Il mio parere su Joy


Pollice verso (e anche un po' di buuuu) per questo film che è ha la stessa capacità di coinvolgimento emotivo di un mocio, non a caso, e un Jenniferlawrence-centrismo insopportabile (come prevedevo).

David O. Russell mi ha un po' stancato con i suoi gruppi di famiglia in un interno disfunzionali e polifonici.
Già ai tempi de Il lato positivo avevo fatto caso più ai lati negativi del suo stile (per poi ricredermi qualche ora con American Hustle), ma adesso ho la certezza che non piace.
La formula che predilige mi prende poco.
Non basta mettere in scena equilibri precari e sistemi di vita sghangherati osservati con piglio ironico e bonomia americana per far buona compagnia allo spettatore. Manca qualcosa, forse un approfondimento.

Aggiungo e sottolineo che ho in grande odio Jennifer Lawrence, il grande errore di valutazione di Hollywood, la diva-ragazza dal faccione americanissimo e la classe di una cheerleader, che tutto il pianeta terra ha scambiato per un talento fuori dal comune.
Stiamo esagerando con lei. Smettiamola con gli Oscar e i Golden Globes elargiti a (spero) passeggeri fenomeni di costume biondi, prosperosi e insolenti.

Insomma, inutile tirarla per le lunghe: i film che la vedono protagonista vengono quasi totalmente rovinati dal mio (fondatissimo) preconcetto.
Dio, quanto non la sopporto!
E poi è del '90, che rabbia. E del Kentucky. Ha' voglia a vestì Dior.

Fastidio da hater incallita a parte, Joy è comunque un film medio, una storiella caruccia e affabile che non suscita reazioni durature in chi guarda.

Non dico che non intrattenga o che sia un disastro totale, ma lo spettatore più scafato non può non trovarlo un tantino superficiale e "facile", una commediola dolceamara sull'american dream orchestrata in maniera spicciola, quasi a tirar via.

Solo io ho avuto la sensazione di una sceneggiatura sintetica, per non dire inesistente?

Certamente sbaglio a cercare lo spessore in questo tipo di film, ma ci sono in ballo candidature all'Oscar per cui mi viene da essere più esigente e analitica.

Joy Mangano con la sua vicenda di disagio familiare, di rivincita creativa e di femminismo alla buona è sicuramente degna di una narrazione cinematografica, ma poi, a ben vedere, non è che abbia inventato la luna.
Per carità, il mocio è utilissimo, la genesi e l'evoluzione del suo progetto sono degni di un avvincente racconto, involuzioni e disguidi legali compresi, però c'è un fondo di ridicolo e di pochezza in questa storia e, di conseguenza, nel film.
Non è il miracle mop con la sua comodissima strizzabilità che sto criticando (io stessa ne faccio uso), ma la sensatezza cinematografica di una storia del genere.

Le uniche parti che ho trovato più interessanti sono quelle legate al mondo delle televendite QVC e alle dinamiche assurde che lo regolano. Bradley Cooper è riuscito a donarmi un'emozione, almeno lui.


Per il resto poca roba.

O. Russel voleva narrarci la favola di un'eroina del popolo, di una self-made woman dai sogni pratici, e questo mi va benissimo, ma se il massimo del coraggio e dell'epica è la scena di una Joy che si taglia i capelli da sé in bagno dopo una delusione forte, storco il naso.
Avanguardia pura, direbbe qualcuno.


Alla fine della fiera il mio sospetto si è rivelato fondato: Joy è un Jennifer Lawrence-movie, con un copione cucito ad hoc su di lei ed è l'ennesima trovata furba per la celebrazione adorante della sua persona, di quel tipo di donna sexy e tosta che è lei e che finisce per fagocitare il personaggio che interpreta.
La vera eroina di Joy è Jennifer, non Joy. E questo non (mi) va bene.

Fine della storia.

Commenti

  1. Lei era partita benissimo, un gelido inverno è magnifico, poi è diventata una bambola in mano agli studios che le han costruito addosso il personaggio che conosciamo (la prima caduta va bene, poi basta però' eh?) ...nomination elargite un tanto al chilo, già quella per American Hustel mi pareva eccessiva. Del film mi importa poco, ma se penso che han nominato lei è lasciato a casa la Theron di Mad Max .,.

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  2. Che dire? A me la Lawrence piace, e parecchio (parlo come attrice, il "personaggio" lasciamolo perdere per un attimo). Quello che mi dispiace è che questo film sia stato trasformato in un "referendum" pro o contro di lei, mentre invece secondo me è una pellicola più profonda di quella che appare (il che non vuol dire riuscita, intendiamoci). Per me Russell voleva cercare di rappresentare la grande illusione del Sogno Americano, girando un film come fosse una soap-opera, per dimostrarci quanto sia falso e affabulatorio il mezzo televisivo, con la gente che crede e sia appassiona a tutto ciò che passa in tv. Ecco, da questo punto di vista il film a me è piaciuto: la prima mezz'ora è bellissima, poi indubbiamente si affloscia parecchio, tenuto in piedi però da una Jennifer Lawrence che, sì, sarà anche onnipresente e antipatica, però è anche un'attrice coi controfiocchi. E qui lo dimostra.

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  3. Come sai neanche a me il film è piaciuto più di tanto, però lei la trovo abbastanza brava (nonostante non raggiunga livelli di grandi dive). Purtroppo questi nuovi filmoni (sì, anche The Revenant) mi hanno deluso parecchio.

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  4. Anche io ho trovato il film particolarmente deludente, e soprattutto nutro le tue stesse identiche perplessità sulla sceneggiatura: ho l'impressione che O. Russel tenti sempre di mettere troppa carne al fuco, senza mettere mai nulla davvero a fuoco. Per quanto riguarda la Lawrence... Mi spiace ma a me è piaciuta molto, soprattutto in questo film! Ho trovato la sua interpretazione l'unica cosa davvero degna di nota. Però dai, lo ammetto, anche io la odio parecchio perché è del '90 :P

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