I Love Books: 89. Storia di chi fugge e di chi resta (L'amica geniale - Volume terzo)


E siamo a tre. Storia di chi fugge e di chi resta.
Fuggire da questa saga è impensabile per chi ne ha preso parte, restare è necessario, perché vogliamo sapere, e lo vogliamo ardentemente, immediatamente, come prosegue la storia di Lila e Elena.

Passando da un libro all'altro senza soluzione di continuità non ho percepito alcuna variazione nel sortilegio perfetto di questa lunga narrazione divisa in quattro: anche con questo terzo volume la scrittura della Ferrante ha esercitato il suo enorme potere su di me senza mostrare segni di stanchezza o di ridondanza.
Io continuo ad amare senza tregua questa divinità della letteratura dai connotati oscuri e dal talento narrativo prodigioso.

Forse avrei dovuto scrivere un unico post su tutti e quattro i volumi della saga perché l'omogeneità, la compattezza, la forza lineare della continuità, rendono difficile la valutazione singola.
Senza contare che il mio entusiasmo è sempre lo stesso ad ogni volume e che rischio di diventare ripetitiva e monotematica, un'adolescente in pieno delirio testardo e fanatico.
Forse L'amica geniale andrebbe valutata come opera unica divisa in quattro tomi solo per ragioni editoriali. Il cuore che dà vita a questa storia battendo ora in modo regolare ora impetuosamente è uno solo; il piacere del lettore è un'unica ondata.
Forse L'amica geniale non andrebbe nemmeno valutata, a pensarci bene.

Tuttavia ci provo ad estrarre questo terzo volume dalla tetralogia e a riportare alcune (l'1%) delle mie percezioni.

Ho trovato bellissimo e intenso questo tempo di mezzo, soprattutto quello di Elena che è un tempo di preparazione alla vita vera, un'implosione silenziosa prima dell'esplosione, dell'ardimento di fine libro.
Come ho già detto nei post sul primo volume e sul secondo, mi sono sempre sentita vicino ad Elena, in piena affinità elettiva con il suo personaggio e questa percezione si è consolidata anche con questo terzo appuntamento.
La mia Elena...
L'ho lasciata fanciulla e la ritrovo donna, in una fase decisiva della sua vita, in un periodo di stasi e di tormenta al tempo stesso, di emozioni totali e definitive e di annoiata sistemazione coniugale.

Senza scendere nei dettagli (non voglio guastare la festa a chi deve ancora arrivare al terzo volume) dico solo: Firenze, Pietro Airota e la sua colta famiglia, Dede ed Elsa, le tensioni politiche degli anni '70 e le spinte femministe, la rinascita lavorativa ed economica di Lila, il ritorno di Nino, i dissidi turbolenti tra cuore e ragione, tra rottura e conservazione.
Fuggire e restare, un altro binomio di questa saga dallo spiccatissimo dualismo.

Ho trovato questo terzo volume, per il mio giubilo, molto elenacentrico, focalizzato su un'Elena più audace che cerca di crearsi una sua dimensione indipendente dall'amica, dal rione, dalla sua stessa subalternità su ogni fronte. Un'Elena meno calamitata dalla forza oscura e tirannica di Lila, più padrona di se stessa, nel bene e nel male.

L'amicizia tra le due si fa più fievole e passa attraverso il filo di un telefono, si fa rapporto a distanza, forza atavica meno decisiva.

Potrei dire altre mille cose su questo terzo quadro della vita di Lila e Elena, ma non voglio anticipare nulla, non voglio far straparlare la mia esaltazione né sfociare in celebrazioni idolatre prive di ogni forma di obiettività.
Spetta a voi esaltarvi e rendere grazie a Elena Ferrante per la terza volta, per sempre.

(Mentre scrivo ho già in lettura il quarto e ultimo volume e inizio a chiedermi come farò senza Elena Ferrante che ogni sera mi ha narrato la storia di Lila ed Elena sospendendo ogni manifestazione fisica del reale.
Mi consolo pensando a tutto il resto del mondo letterario che mi aspetta fuori dal tunnel ferrantiano, ma so già che il ritorno sarà un processo lento e infame).

Commenti

  1. Questo l'ho letto in sei giorni, non riuscivo a staccarmi, eppure, proprio perché è elenacentrico, mi è piaciuto leggernente di meno rispetto ai primi due, ma attenzione, resta un libro bellissimo, a tratti straziante ("Perché chi sono io se tu non sei brava? chi sono?") e a pensarci bene anche io, tornando indietro, ne avrei fatto un unico post.
    Mentre ti scrivo ho finito l'ultimo libro della storia che mi ha tenuto incollato alle pagine per mesi e ti dico solo questo: passeranno giorni prima che io tocchi un nuovo libro. E mi sento smarginato, irreparabilmente.

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    Risposte
    1. Per chi come te si sente più del partito di Lila questo terzo volume può effettivamente risultare un po' troppo focalizzato su Elena, ma, come dici tu stesso, stiamo parlando sempre di qualcosa di bellissimo, Lila o non Lila, Elena o non Elena.
      Io l'ultimo lo finirò tra oggi e domani, ma voglio attuare una strategia opposta alla tua: buttarmi subito su un altro libro come terapia d'urto, andare avanti senza esitazioni verso altra letteratura. (Ma che nostalgia spietata che avrò...).

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