Il mio parere su Tutto può accadere a Broadway


Freschissima, irrequieta, woodyalleniana, teatrale, eccentrica: questa commedia di Peter Bogdanovich è una cosa semplicemente adorabile.

Tutto può accadere a Broadway (titolo originale She's Funny That Way) è un invito a teatro, un gioco dinamico da cui lasciarsi travolgere e in cui è impossibile fermarsi a riflettere. Ci si entra dentro e si corre senza prendere quasi mai fiato, ma è una maratona vivificante.

Una screwball comedy come quelle di una volta, un flusso concitato e nevrotico di incontri, scontri, equivoci, misunderstanding, sempre all'insegna di un'ironia sottilissima e un piglio brillante.
Situazioni che non riposano mai e che innescano effetti domino lunghi quanto la durata del film.

Non c'è un personaggio normale e affidabile in questa storia di (stra)ordinaria follia a Broadway, c'è un caos di tipi umani ben assortiti in quanto a nevrosi, ossessioni e manie ed è questa dimensione così variamente strampalata che flirta costantemente col più sofisticato demenziale, a divertire e incantare lo spettatore, a introdurlo dentro un mondo di adorabili matti logorroici.

Merito di attori giustissimi per questo tipo di film, volti noti e meno noti che si fanno un'unica cosa con il proprio singolarissimo personaggio e che sposano la causa ipercinetica della pellicola.

Un regista tombeur de femmes con bizzarre teorie e tendenze al finanziamento dei sogni altrui (Owen Wilson), la moglie di lui gelosa e plateale (Kathryn Hahn), una giovane aspirante attrice che arrotonda facendo la escort (Imogen Poots), un attore vanesio e in fissa con una vecchia fiamma (Rhys Ifans), uno scrittore insoddisfatto (Will Forte), una psicoanalista totalmente da psicoanalizzare (Jennifer Aniston), un anziano giudice ossessionato da una donna, una spia strampalata.
L'uno collegato all'altro ovviamente, in un incastro circolare perfetto in cui tutto torna e tutti convergono verso lo stesso punto.

C'è da perderci la testa, ma soprattutto la serietà.

Se non vi basta la garanzia di Owen Wilson, che è quasi un brand per questo tipo di commedie brillanti (la testa mi va sempre a Midnight in Paris quando parlo di lui), posso dirvi che Imogen Poots è un'autentica rivelazione e che Jennifer Aniston nel suo ruolo di strizzacervelli disturbata è una bomba di puro divertimento.

E se non vi basta ancora, sappiate che il film è prodotto da quei due geni di Wes Anderson e Noah Baumbach (regista di quella perla che è Frances Ha), garanzia a priori di stile e indipendenza creativa.

"Squirrels to the nuts", ecco cos'è questo film. Non il canonico "nuts to the squirrels".
Chi l'ha visto in lingua originale mi ha inteso, ma anche chi l'ha visto nella nostra lingua capirà di cosa sto parlando e di quanto sia illogica e grandiosa questa filosofia di vita e la filosofia che regge un film così pazzerello.


Ho percepito tanto Woody Allen in Tutto può accadere a Broadway, il Woody migliore d'antan, e la cosa mi ha euforizzata: ho trovato un nuovo-vecchio regista che fa quel genere di commedie che mi rendono felice perché in qualche modo mi assomigliano.

Mi piacciono questi omaggi nostalgici al passato aureo e il recupero cinefilo che fa Bogdanovich degli anni '40-'50 del cinema leggero americano, di Cukor, di Capra, è un dono per lo spettatore di oggi.
Tutto può accadere a Broadway si nutre di dinamiche comiche retrò e proprio in questo suo ritorno marcato al passato risiede la sua originalità, la sua unicità.
Old but gold insomma.

Il cameo finale di un mostro sacro della macchina da presa che spetta a voi scoprire, è la ciliegina su una torta al sapor di Woody Allen già squisita.

Commenti

  1. Detto in due parole... è uno di quei film che Woody Allen non riesce più a fare! :)
    E l'ha fatto un altro "grande vecchio" del cinema americano, un autentico mito come Peter Bogdanovich. Una delizia per occhi, orecchie e cuore :)

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    1. io questo grande vecchio l'ho scoperto solo ora e tramite questo film :D

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