Valentino: L'ultimo imperatore


Se vi dico Giancarlo Giammetti, sapete dirmi di chi sto parlando? Vi dice niente questo nome? Probabilmente no, non ne sapevo nulla nemmeno io prima di vedere Valentino: L'ultimo imperatore (di Matt Tyrnauer, 2008).

Tramite questo sontuoso e patinato documentario di qualche anno fa, si scopre che a fianco dello stilista più acclamato di tutti i tempi c'è sempre stato, nascosto nell'ombra, un uomo fondamentale, un collaboratore, un partner artistico e di vita, un gestore degli aspetti pratici e finanziari ma anche del carattere vanesio e sofisticato di Valentino, Giancarlo Giammetti appunto.

Sembra quasi voler celebrare più questa figura nascosta che l'icona imperiale di Valentino, il documentario dello statunitense giornalista di Vanity Fair Matt Tyrnauer, che per almeno due anni ha spiato e ripreso la dolce vita del celebre stilista e della sua maison di moda.

Certo la figura di Valentino è centrale e imponente nel documentario e non potrebbe essere altrimenti, ma il regista punta molto a coinvolgere anche il "custode" di Valentino e del suo regno, il suo fidato e storico alleato.

Ne esce fuori qualcosa di glamour, commovente e divertente al tempo stesso.
Ci sono le sfilate, le modelle, i vip, le megafeste e le megaville, ma c'è anche la vita quotidiana del maestro e del suo compagno, l'affetto dolce e discreto che li lega, i piccoli e divertenti screzi tra i due compagni che litigano in francese, lo snobismo esasperato e comico di Valentino che Giancarlo sopporta più o meno bene.
Una storia d'amore insomma, di quelle che sembrano finte e plastificate per eccesso di lusso e bambagia, perché viziate da un benessere estremo, ma che in fondo non sono molto diverse dalle storie d'amore comuni, buffe e a tratti maldestre, emozionanti e mai pienamente sondabili.

E poi ci sono dei vestiti belli da mozzare il fiato, eleganti in un modo classico e imponente, capolavori di stoffa che ogni donna, me compresa, vorrebbe indossare o almeno toccare una volta nella vita, un mondo di preziosità, luccichii, fruscii, balze, spacchi, fiocchi, nastri e altre cose inerenti alla sfera autentica e pura della Bellezza.

Stupefacente vedere come si dà vita ad una sfilata, vedere che sono le sarte dall'accento romanesco così lontane dallo charme di Valentino a fare il grosso del lavoro, come la vanità abbia un lato molto pragmatico e faticoso di cui spesso ci si scorda.

Insomma, se avete voglia di rifarvi gli occhi e vedere un'ora e mezza di cose belle, di storia della moda, di vita da imperatore, o se semplicemente volete sorridere della faccia color terra bruciata di Valentino, dei suoi capricci da diva altezzosa e dei suoi numerosi carlini, vi consiglio di vedere questo gioiellino esteticamente impeccabile che celebra la grandezza di un artista senza dimenticare chi lo ha aiutato in questo percorso verso il trono imperiale.




Commenti

  1. Era un film che non vedevo l'ora di guardare, ma l'ho trovato un po' deludente. Ci sto scrivendo una specie di recensione.

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  2. io invece l'ho visto un po' per caso e mi è piaciuto tantissimo, mi sono rifatta gli occhi :D

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