Il mio parere su Effetti collaterali



Sono una di quelle persone che legge sempre i bugiardini allegati ai farmaci e ne rispetta indicazioni posologiche e tutto il resto perchè teme gli effetti collaterali come fossero minacce inquietanti di reazioni paranormali. La secchezza della fauci, per esempio, mi fa venire in mente una trasformazione in bestia selvatica, ma questa è un'altra storia...

In Effetti collaterali (Side Effects, di Steven Soderbergh, 2013), protagonisti assoluti sono gli psicofarmaci, quelle pilloline dai nomi tecnici dentro tubetti plastificati che nei film americani vengono inghiottite quasi sempre senza acqua e con foga enfatica.

La protagonista umana del film, Emily (Rooney Mara), è tremendamente depressa e nemmeno l'uscita di prigione per insider trading dell'aitante marito (Channing Tatum) riesce a rinvigorirla e a distoglierla dai suoi ripetuti tentativi di suicidio.
E' a questo punto che si imbatte nello psichiatra Jonathan Banks (Jude Law) e nelle sue prescrizioni di farmaci antidepressivi di grande efficacia ma dalle strane e pericolose conseguenze.

Sono proprio questi effetti collaterali dai toni gialli alla Hitchcock a sconvolgere lo spettatore o forse è quello che succede dopo a ribaltare la prospettiva delle cose? E' la depressione e la sua cura farmacologica il vero argomento o è l'ingerenza affaristica delle case farmaceutiche e la psichiatria senza scrupoli?
Non posso aggiungere altro perchè scioglierei l'intreccio al posto vostro (un intreccio già di per sè facilmente solubile e prevedibile!).

Non mi è dispiaciuto come thriller, ha un'essenzialità di ritmo e di stile che rende l'atmosfera straniante al punto giusto, è intrigante in modo elegante e moderatamente sorprendente, e poi gli attori sono tutti molto bravi. Rooney Mara, che mi aveva già esaltata in un film lontano dai miei gusti come Millennium - Uomini che odiano le donne, qui è una conferma di talento forte e di bellezza fragile e super espressiva; Jude Law è un mio sogno erotico di vecchia data e lo trovo sempre raffinato nei suoi pochi ruoli ma buoni. Non male anche Catherine Zeta-Jones in versione dottoressa sexy in tailleur, occhiali e chignon impeccabile (credo che in una sequenza in particolare del film, in compagnia di Rooney, avvererà una fantasia voyeuristica ricorrente di molti uomini e donne...).

Tuttavia non posso dire che sia un filmone o che mi abbia tenuto col fiato sospeso. Se l'intento era quello di spiazzare, ci riesce sì, ma senza impegnarsi troppo nella ricerca del modo di farlo.
Trovo i film di Soderbergh sempre molto stilosi e ricercati, con un'autorialità facilmente riconoscibile, ma ho anche un lieve problema di noia latente quando li vedo, sensazione che anche in questo caso ha fatto da sottofondo altalenante alla mia visione.

Ad ogni modo, considerando che d'estate il panorama cinematografico è piuttosto deprimente, questo film, a dispetto del tema trattato e nonostante le sue pecche, non lo è affatto!



Commenti

  1. Un discreto thriller, che mi ha soddisfatto più di quanto mi aspettassi.

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    1. discreto è l'aggettivo giusto per definirlo :)

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  2. A me piaciuto abbastanza invece, uno dei migliori thriller di quest'anno finora:)

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    1. personalmente non è fra i migliori thriller che ricordi (di solito ai thriller chiedo più tensione e ritmo), però non è affatto male :)

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  3. Buon thriller, intrattiene che è un piacere. Mi sarei aspettato però una maggiore cura nel trattare un tema così pesante come la depressione, che a mio parere viene a tratti banalizzato

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    1. ma sai che penso che la depressione sia tratta superficialmente e per stereotipi proprio per quel motivo, che sa chi ha visto il film, funzionale alla trama? ;) (meglio non spoilerare!)

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