film delicato e incantato tratto da un romanzo per ragazzi? Non solo può, ma riesce a farlo con risultati eccezionali, commoventi, spettacolari. Non risparmierò aggettivi superlativi e roboanti mentre parlo di questo film perché mi è piaciuto tantissimo ed è un vero e proprio regalo che va dritto al cuore e agli occhi di chi ama il Cinema e la sua storia, un gioco pirotecnico in onore della Settima Arte . Hugo Cabret più che un film è un viaggio : inforchi i tuoi occhialoni 3D, sali a bordo e ti perdi per più di due ore tra ingranaggi, nascondigli, personaggi da s...
Argo (di Ben Affleck , 2012) è un film serio e con ciò non intendo dire che sia serioso ma che è stato fatto con giudizio, cura e rispetto, con grande umiltà, senza colpi di testa di stile ed esaltate licenze registiche. E' un film, tutt'altro che montato, su una montatura! Ben Affleck è consapevole di essere un attore mediocre e dalla carriera non raffinatissima e sembra quasi voler chiedere scusa se uno come lui da un po' di anni si dedica con successo alla regia (scuse pienamente accettate Ben!); ho percepito come una costante e piacevole modestia in questo film, un senso di riguardo, di semplicità generale e di autoironia quanto basta. Il risultato finale è un gran bel film che, sfruttando una storia (vera) di per sé sorprendente, non mira a stupire, a cercare l'estremo, ma a raccontare nel modo più pulito possibile - senza ideologie, dietrologie, posizioni e mosse pazzesche - un pezzo pazzesco di storia politica americana contemporanea. Nel '79, d...
Ieri sera, forse sulla scia del programma televisivo MasterChef che ultimamente e inspiegabilmente mi appassiona sempre più, ho rivisto Ratatouille e ancora una volta l'ho trovato il più bel film d'animazione Disney-Pixar che sia mai stato realizzato! Perfezione tecnica e grafica impeccabile ma anche tanta umanità, sentimento, intelligenza, magia, atmosfera parigina romantica, classe e genio. La recensione del critico culinario Anton Ego è qualcosa di geniale e brillante, perfino commovente, così come il suo indimenticabile personaggio. Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative che sono uno spasso da scrivere e da leggere. Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose, anche l'opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio...
Non sono mai stata una grande fan della mimica e della gestualità afona del cinema muto; va bene il bianco e nero, ma al cinema ho sempre voluto sentire oltre che vedere; infatti non ho mai amato particolarmente Charlie Chaplin e il genere slapstick . Ricordo ancora, mentre preparavo l'esame di Storia e critica del cinema, di aver provato un senso di sollievo durante la lettura del paragrafo dedicato al 1927 , anno in cui venne introdotto per la prima volta il sonoro con il film The Jazz Singer : finalmente gli attori parlavano invece di fare pantomime enfatiche e grottesche davanti la cinepresa! Insomma diciamolo, il cinema muto è pieno di fascino e grazia ma è un cinema essenzialmente "difettoso", mancante di qualcosa di assolutamente fondamentale alla sua piena espressione e godibilità. Ora mi chiedo, perché ritornare alle origini se non per far sfoggio di raffinata cinefilia e nostalgico snobismo? Perché Michel Hazanavicius ha sentito il bisogno di privar...
E' davvero un bel traguardo.Complimenti ! :)
RispondiEliminagrazie davvero :D
RispondiEliminaBrava Margherita!
RispondiEliminaComplimenti!
orgoglioso di essere fra i 100....prossima soglia 300!!!
RispondiEliminaComplimenti!!!
RispondiEliminaciao a presto
Matteo
Grazie a te che ci tieni compagnia con i tuoi post!!!
RispondiEliminaSono il 101 ... credo :)
RispondiEliminaYeeee! :)
RispondiEliminaGrazieeee Mr.Ford, Cirano, Matteo, Chiara, Barbara e PopAle-Il 101°:D!
RispondiEliminaUn bacio ad ognuno di voi!
Se ci sono tante persone che ti seguono il merito è tuo, e della tua capacità di attrarle. Io dò sempre una sbirciatina al tuo blog... non commento molto (anche per non essere pedante) ma seguo con piacere quello che scrivi.
RispondiEliminaComplimenti. E continua così!
Sauro/kelvin
Grazie Sauro, sei molto gentile!
RispondiEliminaI tuoi commenti sono sempre molto graditi (e mai pedanti!), mi fanno piacere!
vedrai che da 100 raddoppiano e nemmeno te ne accorgerai! augurissimi e continua così :)
RispondiEliminagrazie di cuore :D
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