I Love Books: 87. L'amica geniale


Affabulare.
O anche attanagliare.

Questo è quello che sa fare prodigiosamente Elena Ferrante, chiunque lei sia.
Questo è l'incantesimo a cui stiamo felicemente soccombendo in Italia e perfino oltreoceano con L'amica geniale, il perché (uno dei tanti) ci sentiamo in preda all'incanto mentre leggiamo.

L'intreccio di questa storia è affabulatorio e attanagliante in maniera straordinaria, è un dono di purissima e altruistica narrazione, una narrazione "facile", ma anche elegante, estremamente scorrevole, ma anche ricca, dal piglio facilmente commerciabile, ma con uno spessore da opera importante.
Mi è sembrato un romanzo popolare e geniale insieme, affabile e di grande pregio letterario.

Leggo poco gli autori italiani, è questa la mia più ostinata e pregiudiziale forma di snobismo letterario (o di ignoranza) e me ne rammarico, ma c'è una parte ulissiaca di me che talvolta (sebbene di rado) cede alle sirene dei fenomeni editoriali, anche quelli nostrani, e che vuole sapere, capire, scoprire per non sentirsi tagliata fuori dalla festa.

C'era un'insistenza troppo virale e uniforme su questo ciclo di romanzi, un richiamo irresistibile, e chi mi credevo di essere per restarne immune?
Un'ondata di fervida curiosità mi ha assalito e ogni tentativo di voler fare la ragazza indipendente è stato vano: dovevo poter dire anch'io la mia su L'amica geniale. Sono andata in libreria e ho fatto mio questo caso eclatante.

In principio ero un po' scettica come lo sono sempre di fronte ai successi strabilianti e mi sono rapportata al libro più per sfidarlo che per amarlo, salvo poi ricredermi e amarlo con trasporto passionale e con un senso di esigenza, di necessità.

Lila e Elena sono creature vivide e palpitanti, prive di ogni forma di falsità romanzata e ammantate di verità neorealista. La loro storia di amicizia e di vita, che in questo primo libro si focalizza sull'infanzia e l'adolescenza, è offerta al lettore come per farne parte integrante, per viverne da vicino le peculiarità e le contraddizioni. Non c'è distacco, siamo immersi dentro il vissuto in divenire delle protagoniste e non percepiamo mai la finzione perché l'autrice sa scrivere senza artificio, ma senza per questo eccedere mai in un'essenzialità verista.

Fosse stata una storia di infanzie e adolescenze negate nella disagiata periferia partenopea, raccontata con toni crudi da neorealismo puro, senza il caldo abbraccio del romanzesco, avrei lasciato subito perdere, perché non amo questo tipo di narrazione.
Invece la prosa de L'amica geniale è avvolgente, raffinata, curata, priva di quella ruvidezza, di quella "sporcizia" e di quel tocco folkloristico che i romanzi ambientati a Napoli hanno spesso.
La Napoli che viene narrata è sporca e folkloristica, ma i modi della scrittrice no.

Di tanto in tanto fa capolino qualche elemento da sceneggiata napoletana, soprattutto sul versante sentimentale, ma per dare una coloritura specifica al testo e un background più definito alle due protagoniste.
Non c'è alcun eccesso patetico o teatrale nel romanzo, c'è Napoli e la napoletanità, ma il respiro non è regionalista, bensì universale.

Chi ama leggere, invano potrà opporsi alla seduzione del romanzo perché nelle sue pagine si trova l'essenza stessa del leggere, la sua forma più sopraffina e godibile.
Non bisogna fare sforzi per entrare dentro la storia e farsi coinvolgere, non ci sono attese o indecisioni: si parte spediti verso un intenso viaggio nella Napoli degli anni '50, verso un romanzo di formazione ricco di spunti psicologici, sociali, sentimentali, intriso di femminilità ma ben lontano dai romanzi scritti da femmine per sole femmine.

Tra brutture e slanci verso il bello, tra disagi da rione periferico e momenti di rinascita, tra eventi minimi ed eventi di grande portata, le due donne del libro vivono esperienze molteplici e crescono sotto gli occhi del lettore, mentre le pagine scorrono fra le dita alla velocità della luce.

Il loro viscerale rapporto di amicizia (così come tutte le spinte che attraversano il romanzo) è all'insegna del dualismo, di un costante oscillare tra amore e odio, tra conservazione e rottura, tra dipendenza e necessità di indipendenza.

Il potere di Lila su Elena (e su tutti gli abitanti del rione) è fortissimo, il suo carisma, la sua genialità, la sua aggressività ai limiti della cattiveria, sono armi letali, anche per il lettore.

Lila è una delle donne letterarie che mi ha più messo alla prova di sempre, ho avuto anch'io percezioni dualistiche nei suoi confronti, un misto di fastidio e ammirazione, di soddisfazione femminista e di indignazione. La sua personalità è fortissima, definita magistralmente.
Così come è ben caratterizzata Elena - voce narrante del romanzo - la classica brava ragazza studiosa che dentro però freme.
Così come sono ben delineati i personaggi di contorno, i giochi di potere rionali, gli scontri fra famiglie, le dinamiche uomo-donna e donna-donna di questo ambiente difficile.

Il libro mi è piaciuto così tanto ed è così completo anche preso a sé che volendo avrei potuto fermarmi e non entrare nel trip della tetralogia.
Però i conti con la mia curiosità chi li avrebbe fatti?
Perché è esattamente questo il superpotere de L'amica geniale: generare  una curiosità famelica che ti prende a morsi se non l'assecondi.

Commenti

  1. Mi attira tantissimo, nonostante anche io non legga molta letteratura italiana.

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  2. Qualche sceneggiata napoletana.
    Sporca e folkloristica.
    Come se non avessi già abbastanza motivi per non leggerla.

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    1. Ma nooooo Mariaaa! Ti sei voluta focalizzare sull'unica cosa vagamente meno entusiasta che ho scritto, estrapolandola da un contesto di entusiasmo totale e di lodi sperticate!
      Avresti dovuto lasciarti andare al contagio e cedere, o meglio, io avrei voluto farti questo effetto :(
      Pazienza, non sai quello che ti stai perdendo ;)

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  3. Qualche sceneggiata napoletana.
    Sporca e folkloristica.
    Come se non avessi già abbastanza motivi per non leggerla.

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  4. Sei entrata in un tunnel da cui non uscirai facilmente.
    Io ero molto scettico, a partire dalla copertina terribile, ma quando l'ho cominciato mi sono subito ricreduto: con il suo stile magnetico la Ferrante mi ha attanagliato e la storia di Elena e Lila mi ha conquistato totalmente.
    A breve inizierò il terzo libro.
    Buon proseguimento di lettura (il secondo mi è piaciuto ancora di più).

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    1. ahahah è vero la copertina è parecchio cheap! Anch'io come ho detto ero scettica all'inizio e mi preparavo ad una stroncatura, ma l'effetto magnetico di Lila e Elena è stato fortissimo, attanagliamento totale.
      Grazie, ti/vi farò sapere anche sul secondo...
      Buona lettura anche a te, ci aggiorniamo ;)

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  5. Io ho appena concluso la saga. Entrata nel tunnel, ho dovuto percorrerlo tutto. E non me ne sono pentita.

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    1. Bene! Pare non ci sia scampo allora (e infatti sono ancora all'inizio del secondo e già penso a procurarmi il terzo e il quarto!)

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