Il mio pensiero su Il discorso del re


L'attesa curiosa e pompata dal passaparola mediatico finalmente è finita: ho visto al cinema Il discorso del re e devo spendere assolutamente due parole a tal proposito.
Il film è davvero bello, nulla da ridire, emoziona, incoraggia e infervora lo spettatore, gli apre una finestra storica sconosciutissima e una vicenda umana che ha del leggendario. Un film epico, solenne ma anche profondamente umano e intriso di fragilità.
Io però non sono riuscita a viverlo come film, cioè un'opera cinematografica compatta e completa, dotata di anima e cuore, ma più come palcoscenico teatrale di prove attoriali sbalorditive.
Mi spiego meglio: quello che mi è rimasto dopo averlo visto non è il film in sè bensì Colin Firth che balbetta, urla, sforza le vene del collo, piange come un bambino, facendo tutto ciò con una maestria davvero da premio Oscar, e Geoffrey Rush che provoca, sprona, salta e si dimena di fronte al suo regale paziente con un istrionismo spettacolare.
Ciò che mi è rimasto dentro sono gli attori, che sono di prim'ordine e che recitano in modo mostruosamente perfetto, da far commuovere anche il più cinico dei realisti. Però mi è rimasto solo quello, come a dire che se a parità di film, sceneggiatura e regia Il discorso del re fosse stato interpretato da altri attori, credo che sarebbe stato un film noioso e scontato , un film senza troppe capacità e meriti, insomma un buon film ma non certo il capolavoro plurinominato agli Oscar di cui non si fa che parlare e di cui si parlerà ancora.
A volte la differenza è fatta da chi sta dietro la macchina da presa e ci sono registi che da soli fanno la vera anima e sono la forza invisibile di ciò che vediamo sullo schermo, in questo caso il regista (un pressochè sconosciuto ai più Tom Hooper) è assolutamente oscurato e incapace di fronte al miracolo attoriale di due grandi facce da grande schermo come quelle di Colin Firth e Geoffrey Rush.
Il film vive e si dipana per quasi due ore solo in virtù di questi due abili incantatori e a volte mi sono ritrovata talmente ipnotizzata dalla mimica facciale di Colin Firth e dalle smorfie di Geoffrey Rush, dalla loro pelle, dai loro occhi, dalle loro bocche spalancate o serrate in primo piano, da dimenticarmi di seguire le vicende del film, gli sviluppi della trama.
Mai sottovalutare il mestiere e l'arte dell'attore: da soli un corpo, una voce, uno sguardo riescono a creare il miracolo della credibilità e della verosimiglianza, la magia stessa su cui poggia le basi il Cinema.
Ne Il discorso del re gli attori sono talmente bravi da rendersi autonomi e da godere di vita propria rispetto al povero e umiliato film!
Andate a vederli a teatro...ops al cinema e capirete di cosa parlo!


Commenti

  1. Sono d'accordo! Il film è innanzitutto una grande prova d'attori, e gli altri elementi di interesse che ha sono o troppo all'acqua di rose (la dimensione psicoanalitica) o coinvolgenti e ben fatti ma già visti (i nazisti sono i cattivi, gli inglesi sono i buoni... e chi dice il contrario?!!)... Insomma qual'è l'importanza di questo film in un panorama più ampio del cinema contemporaneo?? Nessuna! Detto ciò, due ore molto piacevoli...

    RispondiElimina
  2. Concordo anch'io con quello che dici!
    Adesso vedremo quante statuette si porterà a casa e quante di queste saranno meritate! (credo sia giusto premiare Firth e Rush ma non può vincere come miglior film!)
    Ciao Lorenzo ;D

    RispondiElimina
  3. concordo su tutto! Firmato "il più cinico dei realisti" :)

    RispondiElimina
  4. è giunto l'anno buono per colin firth di vincere l'oscar, anche se il premio è più una vetrina per celebrità da reclamizzare che non un riconoscimento ambito dai grandi interpreti contemporanei, come firth per l'appunto che, per capacità interpretative, è ben superiore a molti divi da copertina.
    ... complimenti per il blog, visto che ti piace il cinema vienici a trovare ;)
    a presto,
    marco

    RispondiElimina
  5. @aurelio-il cinico realista: mi fa piacere che concordi con ciò che ho scritto ;D

    @Marco Michele: si, credo anch'io che sia l'anno buono per Colin, se non vince lui come miglior attore non vedo altre possibilità! Grazie per i complimenti, seguirò il vostro blog!

    RispondiElimina
  6. Thanks for following! It means a lot to me! :D
    I follow you back!
    xx

    RispondiElimina
  7. a me il film ha emozionato davvero poco. colin firth qui è bravo, ma non mi ha mai entusiasmato molto. geoffrey rush ancora meno...
    concordo comunque sul fatto che il regista è oscurato, anche perché la sua mano si vede davvero poco. davvero troppo pompato, questo discorso del re, e in effetti non si capisce perché se ne parli tanto, ma alla fine ne ho parlato anch'io ampiamente sul mio blog, quindi è un circolo vizioso da cui non si esce :D

    RispondiElimina
  8. è vero, sarà il titolo "oratorio" ma se ne parla davvero tanto e dovunque di sto benedetto discorso
    ;D

    RispondiElimina
  9. Margherita, io sono totalmente con Cannibale.
    L'ho trovato un'ottima confezione priva del benchè minimo spessore emotivo.
    Lento e bolso come il peggiore dei salotti.
    Per dirla a modo mio, da bottigliate! ;)

    RispondiElimina
  10. Volevo dire che secondo me, oltre all'estrema bravura dei due attori, è stata bellissima anche la fotografia. C'erano delle scene negli interni di una bellezza spettacolare. Sembrava infatti una sequenza di scene perfette ma non collegate.
    Infatti non capisco come abbia potuto vincere l'Oscar la regia e non la fotografia.

    RispondiElimina
  11. Anonimo è vero, la fotografia de Il discorso del re è davvero molto bella e curata, però credo che la fotografia di Inception, a cui è andato l'Oscar, sia molto più spettacolare!
    Ciao :D

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I Love Books: 144. Mia figlia, don Chisciotte

WOODY ALLENamento: 2. Il dittatore dello stato libero di Bananas

Serie tv Netflix: 4. Anne with an E

I Love Books: 143. Moby Dick

Ho aperto un sito 💗 (e volevo dirlo anche qui)

I Love Books: 141. Una vita come tante