Il mio parere su Big Eyes


Il primo film che ho regalato ai miei occhi nel 2015 è stato Big Eyes e non poteva esserci visione più gradita e dalle tinte vivaci.

Da un po' di tempo, quando vado a vedere un film di Tim Burton, onde evitare delusioni da fan nostalgica della prima ora, mi impongo di non avere alcuna aspettativa né alcun pregiudizio pre e post burtoniano, di non alzare le classiche barriere di diffidenza post-Alice in Wonderland e di mettere da parte la fissazione romantica per personaggi mitologici come Edward mani di forbice e simili.

Grazie a questo approccio vergine e detimburtonizzato sono riuscita a godermi Dark Shadows Frankenweenie in purezza.

Nel caso di Big Eyes sono stata ampiamente ripagata: l'ho trovato bellissimo, in stato di grazia e godibile nella sua totalità. Un buon film, a prescindere dal suo essere un film di Tim Burton.

L'estetica burtoniana va e viene; ci sono dei momenti in cui la gamma cromatica, la fotografia, il tipo di inquadratura e di suggestione che ne deriva sono pura e riconoscibilissima poetica burtoniana, e dei momenti in cui volendo ci si può scordare della presenza del regista e del suo peculiarissimo estro.

Il che credo sia un bene perché lungi dal voler mimare se stesso e il suo stile d'altri irriproducibili tempi, come ha fatto spesso negli ultimi deboli anni, Tim si lascia andare anche ad altro. Messi (in parte) da parte i manierismi gotici e il fiabesco emo-adolescenziale, il regista sceglie di narrare una storia vera.

Una storia vera e stramba, perfetta per i gusti bizzarri di Burton e per il suo stile pop-poetico, indipendente e colossale al tempo stesso.
Nel film ci sono entrambe queste caratteristiche: c'è l'arte nella sua degenerazione commerciale e andywarholiana, nella sua accezione pop e monetizzabile (che è un po' quello che caratterizza i film a grandi cifre di Tim Burton), c'è la furbizia spietata e grottesca di Walter Keane, ma c'è anche la poesia della sensibilità di Margaret Keane, della sua fragilità, della sua delicatezza ammantata di tristezza essenzialmente burtoniana.

Amy Adams/Margaret Keane ha quel tipo di bellezza classica e malinconica che buca lo schermo e comunica anche nei silenzi; l'ho trovata perfetta come creatura burtoniana triste e vintage e come artista sui generis.

I suoi dipinti sono pazzeschi, un trionfo di pop, kitsch, opera d'arte nell'era della sua riproducibilità tecnica, ma anche di sensibilità e di innocenza infantile. Quegli occhi enormi sono eccessivi e delicati al tempo stesso, sono grotteschi e romantici. Come le creature di Tim Burton, come i suoi film.

Cristoph Waltz è sempre un mattatore e in Big Eyes ha una recitazione sovraccarica e sopra le righe che all'inizio può sembrare eccessiva (forse anche a causa di un doppiaggio caricaturale), ma poi si sposa perfettamente all'indole istrionica e quasi psicotica del personaggio che interpreta, un vero matto, fonte di ilarità ed elemento comico-mostruoso in vari momenti del film.

Insieme risultano una coppia di impatto estetico indimenticabile, un brillante ossimoro, l'arte e l'artificio, l'ingenuità e l'intraprendenza, i grandi occhi liquidi dell'infanzia e lo sguardo rapace dell'arraffone.

Dicevo che la presenza di Tim Burton sfiora l'invisibilità in Big Eyes, ma credo che ciò riguardi solo la sua cifra stilistica consueta. A ben vedere il contenuto del film, la vicenda surreale di Margaret Keane e del furto d'identità artistica da parte del marito, l'enorme carambola di conseguenze economiche, emotive e giudiziarie che ciò creerà, la guerra a colpi di pennelli, megaville con piscina e mosse strampalate, il tragico e il comico di questa storia, tutto questo è una favola paradossale perfettamente nelle corde di Burton, è una realtà ai limiti dell'onirico che lui stesso avrebbe potuto inventare e sceneggiare.
Provate a spalancare i vostri occhi e a dilatarli come quelli dei bambini dipinti da Margaret Keane e vedrete il solito, amabile, geniale Tim Burton farvi l'occhiolino.


Commenti

  1. Lo guarderò sicuramente!!!

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    1. buona visione anche a te (e benvenuta sul blog! Grazie :D)

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  3. Bell'analisi.
    Alice non sono riuscita ad andare oltre i cinque minuti.
    Non so se andrò a vedere il nuovo, non perché non rispetti i canoni burtoniani puri, in questo periodo io e il cinema non ci amiamo molto.

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    1. Capita, anch'io in certi periodi sento diminuire la cinefilia, soprattutto da quando ci sono in circolazione serie tv di livello qualitativo altissimo e quasi superiori al cinema contemporaneo!
      Però per Big Eyes dovresti ritrovarlo un po' di amore per il cinema ;)

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  4. E' piaciuto molto anche a me, una storia davvero gradevole ed interessante. Credo che stavolta Burton abbia cercato consapevolmente uno stile diverso dal suo solito, proprio com'è stata costretta a fare la Keane nei tristi anni in cui il suo lavoro veniva usurpato dal marito.

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    1. E direi che questo stile diverso ci piace molto (mentre della Keane preferisco decisamente gli occhioni alla fase simil-Modigliani!)

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  5. A me ispira proprio perché sembra che Burton, da sempre prigioniero del suo stile, smetta di essere Burton. E lo dico da fan di Tim Burton...

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    1. E da fan di Tim Burton quale sono anch'io ti preannuncio che, viste le tue premesse, lo amerai questo film! Poi fammi sapere ;)

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  6. Concordo con te, anche me il film è piaciuto molto, e trovo che Tim Burton sia riuscito in questo caso a dosare perfettamente la sua creatività rendendo il film molto credibile ma dandogli lo stesso quel senso di "irreale" tipico dei suoi film.

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    1. Esatto! Ho amato proprio questo mix tra vicenda biografica ed esagerazione ai limiti del surreale di Burton!

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    1. ahahaha, in effetti l'enormità di quegli occhi è inquietante, soprattutto nella scena al supermarket in cui Margaret la vede sugli occhi di chiunque. Però il film è lungi dal far paura, anzi è un trionfo di tinte pastello, anni '60 e altre cose piacevolissime da vedere. Nessun elemento gotico alla Burton insomma :)

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  8. A me non ha soddisfatto pienamente... l'ho trovato sottotono per quanto abbia apprezzato la scelta di Burton di cimentarsi con una storia finalmente diversa e che appartiene questo mondo... per altri versi invece l'ho trovato caricaturale, come per il personaggio di Christoph Waltz, che è un attore straordinario ma persino lui qui non mi ha convinta del tutto... è un film piacevole da guardare, ma credo che Burton debba ancora trovare il suo equilibrio in questa nova ricerca stilistica... ma forse parlo troppo da fan per essere davvero obiettiva... :-)

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    1. Devi attuare la mia strategia detimburtonizzante prima di ogni suo film! Io, da fan innamorata del Burton anni '90, apprezzo di più i suoi film recenti da quando la metto in atto 😉

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  9. Tim Burton è uno dei miei registri preferiti, e purtroppo questo film non sono riuscita a vederlo al cinema per febbre e stupidi amici che non capiscono la bravura e la genialità di questo uomo! Attendo con ansia di ritrovarmelo su Sky Prima Fila per potermelo subito vedere *.*

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