Il mio parere su Il sospetto



Un po' in ritardo rispetto alla sua uscita, ho finalmente recuperato Il sospetto (Jagten, di Thomas Vinterberg, 2012), un gran bel film che, nel suo incedere calmo ed essenziale, fa venire la schiuma alla bocca per la rabbia infanticida che infonde.

I bambini certe volte possono essere creature malefiche e beffarde, ho sempre ritenuto che ci sia qualcosa di diabolico e primordiale nella sfacciataggine di alcuni di loro, un'oscura forza destabilizzante nei loro continui "Perchè?".
La lettura traumatica de Il Signore delle mosche mi ha dato in qualche modo conferma di questa cosa ed è anche per questo che mi capita spesso di aver paura di certi fanciullini troppo schietti e diretti (ricordo ancora il bambino a cui facevo ripetizioni che incitò il suo gatto a sbranarmi!) e dell'incapacità di difendermi dalle loro trovate.

A dispetto della sua inattaccabile sacralità anagrafica, il bambino può anche essere fonte di infelicità e dolore per l'adulto, più spesso di quanto si possa pensare.

Il sospetto parla proprio di questo, di Lucas, un insegnante di scuola materna assolutamente buono e innocente, competente e stimato, che, in seguito alle gravi accuse di Klara, una bambina bugiarda, si ritrova distrutto umanamente e socialmente.
Il regista non ci lascia il sospetto che quello che dice Klara possa essere vero, ci mostra chiaramente la falsità delle sue accuse ed è per questo che si prova frustrazione e collera verso di lei, e totale affetto e solidarietà per quest'uomo preso nella rete e demonizzato da una piccola città dove giudice assoluto è il popolo.
C'è un'esatta inversione dei canoni sentimentali in questo film, delle reazioni classiche di fronte a due età diverse: si vorrebbe sputare in faccia e dare della stronza (cose che farà il figlio di Lucas, un mito!) alla piccola biondina menzognera, e si vorrebbe stringere in un abbraccio consolatorio l'indifeso e docile adulto.

La forza de Il sospetto, che di per sè non ha alcun virtuosismo registico o scelta stilistica netta (Vinterberg ha ormai lasciato il Dogma, anche se permane una semplicità generale di quello stampo), è l'attore protagonista, il danese Mads Mikkelsen, in grado di trasmettere un'umanità straziante ed elegante nel dolore.
Era da tanto che non mi capitava di vedere un attore così bello e intenso (le sue labbra sono letali!), un volto così peculiare ed espressivo, una presenza scenica così acuta e sensibile.
Il battito cardiaco del film è lui, le accuse infamanti, l'esclusione, le botte che prende sono botte che prendiamo anche noi attraverso di lui, e i suo occhi, di una tristezza composta, sono qualcosa di cinematograficamente potentissimo.
Il premio come miglior attore all'ultimo Festival di Cannes non poteva che andare a lui e sono contenta di poterlo rivedere nella nuova serie tv Hannibal.

E' interessante notare come il titolo originale del film (che in inglese è stato tradotto letteralmente in The Hunt) sia legato alla caccia: al di là dell'importanza rituale che questa attività probabilmente ha in Danimarca, quella a cui si fa riferimento è una caccia all'uomo, un prendere di mira, offendere e poi abbattere una vittima prescelta, tutti contro uno, in un bisogno collettivo e famelico di castigo.

Il sospetto è un film su un linciaggio psicologico e fisico, sulla bestialità acritica della gente di fronte ad un vago sospetto, sulla priorità che viene data da sempre alle parole dell'infanzia assecondando uno stereotipo buonista.

Potrebbe aprirsi un lungo dibattito su questo argomento; intanto, se non l'avete ancora fatto, vi consiglio di vedere il film perché merita davvero tanto.



Commenti

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    1. condivido in pieno entrambi gli aggettivi :)

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  2. Un pugno allo stomaco per i temi affrontati ma splendidamente diretto e interpretato!

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    1. un pugno allo stomaco e anche una gran voglia di dare pugni!
      Interpretazione magnifica davvero :)

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  3. secondo me l'innocenza del protagonista non è affatto così scontata. il sospetto, mantenuto fino alla fine, è che anzi ci abbia presi in giro alla grande.

    mads mikkelsen è bravissimo qui, quanto è fuori parte in hannibal.

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    1. ma sai che non sono d'accordo? Secondo me invece l'esplicitazione della sua innocenza è netta e il regista ci rende partecipi di questa indubbia verità fin da subito, non c'è alcun gioco o scherzetto sotto!
      Il punto è che siamo solo noi spettatori e lui a saperlo...Il sospetto è quello di tutti gli altri, ed è proprio questo contrasto tra noi che sappiamo e loro che non sanno la cosa frustrante per chi guarda, ciò che fa incazzare profondamente!

      Di Hannibal ho visto solo il pilot e mi è sembrato avere uno stile molto particolare; essendoci Mads voglio continuare a vederlo, magari finchè non mi rendo conto che è davvero fuori parte :)

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  4. Era da un po' che avevo intenzione di recuperarlo, ma tu mi hai convinto del tutto. Lo guardo, poi ti dico che ne penso.

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    1. spero ti piaccia, fammi sapere come ti è sembrato ;)

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  5. Per me è il più bel film dell'anno, insieme a 'Django Unchained' e 'Zero Dark Thirty'. Grande regia di Vinterberg e grande interpretazione di Mikkelsen. E' incredibile come un paese minuscolo come la Danimarca abbia una scuola di cinema così viva e di assoluta eccellenza... tanto di cappello!

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    1. verissimo, fanno un cinema di grande stile e personalità e questo film ne è la prova!
      Mikkelsen da brividi!

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  6. Da come l'hai descritto mi sembra un film intenso e profondo...devo vederlo!

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    1. Lo è! Buona visione e grazie di esserti unita al mio blog :D

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    2. Grazie a te per aver ricambiato! :)

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  7. film crudele e straziante. Nonostante la lentezza mi ha saputo davvero sconvolgere nel suo piccolo

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