Nessuno si salva da solo - Hungry Hearts

Un post binario per due film italiani recuperati in voluto ritardo...

Nessuno si salva da solo. Una serata di bassissima cinefilia. Dopo ho avuto la nausea.


Io l'accoppiata autoreferenziale Castellitto-Mazzantini non la sopporto da anni, perché ritengo rappresenti il peggio dello stile radical chic italiano, quel tipo di creativi borghesi che mirano ad un'autorialità non troppo italiana finendo con l'essere fin troppo italiani (mi sento Stanis di Boris in questo momento, ma è così!).
Si punta in alto, si vuole citare, si vuole essere stilosi e impegnati, e io invece percepisco solo una complessiva mediocrità.

Gli attori e i dialoghi sono l'apoteosi del posticcio, un po' come i capelli di Delia/Jasmine Trinca nelle varie fasi del film. Tra l'altro Jasmine Trinca è insopportabile, molto più di Scamarcio.
Le domande e le risposte fra i due, durante le due ore di faccia a faccia o di flash back, fanno sentire sempre che c'è dietro il copione, sanno di artificiale, di studiato, di inverosimile.

Pur essendo una storia comunissima, materiale narrativo evergreen dalla notte dei tempi - lui e lei, l'idillio, il matrimonio, i figli, la crisi - che non smette mai di dire qualcosa sulle universali contraddizioni dell'amore, ho avvertito per tutto il tempo un diffuso senso del ridicolo, un che di troppo carico e inevitabilmente caricaturale.
La parte finale con Roberto Vecchioni è imbarazzante.
Salvo solo la colonna sonora, molto delicata, molto orecchiabile.

Alla fine di queste brevi impressioni potrete chiedervi "ma allora perché l'ha visto?".
Non lo so.
Forse perché voglio smetterla di snobbare a priori le cose italiane, o forse, molto più probabile, perché volevo vedere Scamarcio nudo.


A dispetto del mio approccio irrigidito dai pregiudizi - Saverio Costanzo è un raccomandato figlio di papà che non ha fatto la gavetta, la sua compagna Alba Rohrwacher ha sempre la stessa monoespressione da albina problematica in tutti i film in cui recita ed è brutta - mi è invece piaciuto molto Hungry Hearts.

L'ho trovato originale nella tematica e nello stile distorto di regia.
Insolito, disturbante e, sopra ogni cosa, intrigante.
Tutta quella silente follia, quella degenerazione dell'amore, quella stranezza, quel sinistro incrinarsi della normalità (affettiva, alimentare, genitoriale) ti rapiscono come solo i migliori thriller sanno fare.

Alba Rohrwacher stavolta mi ha rapita, forse perché la sua fragilità fisica, il suo biancore surreale e quella delicatezza che sembra tristezza che la caratterizzano erano perfetti per il suo personaggio.
Adam Driver, mio grande amore da quando vedo Girls, si conferma un ottimo attore alternativo e in questo film è uno dei papà più teneri che abbia mai visto. Coppa Volpi meritata per entrambi!

Prima romantico e newyorkese con stile indie (quanto sono adorabili Jude e Mina all'inizio!), poi sempre più deformato e hitchcockiano, Hungry Hearts è, per citare la canzone chiave del film, "'na cosa grande pe' mme...".
(Ok, Costanzo, sei un privilegiato talentuoso).

Commenti

  1. Sulla coppia Castellitto-Mazzantini ha la medesima opinione: se la cantano e se la suonano da soli. Di Nessuno si salva da solo è già inguardabile quella locandina finta come quello che propone la coppia d'oro della scrittura e del cinema italiano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siamo assolutamente sulla stessa linea d'onda ahahahah!

      Elimina
  2. Hungry hearts è riuscito a trasmettermi tutta l'angoscia del mondo... e credo che fosse questo il suo intento!
    Nessuno si salva da solo invece non l'ho visto perché i libro non mi era piaciuto per nulla...

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I Love Books: 150. Indignazione

Il mio parere su Blade Runner 2049

I Love Books: 147. Il mulino sulla Floss

Serie tv Netflix: Stranger Things 2

2 libri (+ 1 serie tv) per le vacanze estive

I Love Books: 145. Il racconto dell'ancella