(Mini)serie tv mon amour: 9. Dowton Abbey


La sorpresa trionfale degli ultimi Emmy Awards è stata la molteplice vittoria di una miniserie poco nota che di mini non ha nulla ma che si staglia superba e possente sul panorama televisivo seriale: Downton Abbey.
Miglior miniserie, miglior sceneggiatura (Julian Fellowes), miglior regia (Brian Percival), miglior attrice non protagonista (Maggie Smith): tutti premi meritatissimi che sarei andata a consegnare di persona io stessa!
Si tratta di un dramma inglese in costume prodotto dalla britannica Carnival Films per il network ITV, creato e sceneggiato da Julian Fellowes, già premio Oscar nel 2002 per la sceneggiatura di Gosford Park di Robert Altman, e diretto da Brian Percival, con attori di grande bravura e fascino british come Hugh Bonneville (Notting Hill, Mansfield Park) e con un'attrice premio Oscar del calibro di Maggie Smith.
Gli elementi per fare di Downton Abbey una serie elegante, raffinata e di prima qualità c'erano tutti ed il risultato finale è quello di un prodotto televisivo dal carattere cinematografico, ampio, panoramico, “altmaniano”, girato con maestria da grande schermo, recitato con stile e curato nei minimi dettagli (ogni puntata è costata più di 1milione di sterline!) fino a divenire il perfetto affresco di un'epoca, di un paese, di una famiglia, un dipinto minuzioso e indimenticabile dalle sfumature molteplici.
Sullo sfondo dell'Inghilterra di Re Giorgio V, qualche anno prima della Prima Guerra Mondiale, in particolare nel biennio 1912-1914, la serie ruota intorno all'immaginaria Downton Abbey nello Yorkshire (si tratta in realtà del Castello di Highclere nell'Hampshire), nobile dimora del Conte e della Contessa di Grantham, e segue le vicende dell'aristocratica famiglia Crowley e della servitù che lavora al suo seguito.
Tutto ha inizio con l'affondamento del Titanic del 1912, durante il quale perdono la vita anche due cugini di Lord Crawley, uno dei quali destinato in marito alla primogenita Mary; ciò innescherà delle contorte vicende burocratiche legate all'eredità, dal momento che il Conte non ha figli maschi e che l'erede sembrerebbe essere un lontano parente avvocato medio-borghese.
Denaro, proprietà, facciata e altre classiche “problematiche” nobiliari vengono presentate puntata dopo puntata attraverso la vita quotidiana di questa famiglia, osservata quasi con una lente d'ingrandimento.
Parallelo al mondo ovattato e (finto)calmo dei piani superiori scorre il frenetico e ipercinetico mondo della servitù, attraversato da altrettante tensioni, rivalità, attrazioni e repulsioni.
Due mondi così lontani socialmente eppure così vicini fisicamente e moralmente, in cui ogni personaggio ha qualcosa di spiccato, di umanamente interessante sia nel bene che nel male.
Tutto è così meravigliosamente inglese e io vado matta per le atmosfere e l'estetica british!
Tanti sono stati i richiami cinematografici e letterari a venirmi in mente guardando Downton Abbey: a parte l'ovvia impronta in stile Altman che richiama Gosford Park, vengono in mente anche Quel che resta del giorno e altri film in costume di James Ivory, Ritratto di signora di Henry James, i salotti e le sale da té dei romanzi di Jane Austen, l'Inghilterra popolare e umile dei romanzi di Dickens, gli scenari aristocratici e perfidi dei gialli di Agatha Christie e tanti altre suggestioni tipicamente inglesi.
A parte qualche piccola pecca di seriosità british (la parte giuridico-burocratica dedicata all'eredità), la miniserie rimane comunque qualcosa di superbo e di coinvolgente, di esteticamente appagante, una saga sceneggiata in modo impeccabile, da cui non si riesce a staccare gli occhi, in cui ogni personaggio in scena ha qualcosa di interessante da dire e da fare, con una colonna sonora indimenticabile, una fotografia perfetta e tanti altri pregi: uno su tutti la forza delle sue donne, eroine di tipo "austeniano", vera anima e traino della serie.
Un prodotto televisivo di pura e semplice bellezza, con la forza di un film d'autore e di un romanzo mozzafiato.
Che dire: Dio salvi la Regina e la televisione inglese!

Commenti

  1. Ciao Margherita! Siamo un gruppo di ragazzi di Perugia con la passione per la scrittura e stiamo lavorando ad un romanzo scritto a puntate ed ambientato proprio a Perugia sul nostro blog. Ci farebbe enormemente piacere se venissi a dare un'occhiata e se sostenessi il nostro progetto (se lo troverai di tuo gradimento,ovviamente!). Il tuo blog è fantastico,davvero molto interessante,lo seguiamo! Tanti saluti e grazie.

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  2. Ciao 1x1!Darò un'occhiata al vostro blog e al vostro progetto che sembra interessante :)

    Rossana guardalo, secondo me lo apprezzerai (come è stato per Mildred Pierce!)

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  3. non l'avevo sentita, ma dopo questo tuo post.. corro a cercare il link!! non vedo l'ora di sentire il british english :) e di immergermi nell'atmosfera inglese!!

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  4. Buona visione/immersione Paola ;)

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  5. non sono un patito di film e serie in costume, però prima o poi vedrò di fare un tentativo con questa...

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  6. mi aveva colpita molto durante la premiazione degli Emmy, ma poi gli impegni me l'avevano fatta dimenticare... grazie per avermela ricordata :)

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  7. grazie a te di esserti aggiunta ai miei lettori :D

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