Il mio ultimo film del 2012: Io e te


Il mio ultimo film del 2012 è stato Io e te (di Bernardo Bertolucci, 2012), una chiusura se non proprio coi botti, almeno in raffinatezza.

Premetto che non ho letto il libro di Ammaniti, che non ho intenzione di farlo perchè Ammaniti va benissmo durante l'adolescenza e ti esalta pure, ma non a 28 anni, e che il mio giudizio è libero da termini di paragone.
E premetto anche che l'ho visto seduta per terra visto che la saletta in cui lo proiettavano era stata presa d'assalto da improbabili e accaniti bertolucciani e da cerca-eventi a caso del periodo delle feste, pertanto la mia visione è stata nervosa e infreddolita, lievemente influenzata dalla scomodità.

Nonostante ciò alla fine ne è valsa la pena e sebbene non sia stato un film folgorante e di impatto prolungato, di quelli tipicamente alla Bertolucci che ti provocano traumi conturbanti al limite del fastidio fisico, è stato qualcosa di bello e delicato, uno schiaffo-carezza pregna di intimità che il vecchio e tutt'altro che senile Bernardo ci ha voluto dedicare.

Un film intimo, piccolo e raccolto, e se tutto ciò che racchiude e mostra può sapere di stantio e claustrofobico, di vecchia storia anni '90 di disagio tossico e adolescenza sbagliata, io l'ho trovato ovattato e confidenziale, essenziale e di struggente semplicità, non tanto e non solo per la storia narrata e per il modo in cui è narrata, ma per la dolcezza del regista nel farlo.
La sedia a rotelle su cui Bertolucci è purtroppo seduto da un po' di tempo cambia solo le prospettive di inquadratura, le rende a tratti estreme e senza limiti e ciò, se ci si sofferma a pensare, è commovente, è puro amore.

La colonna sonora poi è bellissima e dà al film l'80% di forza e fascino, è forte, rapida e intensa e spaziando dai The Cure a David Bowie appaga il cuore quasi più dell'orecchio.

Sui due attori esordienti non so ancora bene che pensare: li ho trovati a tratti credibili o addirittura incredibili e a tratti forzati e con il classico tono di voce artefatto e ipocrita della peggior recitazione nostrana (quando lei dice "mariiiia" in quel modo così enfaticamente siculo avrei voluto ucciderla!). Nel complesso questi debuttanti Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco sono una coppia filmica ben assortita, un io e un te strani e quasi alieni e quindi efficacemente bertolucciani.


Commenti

  1. In linea di massima sono d'accordo, un episodio minore nella filmografia di Bertolucci, ma comunque decisamente guardabile. Peccato il pregiudizio sul libro, il film è molto fedele al testo tranne che per il finale, diverso e molto migliore nel romanzo. Non amo molto Ammaniti, ma non ti sembra un po' riduttivo definirlo adolescenziale?
    Ciao!

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    Risposte
    1. ciao Andrea, non so come sia Io e te il romanzo, il mio (pre)giudizio si basa su altre letture di Ammaniti e su una discreta conoscenza del suo stile di scrittura...Personalmente lo trovo più adatto ad una gioventù per me ormai lontana (!), ma è un mio parere e in quanto tale opinabilissmo e contestabile e poi non è per forza riduttivo ;D

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  2. Mah, per il romanzo(brevissimo, peraltro) tieni conto che vale quello che abbiamo detto per il film, leggibilissimo ma non un capolavoro.
    Gioventù lontana un cavolo, Margherita... io ne ho sei di più e SIAMO ggiovanissimi ;)

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