Serie tv mon amour: 27. Masters of Sex


D'estate la mia cinefilia (e la cinematografia in generale) latita e mi sento più predisposta a vedere serie tv: una o due puntate, uno o due bicchieri di acqua tonica, l'arietta che arriva dal balcone. Niente di troppo impegnativo per finire la giornata.

Mentre mi lancio nell'impresa intensiva e fagocitante di vedere tutte le stagioni di Game Of Thrones (ho già finito la prima e sono a metà della seconda, yeah!), porto avanti qualche altra serie.
Una di quelle che ho appena finito di vedere è Masters of Sex.

Mi sono sentita subito attratta dall'estetica vintage della serie, dalla storia vera di William Masters e di Virginia Johnson e dalla loro rivoluzione medico-sessuale, dalla promessa di indipendenza e audacia che tale vicenda portava con sé.

Promessa mantenuta in pieno da Showtime (come sempre d'altronde!) che offre una serie tv di grande qualità e di grande libertà, esteticamente bellissima, tematicamente accattivante, in cui l'approccio storico-clinico al sesso e alle sue mille sfaccettature si affianca a storie d'amore, di sesso, di coppie, di figli, di aspiranti genitori, con tutta una gamma di interessanti problematiche e sviluppi.

La ricerca scientifica si mescola al sentimento, l'esperimento pionieristico sulla sessualità e i suoi terreni ancora insondati non è mai arido e fine a se stesso perché sapientemente dosato e intrecciato alla vita quotidiana dei protagonisti.

Protagonisti che ho trovato perfetti, specialmente Michael Sheen nei panni del dottor Masters, con quella faccia sempre seria, la rigidità esistenziale, la chiusura altera e professionale che sembrano cozzare con lo sperimentalismo delle sue ricerche sessuali, con la sua determinazione verso l'innovazione in un campo troppo poco sdoganato.
Un sessuologo ginecologo avanguardista dall'aspetto grave e inquietante. Semplicemente perfetto!

Brava anche Lizzy Caplan nel ruolo della sua assistente Virginia, un mix di sensualità e professionalità, di propensione naturale alla sessualità da praticare e a quella da studiare. Una donna diversa da quelle che si vedono nella serie con la loro aria di mogli e madri patinate, una donna più disinibita e ambiziosa, lontana anni luce dai canoni della segretaria di quell'epoca.

Adoro anche Caitlin Fitzgerald nel ruolo della moglie di Masters, Libby: si è mai vista una creatura più aggraziata, longilinea e naturalmente elegante e classica di lei? Un'icona.

A dire il vero mi piace tutto il cast, attore per attore; non ce n'è uno che non si intoni all'estetica anni '60 della serie e alla sua alta qualità.

Non mi sono mai annoiata guardando Masters of Sex, nonostante la sua generale lentezza e qualche aspetto a tratti didascalico. L'atmosfera che si respira, sebbene con calma narrativa e senza accelerazioni brusche, è quella della rivoluzione.

L'intromissione dei due protagonisti nella sfera chiusa a chiave del sesso, il tentativo di forzarla, di capirne di più, era follia per quegli anni e per l'ambiente accademico, era pornografia; nessuno prima di loro aveva usato macchine fotografiche e cineprese per addentrarsi dentro la fisiologia sessuale e una cosa del genere ha a che fare con la Storia ed è stupefacente da seguire, da scoprire puntata dopo puntata.

Tutti sono composti e (apparentemente) pudichi in questa serie, un tripudio anni '60 di bon ton e di esteriorità impeccabile: lo scompiglio creato da William Masters e Virginia Johnson è una bomba che ai contemporanei creò disagio, a noi spettatori esaltazione.

Il 13 luglio parte la seconda stagione: recuperate assolutamente la prima se ve la siete persi!


Commenti

  1. che meraviglia... non vedo l'ora arrivi il 13 e la seconda stagione! :-)

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    1. poi ci possiamo confrontare sulle impressioni della seconda :D

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  2. Questa mi manca, ho visto una puntata ma mi è sembrata un po freddina per quelli che sono i miei gusti. Magari la recupero! Intanto continuerò a seguire il tuo blog :)

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