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I Love Books: 59. Jude l'oscuro

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Jude l'oscuro è un romanzo disperato, tragico e pessimista all'inverosimile. Se lo leggete in periodo di umor nero e latitanza di allegria potrebbe uccidervi l'anima e annientare i residui di serotonina rimasti in circolo nel vostro cervello. E' una delle cose più affette da tetraggine e disperazione che io abbia mai letto, è una minacciosa nuvola nera, una foschia sinistra, un trattato sul nichilismo. Non lascia spazio alla speranza. Eppure, in questo suo essere così struggente ed etimologicamente romantico, è una lettura passionale (sempre in senso etimologico) che scuote, stritola e non lascia indifferenti. Il coinvolgimento può essere di volta in volta fastidio, sollievo, rabbia, pace, guerra, può arrivare su binari a percorrenza lenta o tramite violente accelerazioni, ma è garantito. Di Hardy avevo già letto con grande e pieno trasporto   Tess dei D'Urberville , un romanzo ineluttabile, potente e indimenticabile, epopea di un'eroina tragica che ti...

I Love Books: 58. Tom Jones

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Quando penso al romanzo come genere, penso in automatico, e con sfumature mentali dorate, all'Ottocento, all'Inghilterra, alla Francia e alla Russia, all'età vittoriana e al Romanticismo. Quando vado a cercare un libro dell'Ottocento so bene cosa ci troverò dentro, quale tipo di emozione e passione proverò, che tipo di percorso umano e psicologico mi verrà regalato. Mi ci sento a casa dentro le pagine di un romanzo di quell'epoca, una parte del mio cuore di lettrice si è costruito lì. Per una volta ho voluto cambiare comfort zone di lettura e cimentarmi con un classico inglese del Settecento, Tom Jones di Henry Fielding , uno di quei romanzi di cui si parla sempre nei libri di letteratura inglese del liceo, ma che nessuno legge integralmente se non sotto costrizione didattica. Un po' come accade con I Promessi sposi . In effetti il tomo di mille pagine dà, all'avvio della lettura, l'impressione che si sia appena intrapresa un'impresa donch...

Serie tv mon amour: 26. Dexter - stagione 8

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E' finita. Dopo 7 lunghi anni, ieri sera ci siamo dati commiato, ci siamo guardati un'ultima volta tramite lo schermo del pc e ci siamo detti addio. Era il 2006, un anno qualunque da universitaria fuori sede, quando insieme al mio allora neo-fidanzato abbiamo iniziato a vedere   Dexter e ad entrare nel vortice strappa-socialità delle serie tv. Dexter è stata un'iniziazione, il rito di passaggio da quelli che negli anni '90 chiamavo telefilm e guardavo distrattamente e senza coscienza critica alla tv, alla serialità vera e propria, quella seria, quella fatta di attese, di appuntamenti fissi, di esaltazioni, empatie, dipendenza. Una storia d'amore insomma. Dexter è stata la prima di una lunga serie di serie, di un susseguirsi di stagioni non climatiche, il pilot di tutti i pilot, ed è anche per questo che ha un valore affettivo per me: Dexter è stata la scoperta di una passione, di un passatempo, di un'alternativa al cinema altrettanto soddisfacente. ...

Il mio parere su Gravity

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Per un'affetta da sindrome dell'epoca d'oro (cit. Woody Allen) e disadattata del presente e dell'avvenire come me, la science fiction è l'esatto opposto della mia estetica ideale, del mio romantico immaginario retrò, è quanto di meno interessante possa esserci ai miei occhi antichi e nostalgici. Lo stesso vale per il 3D e i suoi ridicoli occhialoni post-moderni. Solo in rari casi riesco a percepire un'anima dentro quegli argentati, metallici e futuristici film di spazio e disumana collocazione spazio-temporale. Mi viene in mente Apollo 13 o il più recente Moon ; per entrambi questi film ho provato qualcosa. Ieri, vedendo Gravity (di Alfonso Cuaròn , 2013), per la prima volta sono riuscita perfino ad emozionarmi di fronte a cose che hanno a che fare con la NASA e l'ingegneria aerospaziale, e per una come me è una sorta di miracolo, di svolta cinefilo-esistenziale. Tutto merito dell'umanesimo, della sensibilità e della delicatezza di questo fil...

Il mio parere su The Bling Ring

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E così ho visto The Bling Ring e ho avuto conferma del mio squallido presentimento e cioè che fosse un film da fashion bloggers, da instagramers, da adolescenti social che vanno a vedere film commerciali agli Uci Cinemas, da gente che usa gli hashtag per comunicare; che fosse una pellicola mediatica con sponsor e campagne pubblicitarie di convenienza e poca anima e indipendenza. Che fine ha fatto la tua sublime e straniante indie-tudine Sofia? Le tue atmosfere sospese e la musica sopraffina? Dov'è finita la tua cifra stilistica bon ton, il tuo gusto essenziale e le tue storie travagliate immerse in una malinconia chic e in un dolore delizioso, in una bellezza appagante per gli occhi e significativa per la mente? Le licenze di vanità e le frivolezze non sono mai mancate nei film della Coppola , il tocco glamour ed estetizzante è il suo marchio di fabbrica, ma The Bling Ring è totalmente vano e frivolo, è tamarro, stupido e noioso, un susseguirsi concentrico di siparietti ...

I Love Books: 57. Oblomov

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Non so se sia il rigore termico, la vodka in circolo nelle vene o un dono genetico particolarmente diffuso da quelle parti nell'800, ma i romanzieri russi hanno una capacità narrativa pazzesca, passionale. Ti immagini prose rigidissime e racconti gelidi, temi la sconfinata mole sovietica di quei tomi e il loro peso grigio piombo, e invece, una volta iniziata la lettura, ti ritrovi di fronte, o meglio dentro, a dei mondi di descrizioni, introspezioni e proiezioni di perfetta succosità romanzesca, di sublime, scorrevole, purissimo racconto. Ti trovi faccia a faccia con l'arte del narrare e ne trai sommo piacere, ne fai strumento di salvezza. Finora mi ero concessa qualche amabile e soddisfacente seduta di Tolstoj e Dostoevskij , ma leggendo Oblomov ho aggiunto Gon č arov alla lista di spacciatori russi di emozioni da lettura. Leggere Oblomov è stato catartico, benefico, una seduta di autoanalisi fatta di continue scosse, empatie e rivelazioni, di richiami personali...

Serie tv mon amour: 25. Orange Is the New Black

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Orange Is the New Black è la mia nuova ossessione, la mia galera, il mio colore preferito: ho finito ieri sera la prima stagione raggiungendo picchi di fanatismo massimo, e non vedo già l'ora di tornare tra quelle sbarre, in quella gabbia di matte straordinarie. Aspettare la seconda stagione sarà come scontare una pena. Questa serie (trasmessa in streaming da Netflix e ispirata al libro di memorie di Piper Kerman ) ha il brio vitaminico dell'orange e la cupezza del black, è esuberante, su di giri, maleducata, volgare, ma anche triste, deprimente e asfissiante; è frivola, sboccata, a tratti demenziale, ma fa anche riflettere e commuovere. L'ho adorata perché è estremamente viva e coraggiosa, perché è femminile ma non teme la più rude mascolinità, perché è ambientata in carcere ma è liberatoria, perché è divertente, perché i personaggi sono caratterizzati con esilarante furbizia e le attrici sono tutte delle mattatrici. E' un micromondo dalle mille facce e...